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Segni precoci di sordità: come imparare a leggere i sintomi

Il mese di maggio è destinato dall’American Academy of Pediatrics alla funzione uditiva. In un’altra occasione abbiamo già trattato dell’anatomia dell’orecchio suddiviso in esterno, medio ed interno. Ognuna delle tre parti dell’orecchio assolve a compiti specifici: l’orecchio esterno raccoglie i suoni dall’ambiente e li dirige, rinforzati ovvero amplificati, verso la superficie del timpano (ciò che normalmente il pediatra guarda per formulare la diagnosi di otite), provocandone la vibrazione. Per vibrare, il timpano necessita che da entrambi i lati sia presente aria a pressione atmosferica e, come si può intuire facilmente, anche un semplice raffreddore può ostacolare la ventilazione dell’orecchio medio con formazione di muco e sordità temporanea. La funzione dell’orecchio medio è quella di amplificare i suoni attraverso la catena degli ossicini fino alla staffa (l’ultimo dei tre ossicini) che mette in movimento, fa vibrare, le strutture dell’orecchio interno, deputato alla trasformazione dell’energia meccanica del suono in impulsi nervosi.

Le cause di sordità sono molte ed in diverse strutture sanitarie viene effettuato alla nascita uno screening molto semplice ma abbastanza preciso. I genitori, dal canto loro devono prestare attenzione ad eventuali segni di ipoacusia, di sordità, in modo da segnalarli al pediatra nel corso delle visite di controllo. Il pediatra di famiglia, dopo la sua valutazione, invierà, se necessario, il bambino ad ulteriori accertamenti che non devono preoccupare perché tutti gli esami di screening hanno un certo numero di falsi negativi e di falsi positivi e, nel caso di dubbio, è meglio verificare.

La valutazione da parte dei genitori della corretta funzione uditiva si basa sull’osservazione del comportamento del bambino di fronte agli stimoli sonori.

Nel corso del primo trimestre di vita il bambino si spaventa in occasione di suoni improvvisi, si tranquillizza o ride se gli si parla, emette suoni come “ooh”, “aah”. Nel secondo trimestre il bambino cerca di rivolgere gli occhi verso l’origine del suono, balbetta (talvolta sembra che il piccolino inizi a parlare molto precocemente), ride in presenza di suoni familiari oppure della voce dei genitori. Tra 6 e 9 mesi il bambino gira la testa verso i suoni forti, capisce  alcune parole ricorrenti, balbetta, mentre verso l’anno di vita compaiono le prime paroline ed il bambino indica oggetti che gli vengono richiesti, come ad esempio “dov’è la luce?”. Ci sono variazioni individuali ma, in genere, il calendario è ragionevolmente rispettato.

Alcuni bambini possono risultare nella norma alla nascita ma la loro funzione uditiva si riduce progressivamente nel corso dell’accrescimento. Le cause di sordità possono essere genetiche, oppure possono essere riconducibili a malattie congenite o acquisite, all’assunzione di alcuni farmaci, a traumi anche di natura sonora come l’utilizzo degli auricolari con i lettori personali di file musicali.

Una corretta funzione uditiva è importante per una funzione fonatoria ed un’espressione verbale corrette cosicché un ritardo del linguaggio può essere causato da un deficit uditivo. Il sospetto dei genitori può nascere anche dalla richiesta del bambino di sollevare il volume della televisione.

Anche nel caso di sospetta sordità è importante rivolgersi inizialmente al pediatra di famiglia perché è il medico che segue il bambino fin dalla nascita, conosce la famiglia e le malattie che la caratterizzano, le sue malattie ed i farmaci utilizzati per la terapia, e può fornire consigli e suggerimenti per definire meglio i sintomi di ipoacusia.

Roberto Minelli. Fonte: lifetyle.tiscali.it
nw064 08 maggio 2013

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