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1909 – Pia Fondazione Elena Vendramin Calergi ved. Valmarana in Noventa Padovana (Padova)

Cenni storici
A Venezia la Nobildonna Contessa Elena Vendramin Calergi (1807-1894) visitò molte volte, per opera caritatevole, la sede dell’Istituto Sordomute “S.Alvise”, gestito dalle Suore della Carità, attorno alla fine dell’ottocento. Dopo la sua morte lasciò con testamento a favore dei sordomuti la sua bellissima settecentesca villa, tipica veneta, sita a Noventa Padovana in provincia di Padova per realizzare secondo il suo aderente desiderio ”l’Istituto per ricovero, mantenimento, istruzione ed educazione delle sordomute povere del Comune medesimo e dei Comuni della Provincia di Venezia” ed altri scelti dalla defunta affidandole alle stesse Suore (Canossiane).

Elena Vendramin
Elena Vendramin

L’esecuzione testamentaria fu conclusa con il Regio Decreto 28.4.1907 con il quale venne riconosciuta la costituzione dell’Opera istituita con il relativo Statuto organico approvato in data 4 marzo 1907.
Il 25 novembre 1909 iniziò l’attività della scuola per sordomute in ossequio alle ultime volontà della Contessa Elena Vendramin Calergi mentre una quarantina di bambine in corso di istruzione nell’Istituto “S.Alvise” con le loro Suore maestre venivano trasferite nella villa a Noventa.
Le suore della Congregazione “Figlie della Carità”, fondata dalla Santa Maddalena di Canossa, gestivano la direzione dell’Opera fino a qualche tempo fa continuando però la loro opera caritatevole verso i soggetti che hanno dei problemi dell’udito con vocazione come agli inizi nel lontano 1843 in Venezia (l’Istituto S.Alvise delle Suore di Carità) e nelle altre tante città.
Ai primi tempi furono iniziati i lavori di adattamento funzionale per l’Istituto e negli anni successivi vennero fatti altri di ristrutturazione, a spese dell’Opera con il sovvenzionamento degli Enti locali.
Il metodo di insegnamento alle sordomute applicato nell’Istituto dal 1909 fu quello di oralismo, di fatto a Venezia le suore canossiane furono le prime a tentare il metodo della parola viva per l’isegnamento alle sorde e presentarono la loro relazione di esperimento al noto Congresso di Milano il quale condannò il metodo mimico gestuale (1880).
Dopo la legge sull’istruzione obbligatoria ai sordomuti (1923) la scuola di Noventa fu riconosciuta idonea al pari delle scuole elementari pubbliche e la scuola materna speciale fu autorizzata dal Provveditorato agli Studi di Padova, come pure i corsi di addestramento per legatoria, floricultura e manutenzione giardini, maglieria ed altri con il conseguimento del titolo di qualifica professionale. Recentemente anche per dattilografia, contabilità, computer, ecc.
Le Suore hanno operato in tutti questi anni con buone attrezzature tecnologiche idonee (dal gabinetto audiologico, agli strumenti elettroacustici, dal museo didattico e lavagne luminose ai materiali informatici), con notevole esperienza professionale per l’educazione dei non udenti, dal 1965 iniziò con la scuola media privata, poi con la scuola statale “Santini” distaccata all’interno di detto Complesso con la partecipazione degli alunni normoudenti (classi miste) anche le materne ed elementari sono aperte agli udenti. Questo è importante per i sordi per l’integrazione scolastica e la socializzazione.
L’attuazione della politica scolastica dell’inserimento dei sordi rende notevole la diminuzione dell’utenza negli Istituti storici ed anche la “Pia Fondazione” continua con crescente difficoltà allo spirito del servizio dedicato ai sordi.

