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Santuario della Madonna della Bomba di Piacenza

La tradizione popolare nei piacentini attribuisce un origine assai antica all’immagine della Beata Vergine detta Bomba, dipinta su un muro di una piccola casetta prospicente il Pubblico Passeggio. I cittadini di Piacenza ebbero sempre per quell’Immagine una venerazione tutta particolare specie dopo il fatto prodigioso avvenuto nel 1746.
Ferveva nei primi giorni di giugno di quell’anno la guerra tra Galli Ispani e i Tedeschi che si contendevano il dominio della città di Piacenza.

Il Generale Berenclau, uomo brutale che dirigeva l’artiglieria tedesca si prefisse di seppellire i piacentini sotto le bombe, una di queste andò proprio a colpire l’immagine suddetta arrestandosi però nel muro senza portar danno alcuno ne alla casa ne agli inquilini. Da quel tempo la Sacra immagine venne invocata col titolo «Madonna della Bomba».

Davanti a detta Immagine il servo di Dio Mons. Francesco Torta innalzò un prezioso Sacello, inaugurato alla presenza del Vescovo Mons. Giovan Battista Scalabrini il 12 agosto 1894; in esso riposano le sue venerate spoglie e fu un seme dal quale germogliarono le opere da lui fondate precisamente nel 1903 l’Istituto per Sordomuti, nel 1911 Istituto delle Cicche e nel 1921 la Congregazione delle Suore della Provvidenza per l’infanzia.

Non vi piacentino che passando davanti a quell’’Immagine non innalzi a Maria uno sguardo, non invochi la di Lei pietosa assistenza.
Le madri l’additano ai loro bambini come la buona mamma del cielo. Tutti in Lei confidano, sperano proiezione e conforto. Quante volte ci fu concesso di vedere persone che forse da lunghi anni non frequentano più la Chiesa, passando davanti al Sarcello, alzare il cappello, segnarsi e mormorare una preghiera a Maria.


 

 Il Santuario della “Madonna della Bomba” di Piacenza