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Guida Europea della Comunità Sorda

Questo servizio informativo intende offrire al navigatore o visitatore uno sguardo sul “mondo dei sordi”. Un mondo, una comunità che ha ricche tradizioni, che è fiera della sua cultura e delle sue lingue e che tuttavia fa parte del tessuto della società e va considerata come componente paritaria di questa.
Questa Guida offrirà al navigatore alcune informazioni fondamentali sulla lingua dei segni, sulla comunità dei sordi, sulla loro cultura e sulle attività dell’EUD. Ci auguriamo che quest’opera contribuisca ad una migliore comprensione delle persone sorde e in definitiva ad una partecipazione significativa e paritaria delle persone sorde nella società, (Knud SØNDERGAARD – Presidente dell’EUD).
Nel 1995 l’EUD ha celebrato il suo decimo anniversario. Ci rallegriamo molto di osservare che l’EUD ha potuto contribuire a diverse iniziative, volte a rafforzare la posizione delle persone sorde. Rispetto alla situazione di alcuni anni fa, vi sono attualmente più persone consapevoli dell’esistenza delle persone sorde e del nostro desiderio di partecipare alla società a titolo paritario.
Molte persone si stanno rendendo conto che, quella dei segni, è una lingua come tutte le altre e che è la lingua delle persone sorde. Abbiamo deciso di pubblicare questa Guida nella speranza che essa contribuisca a migliorare ulteriormente la comprensione delle persone sorde.
Siamo convinti che solo un dialogo continuo e costruttivo tra le persone sorde e le persone udenti darà alle persone sorde più possibilità di partecipare pienamente e a titolo paritario alla vita della società, (Johan WESEMANN – Già Direttore Generale dell’EUD).
La sordità: alcune definizioni utili
I termini utilizzati in questa guida si basano sulle seguenti definizioni tratte dal manuale della World Federation of the Deaf, largamente accettato e utilizzato dalla comunità dei Sordi.
Sordo (con la “s” maiuscola) – fa riferimento ad una persona che usa la lingua dei segni come principale mezzo di comunicazione, si identifica con altre persone Sorde e in genere non sente.
sordo (senza maiuscola) – fa riferimento ad una persona che:
1) è nata sorda, cioè non ha mai udito (sordità congenita);
2) ha perso l’udito durante la prima infanzia prima dell’apprendimento del linguaggio dell’ambiente (sordo pre-linguale);
3) ha perso l’udito in epoca successiva all’apprendimento del linguaggio; deafened – fa riferimento ad una persona diventata sorda dopo avere appreso la lingua parlata (o le lingue parlate) dell’ambiente;
audioleso – fa riferimento ad una persona la cui capacità auditiva è deteriorata in misura tale da compromettere le interazioni sociali. Questo problema può essere alleviato con soluzioni tecniche come gli apparecchi acustici, circuiti induttivi ecc.
Le persone audiolese hanno un’organizzazione nazionale in molti paesi e un organismo internazionale, la International Federation of the Hard of Hearing (IFHOH). Vi è cooperazione tra le organizzazioni degli audiolesi e le organizzazioni delle persone sorde, a tutti i livelli, dalla Federazione Mondiale dei Sordi fino alle organizzazioni di base.
hearing impaired (menomato auditivo) – ha un significato ampio che può far riferimento all’insieme del gruppo dei sordi e degli audiolesi o solo agli audiolesi. Tra la Federazione Mondiale dei Sordi e la International Federation of the Hard of Hearing è stato concordato che si dovrebbero usare i termini sordo (deaf) e audioleso (hard of hearing), ma il lettore può nondimeno incontrare l’espressione vaga “hearing impaired”.
Ogni rappresentante di questi tre gruppi: sordo, audioleso e menomato auditivo può appartenere al gruppo dei Sordi, subordinatamente all’uso della lingua dei segni e all’identificazione personale;
Consapevolezza della sordità – fa riferimento all’ideologia condivisa dai membri del gruppo dei Sordi.
Le persone che condividono questa ideologia sono consapevoli di che cosa significa essere una persona Sorda e sono fieri di se stessi in quanto persone Sorde e fieri della loro lingua e cultura.
Queste persone sono pronte, inoltre, a sostenere i loro simili affinché divengano consapevoli di se stessi.