Centro scolastico specializzato
Il Consiglio dell’Opera ha realizzato con le nuove iniziative più moderne il profondo cambiamento “nell’approccio alla rieducazione degli audiolesi e sta ulteriormente incrementando la qualità dei suoi interventi”.
Attualmente, all’Istituto si rivolgono: bambini e ragazzi che vogliano frequentare la scuola specializzata (materna, elementare e media) con eventuale servizio convittuale, nonché gli stessi che, frequentando classi di normoudenti in altre scuole, necessitino di un dopo scuola specializzato e comprensivo di riabilitazione logopedica ed anche di un Corso intensivo riabilitativo, senza creare interruzioni difficilmente recuperabili nell’attività scolastica.
Funziona per coloro che vogliano seguire corsi di recupero ad indirizzo didattico e riabilitativo nel “Campus estivi” anche se accompagnati dai loro genitori.
Durante tutto l’anno si svolgono attività ludiche di tipo sportivo e quello ricreativo (teatro, mimo, danza, pittura, ecc.). Tali attività integrative sono sempre curate da personale specializzato.
Per quanto riguarda la rieducazione logopedica, “può raggiungere dei livelli soddisfacenti per il fatto che non è limitata ad un prefissato numero di ore, ma è rinforzata nell’arco dell’intera giornata dall’opera costante di: insegnanti logopedisti,; personale che possiede una qualifica specifica nel settore dei minorati dell’udito e che fornisce un supporto ed un’assistenza che si estende nell’arco delle 24 ore; uno psicomotricista ed un musicoterapeutico che attuano con interventi continuativi e non episodici nell’arco di tutto l’anno.
La legge prevede che, su richiesta delle famiglie interessate, le spese concernenti l’assistenza e l’istruzione dei bambini e dei ragazzi ospitati possono essere sostenute dall’Amministrazione Provinciale di residenza o dal Comune o dai Comuni associati (Consorzi) .
Per ulteriori informazioni sulle attività che offrono “un supporto ai genitori dei non udenti per aiutarli ad orientarsi nel mondo dell’handicap uditivo fin dal momento della prima diagnosi attraverso: corsi specifici di preparazione, educazione e sostegno tenuti da medici, psicologi e logopedci, consulenze personalizzante: Fondazione Elena Vendramin Calergi Valmarana – Villa Grimani – Via Valmarana, n.10 – 35027 Noventa Padovana (Padova): fax 049-628289 – tel 049-625299.
A proposito della Lingua dei Segni che la maggioranza dei sordi lo comunica, l’opuscolo diffuso dell’opera non cita esplicatamente questo argomento però i bambini usano più o meno questa lingua che è in base alla naturale comunicazione per facilitare la comprensione di ogni spiegazione comunque la scelta della metodologia spetta all’Istituto con l’accordo dei genitori secondo le circostanze esperienze attuative.

Vedramin Calergi Elena Ved. Valmarana
La famiglia Vendram Calergi era patrizia di Venezia, Elena nacque a Venezia il 25 aprile 1807. Coniugata con il Conte Andrea Valmarana. La loro unione fu molto felice malgrado la mancanza di figli. Fu per questo che iniziò la sua opera caritatevole verso il prossimo e dedicò la sua vita all’assistenza ai poveri e malati. Visitò l’Istituto per sordomute nel monastero di S. Alvise a Venezia e cominciò il suo attaccamento a queste fanciulle. Legò quindi una delle sue Ville all’Opera voluta da lei per l’istruzione delle sordomute. Morì il 18 gennaio 1894 circondata dal pianto dei suoi amati beneficiati.
La Villa di Noventa era una villa quattrocentesca trasformata nel settecento, una delle ville più note del Veneto dichiarata monumento nazionale. Questa era appartenuta alla famiglia Trevisan fu poi acquistata dal Card. Domenico Grimani (figlio del Doge Antonio e patriarca di Aquileia) nel 1520, passò ai nipoti dei fratelli Grimani per due secoli. Uno dei rami di questa casata apparteneva all’erede dei Calergi e poi, non essendovi eredi diretti, lasciata da Calergi al nipote Niccolò Vendramin nel 1739. L’ultima Vendramin fu Elena che poi lasciò alla sua Fondazione per le sordomute.