Lingua dei segni – fa riferimento alla lingua indigena utilizzata dal gruppo di Sordi di un paese. Ogni paese (in cui esista un gruppo di Sordi) ha la propria lingua dei segni, sviluppatasi spontaneamente in seno al gruppo dei Sordi.
È difficile trovare dati affidabili sull’incidenza e prevalenza della ‘sordità’ a livello paneuropeo. Come regola empirica, si può calcolare che circa l’uno per mille della popolazione sia sordo. Poiché la popolazione attuale dell’Unione europea si aggira sui 370 milioni di persone, ciò significa che vi sono circa 370 mila persone sorde o affette da gravi carenze auditive.
Il numero di audiolesi è maggiore. Tuttavia l’opera dell’EUD e la presente Guida sono concentrate sui bisogni e le aspirazioni delle persone sorde, secondo la definizione precedente.
La Comunità dei Sordi e la Lingua dei Segni
1. Una minoranza linguistica e culturale
“Una comunità di sordi è un gruppo di persone che abita in una determinata zona, che ha in comune gli stessi obiettivi dei suoi componenti e che in vari modi si adopera al fine di raggiungere questi obiettivi. Una comunità di sordi può comprendere persone non Sorde, ma che sostengono attivamente gli obiettivi della comunità e collaborano con le persone Sorde per raggiungerli”.
“La maggior parte delle persone, nate sorde o diventate tali nei primi anni della vita e che sono cresciute in seno ad una comunità di sordi, ritengono di essere persone fondamentalmente visive, con un loro linguaggio visivo, con una organizzazione sociale, una storia e altro ancora: cioè con un loro modo di essere, una loro lingua e una loro cultura”.
Queste citazioni sono tratte dalla letteratura linguistica di questi ultimi anni in tema di comunità di sordi. Storicamente, tuttavia, la società in genere non ha concepito le persone sorde in questo modo: il modo in cui noi, come persone sorde, ci concepiamo. Le persone sorde si sono sempre sentite diverse dalle persone udenti e intuitivamente sentono di appartenere alla comunità dei Sordi, che ha la sua lingua di comunicazione. Una comunità in cui l’incapacità di sentire o di parlare non è percepita come un problema.
Tuttavia, poiché il linguaggio e l’intelletto sono così strettamente collegati nella nostra percezione delle persone (ci sorprende udire una persona colta esprimersi in dialetto, a meno che non lo faccia volutamente), le persone udenti hanno percepito le persone sorde come persone dall’udito difettoso, come persone disabili che hanno bisogno di aiuto e assistenza e di vari tipi di servizi. In altre parole, le persone sorde sono percepite come casi patologici che richiedono un trattamento.
Ma nel 1965 un linguista americano ha proposto una nuova e originale descrizione della lingua dei segni, basata esclusivamente su principi linguistici. Allo stesso tempo, egli ha dato una descrizione delle caratteristiche “sociali” e “culturali” delle persone Sorde che utilizzano la lingua dei segni americana. In retrospettiva, i suoi scritti sono stati una pietra miliare, una svolta nella storia dei Sordi. Negli anni ’60 era rivoluzionario descrivere le persone Sorde come un “gruppo culturale”. I medici e i professionisti, operanti nelle scienze fisiche, di norma descrivevano le persone sorde dal punto di vista della patologia: menomazione dell’udito.
Questi professionisti non hanno mai considerato seriamente il fatto che le persone Sorde formano gruppi, i cui membri non risentono “carenze” e in cui le esigenze fondamentali dei singoli membri sono soddisfatte, come in qualsiasi altra comunità di esseri umani.
In tal modo, la concezione più tradizionale della persona sorda, che ha prevalso tra i rappresentanti più influenti della professione medica, è che la caratteristica principale della sordità è la mancanza di qualcosa, ossia della capacità di udire e/o di comunicare.
Questo è l’approccio clinico-patologico alla sordità, che si basa spesso su dati psicologici o educativi. Questa concezione è anche quella più diffusa nella comunità degli udenti.
I linguisti che descrivono le persone Sorde come costituenti una “comunità linguistica” rompono con una lunga tradizione di “patologizzazione” delle persone sorde. Un fatto importante è che questa nuova concezione ha portato con sé un riconoscimento ufficiale e pubblico di un aspetto fondamentale della vita delle persone Sorde: la nostra cultura.
Per cui queste concezioni non sono semplici differenze di atteggiamento, ma hanno profonde ripercussioni sul modo in cui le persone sorde sono trattate.
L’approccio medico mette in risalto ciò che manca alla persona sorda e adotta come obiettivo prioritario la ‘normalizzazione’ della persona sorda, mentre la concezione più recente comporta l’accettazione (anche se non sempre la comprensione) delle persone sorde come gruppo distinto, organizzato e dotato di tradizioni.
2. La nostra lingua: la lingua dei segni
La lingua dei segni è una lingua di movimento e di spazio, delle mani e degli occhi, di comunicazione astratta nonché di narrazione iconica, ma soprattutto è la lingua della comunità dei Sordi. Non è una nuova lingua né un sistema recentemente sviluppato dalle persone udenti; si tratta piuttosto di una forma di comunicazione che si manifesta spontaneamente tra le persone che non odono. È una lingua che fino a non molto tempo fa è stata ignorata e quindi completamente sottovalutata nelle sue potenzialità. È diversa, spesso in modo sorprendente, dalle lingue orali, ma ha caratteristiche e processi grammaticali in comune con molte altre lingue orali. Si distingue dalle altre lingue per una caratteristica fondamentale: non fa ricorso alla parola articolata foneticamente.
Nel mondo occidentale la conoscenza della lingua dei segni risale ad almeno 2000 anni fa. Gli scritti cinesi risalgono probabilmente a periodi ancora più remoti.
Il primo testo inglese (del 1644) è l’opera di Jon Bulwer intitolata “Chirologia: or the Naturall language of the Hand. Composed of Speaking Motions, and discoursing Gestures therof. Whereunto is added Chironomia: or the art of Manual Rhetoricke etc.”.
3. La lingua dei segni in Europa
In Europa vi sono tante lingue dei segni quante sono le lingue orali, e anche di più!
Contrariamente alla credenza popolare, la lingua dei segni non è internazionale.
Ogni paese ha la propria lingua dei segni. Nei paesi in cui vi sono due o più lingue orali, come il Belgio o la Spagna, vi sono altrettante lingue dei segni. Le persone Sorde, esattamente come le persone udenti, compiono gli studi nella lingua del loro paese e solo raramente in quella di un altro paese. Per esempio la persone sorde fiamminghe compiono gli studi in scuole per sordi fiamminghe e non in scuole valloni, e viceversa.
Le lingue dei segni non dipendono dalla lingua orale del rispettivo paese. Ciò è dimostrato dal fatto che Gran Bretagna, Irlanda e Stati Uniti sono tutti paesi di lingua inglese ma hanno lingue dei segni completamente diverse. L’American Sign Language (ASL) è infatti più somigliante alla Langue des Signes Francais che al British Sign Language. La spiegazione è semplice: le radici dell’ASL si trovano in Francia e non in Gran Bretagna.
È quasi impossibile calcolare il numero di persone che utilizzano la lingua dei segni nell’Unione europea, poiché non vengono raccolti dati in materia e vi sono poche ricerche quantitative, a cui fare riferimento. Il numero di persone che utilizzano la lingua dei segni dovrebbe essere approssimativamente uguale all’incidenza delle persone già sorde prima dell’apprendimento della lingua, ossia 1 su 1000-1500, benché non tutte le persone divenute sorde prima dell’apprendimento della lingua utilizzino la lingua dei segni mentre alcune persone divenute sorde dopo l’apprendimento della lingua la utilizzano. Vi è anche un numero significativo di udenti che utilizzano la lingua dei segni.
4. La cultura dei Sordi
La lingua dei segni è di fondamentale importanza per la trasmissione e per l’evoluzione della cultura dei Sordi. I Sordi hanno un’identità comune e hanno creato una cultura dei Sordi come risultato naturale di questa forma di comunicazione condivisa. La cultura dei Sordi si sviluppa mediante la comunicazione nella lingua comune; e questa lingua, come avviene con la lingua orale, è il principale veicolo di trasmissione culturale.
La lingua dei segni è quindi un “vettore” importante – forse il più importante – della cultura dei Sordi.