Suore Figlie di Santa Maddalena da Canosa (Canossiane)
Nel 1909 l’Istituto Canossiamo per le sordomute in Venezia venne cessato e le medesime suore trasferite a Noventa Padovana per la prosecuzione del loro lavoro verso le sordomute in esecuzione del testamento della Contessa Vendramin Calergi.
Le suore che oggi operano per i non udenti sono notevolmente diminuite per la scarsa vocazione nella nostra vita moderna. Purtroppo attualmente l’Opera Fondazione non offre la minima collaborazione per la completa ricerca alla memoria delle suore maestre che tanto fecero con sacrificio e profondo amore verso le sordomute, comunque il ricordo di oggi va con tutto il cuore a loro morte in umiltà, ma piena di ricchezza di amore e spirito all’educazione compiuta verso i non udenti con il dono prezioso della parola nei tempi vecchi non conformi ad oggi.

Le Direttrici della Pia Fondazione
1. Suor Giuditta Tosarin dal 1909 al 1918
2. Suor Annetta Marini dal 1919 al 1922
3. Suor Giuseppina Sartori dal 1922 al 1925
4. Suor Giuditta Tosarini (II) dal 1925 al 1928
5. Suor Giannina Tonegutti dal 1928 al 1936
6. Suor Annetta Marini (II) dal 1936 al 1940
7. Suor Giannina Tonegutti (II) dal 1940 al 1950
8. Suot Veronica Masiero dal 1950 al 1955
9. Suor Giannina Tonegutti (III) dal 1956 al 1962
10. Suor Noemi Pagliarusso dal 1963 al 1973
11. Suor Lea Merlino dal 1974 al 1979
12. Suor Carla Busolin dal 1980 al 1981
13. Suor Lea Merlino dal 1982 al 1988
14. Suor Maria Rosa Sartor dal 1989 al ?

NOTE DI EVIDENZA E RIEPILOGATIVE:
1843 – Le Suore della Carità aprirono il primo Istituto per sordomute in Venezia.
1894 – Il testamento della Contessa Vendramin Calergi legò a favore delle sordomute una Villa a Noventa Padovana;
1907 – Il Comune di Venezia ed i Comuni scelti della defunta accettarono l’eredita’ della Contessa per la fondazione di un istituto di educazione per le sordomute ed approvarono lo statuto dell’Opera.
1909 – Riconoscimento dello Stato con R.D. 28.4.1907 all’Opera Pia “Fondazione Contessa Vendramin-Calergi”.
1909 – Apertura dell’Istituto convittuale, le suore di Carità di Venezia si trasferirono a Noventa Padovava (PD) per dirigere l’Opera.
1928 – La scuola pubblica parificata.
1980 – Le classi per sordi sono aperte anche ai normoudenti.
1990 – L’attività scolastica per sordi venne cessata.

is067 (2000)

Storia della Villa
“Le fonti bibliografiche consultate concordano nel ritenere il castello dei Delesmanini del sec. XIII a Noventa Padovana l’origine della villa.

Noventa Padovana era un avamposto strategico per la difesa orientale di Padova trovandosi sulla via d’accesso lungo il fiume Brenta. Secondo il Baldan, sul luogo della Villa, esisteva una fortezza della famiglia Da Noenta che fu ampliata e trasformata in castello dai Delesmanini  famiglia padovana ricchissima e potente. Nel castello vi pernottò Alberico da Romano fratello di Ezzelino quando i padovani gli chiusero le porte in faccia e nel 1239 vi soggiornò Agnese, moglie dell’imperatore Federico II, mentre l’imperatore suo marito, ospite a Padova nel convento di Santa Giustina, si recava frequentemente per andare a caccia nei dintorni di Noventa. Più tardi Ezzelino, geloso della potenza dei Delesmanini, fatto prigioniero Artusio Delesmanini, ne smantellò il castello.