La “letteratura” della cultura dei Sordi, espressa nella lingua dei segni del paese o della regione, è composta di storia, di narrazioni, favole, leggende, fiabe, aneddoti, poesia, prosa, umorismo, rituali denominativi, giochi dei segni e molto altro ancora. Poiché la letteratura della comunità dei Sordi narra l’esperienza dei Sordi, gran parte di questa riguarda più o meno direttamente l’oppressione uditiva subita dalle persone Sorde.
Tramite la letteratura dei segni, una generazione passa alla generazione successiva il sapere, i valori e l’orgoglio, e quindi rafforza i legami che uniscono le generazioni.
La letteratura dei segni è quindi in un certo senso una “tradizione orale” che può essere solo registrata su pellicola o ‘tradotta’ in forma scritta. Poiché la lingua dei segni non è una lingua scritta, anche le pubblicazioni in lingua scritta – giornali, riviste e libri scritti da e per le persone sorde – hanno svolto un ruolo importante nella storia della cultura dei Sordi.
Istituzioni particolarmente importanti per la crescita e lo sviluppo della cultura dei sordi sono state la rete di istituti e i numerosi club di sordi disseminati in Europa.
Anche le organizzazioni sportive, politiche e religiose di sordi hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo significativo nella vita sociale e culturale delle persone sorde.
Un’esperienza frequente per le persone sorde, in quanto appartenenti a una minoranza, è che raramente abbiamo in comune la nostra identità con quella dei nostri genitori e in un secondo tempo con quella dei figli. Il 90 per cento delle persone sorde è nato da una famiglia di udenti e il 90 per cento delle coppie di sordi ha figli udenti. Questa circostanza sottolinea il ruolo fondamentale svolto dagli istituti per giovani sordi nella trasmissione della cultura dei sordi e perché la chiusura degli istituti specializzati causa tanta preoccupazione per la comunità dei Sordi.
Un’altra caratteristica sorprendente della cultura dei Sordi è l’alta incidenza di matrimoni endogami. Si calcola che nove membri su dieci della comunità dei Sordi si sposino con altri membri dello stesso gruppo culturale.
5. Il riconoscimento come minoranza
In conclusione, le persone Sorde percepiscono sé stesse come una minoranza culturale e linguistica. Culturale perché fanno parte della comunità dei Sordi e minoranza perché vivono in una società maggioritariamente udente.
Un obiettivo fondamentale della comunità europea dei Sordi e delle comunità nazionali è di ottenere un riconoscimento ufficiale come minoranza culturale e linguistica. Vogliamo ottenere la pubblica accettazione della parità delle persone Sorde: parità nella cittadinanza, nell’occupazione, nella rappresentazione politica e nel controllo delle istituzioni che riguardano le persone sorde, come le scuole e le organizzazioni che forniscono servizi. Un obiettivo altrettanto importante è l’accettazione e il riconoscimento della nostra storia e dell’uso della lingua dei segni come mezzo di comunicazione.
Due tappe importanti sulla strada che porta a questi obiettivi sono state raggiunte con il sostegno del Parlamento europeo e della Commissione europea.
La Risoluzione del Parlamento Europeo sulle lingue dei Segni per i Sordi
Nella risoluzione del 17 giugno 1988 il Parlamento europeo ha riconosciuto la lingua dei segni come una lingua utilizzata dai sordi e il diritto delle persone sorde ad utilizzare la lingua dei segni. La risoluzione enumera una serie di provvedimenti volti a promuovere l’uso delle lingue dei segni ed esorta gli Stati membri, la Commissione europea e gli enti di diffusione televisiva affinché provvedano in questo senso.
In primo luogo la risoluzione richiede alla Commissione europea di preparare una proposta relativa al riconoscimento ufficiale delle lingue dei segni utilizzate dalle persone Sorde in ciascuno Stato membro dell’UE. Agli Stati membri è stato chiesto di abolire ogni residuo di ostacolo all’uso della lingua dei segni riconoscendo l’interpretariato della lingua dei segni come professione e istituendo programmi di formazione a tempo pieno e di lavoro per interpreti di lingua dei segni.