A metà del secolo XV la proprietà era dei nobiluomini Marco Trevisan e Marco LoredanI Trevisan nel 1476 alienarono una parte della casa a Matteo Erizzo loro parente. In quest’epoca le rovine dovevano essere ancora evidenti se nel documento di acquisto del 1476 si cita “…mezza casa chiamata il Castello, parte a pè pian e parte in soler”.Nel 1481 Marco Loredan fece donazione “inter vivos di parte di casa, sive Palazzo con suo cortivo e brolo” a Grassimana Trevisan consorte di Erizzo. Così progressivamente tutto passò nelle mani di Grassimana, la quale, vecchia e probabilmente senza figli, cedeva nel 1520 per 2000 ducati le terre e le case di Noventa al cardinale Domenico Grimani, patriarca di Aquileia che qui si ritirò nello stesso anno dopo aver rinunciato al patriarcato. La villa fu per alcuni decenni “villa di vescovi e di cardinali” poiché la proprietà passò al cardinale Marino Grimani, vescovo di Ceneda e patriarca di Aquileia. Con Marino Grimani spesso dimorò nella villa il cardinale Giovanni, suo fratello, patriarca a Venezia.I beni di Noventa passarono quindi ai Grimani di S. Marcuola, che, in seguito al matrimonio di Vincenzo Grimani con Marina Calergi (1608), presero in seguito il nome di Grimani Calergi per volontà testamentaria di Marina Calergi.

I Grimani possedettero quindi la villa per quasi 220 anni, dal sec. XVI a buona parte del sec. XVIII, segnando un periodo importante per la costruzione dell’edificio e la sistemazione del giardino.Con il testamento del 1738, per la mancanza di discendenti, Vettor Grimani Calergi nominò suo successore il pronipote Nicolò Vendramin, figlio di Vincenzo Vendramin e Maria Grimani, che assunse quindi il cognome Calergi ed ereditò le relative proprietà, tra cui lo splendido palazzo lombardesco sul Canal Grande, Vendramin Calergi appunto, e le proprietà Grimani di Noventa, compresa la villa.

Con la morte, nel 1752, di Nicolò, la proprietà passò ai tre figli nati dal matrimonio con Adriana Bollani (1712), Francesco, Girolamo e Antonio. Nel 1757 Francesco Vendramin sposò Bianca Morosini; tra il 1762 e il 1773 attuò un restauro radicale della villa e fece realizzare da Andrea Urbani il celebre ciclo di affreschi al piano nobile. Nel 1802 morì senza avere discendenti e la proprietà passò ai figli di Girolamo, Nicolò e Gaspare: il primo muore nel 1850, lasciando l’eredità al fratello, che muore nel 1851, e alla nipote Elena, sposa dal 1826 del conte Andrea Valmarana (1787-1861). Con la morte di Elena, per suo volere testamentario, la villa e il suo patrimonio passarono al Comune di Noventa Padovana: “… nomino mio erede universale residuario della mia sostanza che rimarrà dopo la appurazione della medesima, il Comune di Noventa Padovana coll’obbligo di istituire nel mio palazzo di villeggiatura posto in detto comune un istituto autonomo per ricovero, mantenimento, istruzione ed educazione delle povere sordomute di detto Comune e dei Comuni di [……] affidandone l’istruzione ed educazione alle R.R. Madri Canossiane, con preferenza quelle di S. Alvise in Venezia tanto benemerite sotto ogni riguardo.”

Oggi la villa è gestita dalla “Pia fondazione Elena Vendramin Calergi Valmarana”, costituita, con Regio decreto del 28 aprile del 1907, in Ente morale. Fonte: fondazionevalmarana.it  agg.2007

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