Nel frattempo le istituzioni dell’Unione europea dovrebbero dare l’esempio offrendo la traduzione simultanea nella lingua dei segni alle riunioni da esse organizzate, a cui sono presenti persone Sorde. Gli Stati membri dovrebbero far sì che tutto il materiale informativo prodotto dallo Stato in materia di sussidi previdenziali, di sanità e occupazione sia disponibile in forma accessibile, per esempio utilizzando videocassette in lingua dei segni per i Sordi. Inoltre, si esortano gli Stati membri a sostenere progetti destinati a insegnare la lingua dei segni a ragazzi e adulti udenti, mediante insegnanti sordi qualificati, e a sostenere la ricerca e la pubblicazione di dizionari aggiornati nelle rispettive lingue dei segni nazionali.
I programmi televisivi, specialmente l’attualità e le copertine politiche, dovrebbero prevedere una traduzione in lingua dei segni o la sottotitolatura. I servizi Teletext dovrebbero essere largamente disponibili.
Il Progetto dell’EUD 1996-97 per le lingue dei segni
Nel 1995 il Parlamento europeo e i membri dell’intergruppo Disabilità hanno stanziato 500 000 Ecu per consentire all’EUD di varare un progetto in materia di lingue, dei segni esteso a tutto il territorio europeo. Il lavoro è destinato a preparare il terreno per l’applicazione completa della risoluzione del Parlamento europeo in materia di Linguaggio dei segni del 17.06.1988.
Il progetto Lingue dei segni 1996-97, istituito dall’EUD, mira anche a offrire una comprensione dello status delle lingue dei segni e della situazione delle persone sorde negli Stati membri dell’Ue.
Il progetto ha cinque grandi punti di riferimento:
1. un’indagine sullo status delle lingue dei segni nell’UE,
2. costituzione di reti nazionali e pan-europee,
3. un corso introduttivo alle lingue dei segni e alla cultura dei Sordi,
4. una conferenza europea sullo status e sulle prospettive future delle lingue dei segni nell’Unione europea,
5. Ia pubblicazione delle schede “EuroSign Fact Sheets” a uso internazionale e con l’intento di creare una più profonda comprensione da parte del grande pubblico sulle questioni proprie ai Sordi.
Per maggiori informazioni sul progetto rivolgersi all’ufficio EUD di Bruxelles.


 

L’Unione Europea dei Sordi
L’Unione europea dei Sordi (EUD) è stata fondata nel 1985 con il nome di ECRS (European Community Regional Secretariat of the World Federation of the Deaf) ed è un’organizzazione europea non governativa senza scopo di lucro. L’EUD è la sola organizzazione che rappresenta al livello dell’Unione europea gli interessi degli europei sordi. Il suo scopo è stato ed è di stabilire e mantenere un dialogo a livello dell’UE con il “mondo udente”, di concerto e in cooperazione con le associazioni nazionali dei sordi.
L’EUD coopera con la Federazione Mondiale dei Sordi (WFD) per quanto riguarda le questioni di livello planetario.
1. Composizione e struttura
L’adesione all’EUD è aperta alle associazioni nazionali di sordi operanti negli Stati membri dell’Unione europea. Attualmente l’EUD annovera 14 membri: le associazioni nazionali di sordi di Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo, Spagna, Svezia, Paesi Bassi e Regno Unito. L’EUD ha inoltre contatti con le associazioni nazionali di sordi di Lussemburgo, Islanda e Norvegia.
La gestione dell’EUD è attuata dal comitato esecutivo, eletto dal consiglio d’amministrazione dell’EUD e composto da membri dello stesso consiglio d’amministrazione. Il comitato esecutivo risponde all’assemblea generale.
L’EUD ha sede a Bruxelles, per essere il più possibile vicino al cuore dell’Unione europea e delle sue istituzioni.
2. Concezione generale e obiettivi
L’EUD è stata fondata per svolgere un’attività europea per conto della comunità dei sordi negli Stati membri dell’UE.
L’obiettivo principale dell’EUD è di promuovere, far progredire e proteggere gli interessi, le esigenze e le opportunità dei sordi all’interno dell’Unione europea. L’emancipazione e la parità di opportunità sono i principi fondamentali verso il raggiungimento di una posizione di parità nella società e verso il riconoscimento come cittadini a pieno titolo.
Questa visione generale si traduce in tre scopi specifici:
– Riconoscimento del diritto di utilizzare la lingua dei segni;
– L’informazione come fattore abilitante;
– Parità nell’occupazione.
In termini pratici l’EUD persegue questi obiettivi mediante svariati programmi di lavoro.
3. Il programma di lavoro dell’EUD e i campi d’azione prioritaria
Riconoscimento del Diritto di utilizzare la lingua dei Segni Legislazione
La lingua dei segni dovrebbe essere legalmente riconosciuta e accettata dai governi e dal pubblico in genere.
Si dovrebbe dare un sostegno nazionale alla diffusione e alla disponibilità della lingua dei segni.
Un ambiente favorevole alla lingua dei segni
Qualunque sia il contesto, in cui possono venirsi a trovare il bambino sordo e la sua famiglia, occorre creare un ambiente favorevole alla lingua dei segni. Si dovrebbero incoraggiare i genitori e gli altri familiari ad apprendere la lingua dei segni per far sì che la comunicazione con il bambino sordo possa avvenire nel modo più naturale possibile. Affinché il bambino sordo possa sviluppare una lingua naturale nei tempi più brevi, è necessario che questi sia esposto tutti i giorni ad un’interazione prolungata con persone che usano la lingua dei segni, a cominciare dall’asilo nido, per tutta la durata degli studi.
Andrebbe inoltre riconosciuta l’importanza della lingua dei segni ai fini dell’integrazione delle persone sorde e dovrebbe esistere un migliore supporto alla lingua dei segni nella vita civile, nell’occupazione ecc. Ciò significa che bisogna dare maggiore formazione e sostegno agli interpreti professionali della lingua dei segni, e che un maggior numero di insegnanti Sordi dovrebbe essere preparato per poter insegnare nella lingua dei segni.
Istruzione bilingue
Si dovrebbe inoltre favorire il bilinguismo per gli allievi sordi nella scuola dell’obbligo, ossia l’insegnamento agli allievi sordi dovrebbe essere impartito nella lingua dei segni e nella lingua scritta del paese, che è percepita come seconda lingua. Dalle indagini risulta che questo tipo di insegnamento produce migliori risultati scolastici. In tutta l’Unione europea, si tende invece ad integrare gli allievi sordi nella scuola ordinaria, dove spesso sono esclusi da buona parte degli scambi perché manca l’interpretazione nella lingua dei segni, e dove molti insegnanti non dispongono né della formazione né delle risorse necessarie ad affrontare le esigenze proprie agli allievi sordi.
Anche per gli adulti sordi la formazione continua presenta ostacoli, allorché le strutture educative collettive si rifiutano di fornire un supporto idoneo, come l’interpretazione e gli appunti in lingua dei segni.
L’informazione come fattore abilitante
L’informazione è potere! Una delle maggiori frustrazioni per le persone sorde è l’inaccessibilità all’informazione.
Ciò è di grave ostacolo alla piena partecipazione alla società e all’indipendenza personale.
Telematica e multimedia La telematica ha le potenzialità per migliorare la qualità di vita delle persone sorde perché contribuisce ad aprire nuove possibilità di accesso, di partecipazione e di integrazione socio-economica.
Se questa potenzialità si potesse esplicitare, la telematica potrebbe permettere alle persone sorde di utilizzare una vasta gamma di nuove possibilità per accedere all’informazione e per comunicare con tutti, non solo in forma scritta ma anche con la lingua dei segni.
Per esempio, I’apprendimento interattivo della lingua dei segni mediante immagini in diretta sul computer, CD-Rom compilati in lingua orale e lingua dei segni, insegnamento a distanza della lingua dei segni e istruzione impartita con la lingua dei segni, interpretariato a distanza nella lingua dei segni mediante videofono.
In altre parole, la telematica faciliterà l’uso della lingua dei segni; e la visualizzazione delI’informazione e della comunicazione grazie alla telematica sarà un vantaggio enorme per le persone sorde.
I programmi UE come il TIDE, programma quadro di telematica e R&ST riconoscono l’importanza della telematica come strumento atto a migliorare la situazione delle persone disabili e delle persone sorde in particolare. L’EUD auspica l’ampliamento della ricerca UE, in particolare laddove la partecipazione e la valutazione dell’utente fanno parte integrante del progetto. L’EUD ha partecipato in veste di consulente ad alcuni progetti, tra cui il “SignBase”, che ha permesso di produrre dei CD-Rom interattivi che facilitano l’apprendimento della lingua dei segni.
Telecomunicazioni
Sfortunatamente per le persone sorde, le telecomunicazioni si basano ancora troppo sul suono e sulla parola articolata foneticamente. L’accesso ai servizi di telefonia testuale è imperfetto, per via dell’uso in Europa di telefoni testuali incompatibili e non normalizzati e per l’assenza di servizi di collegamento al sistema di telecomunicazione nella maggior parte dei paesi dell’Unione europea. I videotelefoni sono ancora in fase sperimentale. L’accesso alla telefonia mobile è ancora inesistente o limitato.
Anche le persone sorde, tuttavia, possono trarre enormi vantaggi dai progressi tecnologici e dalla liberalizzazione del mercato europeo delle telecomunicazioni, a condizione che vengano rispettati i principi di universalità dell’offerta di servizi: un livello minimo di servizi  offerti a prezzi contenuti, e apparecchi di telecomunicazione costruiti in base a criteri progettuali universali e utilizzabili da un’ampia fascia di persone. L’EUD osserva costantemente le attività dell’UE in questo campo per far sì che il prossimo quadro normativo garantisca un migliore accesso da parte delle persone sorde.
Parità dell’occupazione
Per la maggior parte delle persone la possibilità di lavorare è una parte fondamentale della vita, ma le persone sorde per trovare lavoro e mantenerlo si scontrano a una serie di ostacoli ragguardevoli.
Per una persona sorda le probabilità di disoccupazione sono moltiplicate diverse volte rispetto a quelle di una persona udente. Per il lavoratore sordo, formazione professionale e opportuni adattamenti del posto di lavoro, come i sussidi e le attrezzature speciali e gli interpreti nella lingua dei segni, sono di fondamentale importanza, particolarmente per coloro che perdono l’udito durante la vita attiva.
Diversi membri dell’EUD hanno beneficiato dei fondi forniti da HORIZON, un’iniziativa dell’Unione Europea volta a promuovere l’integrazione delle persone disabili o svantaggiate nel mercato del lavoro, per collaborare a svariati progetti di formazione. Questa partecipazione è determinante ai fini della “Società dell’Informazione” che si sta creando. Le persone sorde sono effettivamente esposte a un maggiore rischio di emarginazione nella Società dell’lnformazione, a causa dell’accesso più arduo a un’istruzione e formazione aggiornata e adattata. Per questo motivo l’EUD teme che la transizione verso la Società dell’lnformazione possa danneggiare gravemente le possibilità occupazionali delle persone sorde, che sono spesso scarsamente qualificate e male attrezzate per far fronte alle nuove domande derivanti dalla riorganizzazione del lavoro e dal mutare delle strutture di competenze.
Altri campi d’azione prioritaria
Le donne sorde
Spesso le donne sorde subiscono una discriminazione insidiosa in quanto donne e in quanto sorde. Alle donne sorde dovrebbe essere riconosciuta la parità di opportunità, ossia dovrebbero avere lo stesso livello di accesso all’informazione, all’istruzione, al lavoro e alle nuove tecnologie che hanno gli uomini e le donne udenti. L’EUD ha organizzato anche una serie di seminari dedicati alla formazione all’affermazione personale dedicati alle donne Sorde e allo scambio di informazioni a livello europeo per quanto riguarda la posizione delle donne Sorde nei vari Stati membri. L’EUD si sta occupando attualmente di costituire una rete europea delle donne Sorde.
Europa centrale e orientale
L’EUD si sforza di stabilire contatti con i paesi dell’Europa centrale e orientale per costituire una rete e per facilitare lo scambio di informazioni e di esperienze tra l’EUD (e le sue organizzazioni affiliate) e le associazioni nazionali di Sordi dell’Europa centrale e orientale.
Progettiamo di sviluppare progetti congiunti nell’ambito dei programmi EU Phare e Tacis, concepiti per assistere le ONG dell’Unione europea a cooperare con le loro omologhe dell’Europa centrale e orientale per favorire l’integrazione socio-economica dei gruppi esclusi.
4. Cooperazione e contatti
L’EUD porta avanti costruttivamente la cooperazione e il partenariato con altre organizzazioni con le quali abbiamo in comune l’obiettivo della parità di opportunità per tutte le persone disabili.
European Disability Forum
Insieme con altre organizzazioni del settore della disabilità, I’EUD ha preso parte attivamente alla costituzione dell’European Disability Forum (EDF).
L’EDF agisce con metodi proattivi in tutte le aree delle politiche che interessano le persone disabili e con tutte le componenti appropriate delle istituzioni dell’Unione europea. L’EDF ha condotto con successo la campagna volta ad introdurre nel trattato di Maastricht, modificato nel giugno 1997, una clausola contro la discriminazione delle persone disabili a titolo della disabilità stessa.
L’EUD è l’ONG di coordinamento per il settore Listening and Speech Disabilities (disabilità auditive ed elocutive) dell’European Disability Forum; e il direttore generale dell’EUD è stato eletto per primo alla presidenza dell’EDF (il quale è un organismo indipendente).
Intergruppo disabilità
L’EUD partecipa alla segreteria del gruppo Disabilità del Parlamento europeo (intergruppo Disabilità, comune a tutti i partiti). Di concerto con le ONG partecipanti, I’intergruppo Disabilità tenta di inserire la “dimensione disabilità” nell’opera legislativa del Parlamento europeo, tra l’altro, introducendo misure destinate alle persone disabili e modificando le proposte legislative e la legislazione esistente che presentano conseguenze negative per le persone disabili.
La Federazione Mondiale dei Sordi e le altre Organizzazioni Internazionali dei Sordi
L’EUD, inoltre, scambia informazioni e coopera con la Federazione Mondiale dei Sordi (WFD) per quanto riguarda questioni di comune interesse.
L’EUD, inoltre, si mantiene in contatto con le organizzazioni sportive internazionali dei sordi, come il Comité International des Sports des Sourds (CISS) e la European Deaf Sports Organisation (EDSO).
Come si comunica con una Persona Sorda
Le persone sorde per comunicare utilizzano la vista. Si deve parlare quindi in modo chiaro e articolato, facendo in modo che la bocca sia ben visibile, per permettere alla persona sorda di compiere la lettura labiale. È utile ricorrere a segni aggiuntivi e al linguaggio del corpo, come le espressioni facciali.
Non ci si deve sentire imbarazzati. Non gridare. Per richiamare l’attenzione di una persona sorda, la si deve avvicinare da davanti – mai da dietro – e se necessario le si dà un colpetto sulla spalla o sul braccio.
Se si vuole comunicare meglio, va considerata la possibilità di seguire un corso elementare di lingua dei segni. Se per lavoro si entra regolarmente in contatto con persone sorde – p. es. chi lavora come pubblico dipendente, venditore, medico o avvocato – è bene predisporre, sé stessi o mediante il datore di lavoro, strutture dedicate ai clienti sordi come pannelli visivi, personale che conosce la lingua dei segni, e interpreti della lingua dei segni.
I principi dell’EUD
1. Le persone sorde hanno il diritto di usare la loro lingua: la lingua dei segni. Le persone sorde hanno il diritto di accedere a tutta la gamma di informazioni disponibili sotto qualsiasi forma.
2. Le persone sorde hanno gli stessi diritti e doveri delle persone udenti. Qualsiasi discriminazione diretta o indiretta contro le persone sorde costituisce una violazione di questi diritti.
3. Le persone sorde hanno diritto all’autodeterminazione, alla parità di opportunità e alla partecipazione attiva alla vita sociale. Ciò significa, tra l’altro, che le persone sorde devono avere anche lo stesso livello di accesso all’istruzione di qualità e all’occupazione e che possono scegliere la propria carriera.
4. Tutte le politiche e i servizi devono sforzarsi di favorire l’integrazione delle persone sorde nelle strutture ordinarie, rispettando al tempo steso la loro Cultura di Sordi. L’ambiente deve essere adattato alle esigenze delle persone sorde e non l’inverso.
5. Per poter partecipare alla vita sociale a titolo paritario, le persone sorde hanno bisogno di servizi adeguati. Ossia, una disponibilità adeguata di interpreti della lingua dei segni, di attrezzature e servizi atti ad eliminare gli ostacoli alla comunicazione e all’informazione eretti dalla società.
6. Le esigenze delle persone sorde devono essere considerate fin dalle fasi di ideazione delle politiche, dei prodotti e dei servizi. In questo senso possono servire da guida i criteri enunciati nel documento “United Nations Standard Rules on the Equalisation of Opportunities for persons with Disabilities”.
7. Le scelte politiche e i criteri progettuali validi per le persone sorde lo sono spesso anche per tutte le persone in genere.