Raduno ex allievi dell’Istituto Tommaso Pendola di Siena.

Autore: Maria Gennaioli - Codice: 167NW/2011

Raduno ex allievi dell’Istituto Tommaso  Pendola di  Siena. Nei giorni  primaverili  del 9 e 10 aprile presso l’ex istituto Tommaso Pendola di Siena, per la prima volta dalla chiusura dello storico istituto, si è svolto il raduno degli ex allievi della gloriosa istituzione per i sordomuti.

La realizzazione dell'iniziativa è stata possibile grazie alla forte partecipazione dei sordi all’evento, ma soprattutto grazie alla sensibilità del presidente dott. Pierluigi Corsi e dei membri del CdA dell’Azienda dei servizi alla persona Città di Siena, di cui il Pendola è andato a far parte dopo la riforma regionale delle ex istituzioni IPAB. L’organizzazione del programma è stata coordinata dai membri del consiglio provinciale dell’ENS. In qualità di consigliere dell’Azienda, colgo l’occasione per ringraziare la presidente Irma De Angelis e i membri del consiglio.

Quelle giornate per me e per chi  ha  partecipato resteranno per sempre  indimenticabili: sono state giornate piene, fantastiche, parlando per iperboli direi magiche. Quel sabato mattina, quando sono giunta davanti al grande portone dell'istituto, con stupore ho visto una marea di gente. Non si entrava!

Era una folla variopinta, fatta di persone d’ogni età . Erano gli ex bambini e bambine  che hanno frequentato l’istituto tanti anni fa .Si ritrovavano lì dopo trenta o quarant’anni,  alcuni già nonni o con figli grandi .

Osservando i loro visi si notava una gioia infinita per il semplice  fatto di ritrovarsi. Alcuni non si riconoscevano tra loro. L’ineluttabilità del  tempo trascorso aveva modificato i loro lineamenti infantili. Le loro mani in movimento segnavano nell’aria gesti e arabeschi, tutti utilizzavano quella lingua che fino a pochi anni fa era a conoscenza soltanto  dei sordi e di pochi altri, ma che oggi comincia ad essere patrimonio di molti, anche udenti. Davvero non c’era verso di attraversare quel corridoio! Era come voler varcare a tutti i costi un muro di gomma, tanto erano tutti concentrati a raccontarsi le loro vite vissute, storie lunghe e articolate fin dai tempi dell'età giovanile, quando le loro strade si erano divise.

Molti di loro sono arrivati la sera prima per essere presenti di buon ora, giunti da ogni parte dello stivale, chi con il  treno, chi con l ‘aereo o con l’auto. Tornati, stavolta con entusiasmo, al luogo dove erano stati internati per ricevere una giusta istruzione, ma purtroppo allontanati dolorosamente dalle loro famiglie.

Le  pareti dei corridoi erano state  tappezzate da tantissime di fotografie, immagini realizzate in quei tempi assai lontani. Molte di quelle foto erano state inviate proprio dagli ex allievi che le avevano gelosamente custodite per anni  tra le pagine ingiallite dei loro ricordi, nei cassetti e nei comò delle loro case.  Avevano inviato anche delle testimonianze scritte sul loro vissuto, scritti tutti raccolti in un volume. Iniziativa quest'ultima resa possibile grazie all’Azienda e soprattutto al presidente dott. Corsi.

Il giorno successivo di buon ora ci siamo ritrovati  di nuovo, abbiamo riempito la “Sala Gialla" assistendo a brevi interventi. Purtroppo non ci stavamo tutti, eravamo forse 250 o 300! I posti a sedere ed in piedi si erano stati esauriti in un batter d’occhio, molti dei convenuti sono quindi rimasti a continuare a “parlare” nei corridoi. Il presidente dell’ASP Dott. Pierluigi Corsi è intervenuto portando il suo  saluto e  quello dei consiglieri di amministrazione, dopo gli interventi infine ha consegnato gli attestati di partecipazione. Standogli accanto nel momento del saluto ho potuto notare in lui una sincera commozione per così tanta partecipazione, il presidente ha infatti promesso che in futuro questa bellissima manifestazione verrà ripetuta.

Nel tardo pomeriggio insieme a degli amici mi sono recata  a visitare la cappella dove da più di un secolo è stato sepolto il fondatore dell’istituto, Tommaso Pendola. In quelle ore trascorse assieme ai tanti ex allievi sordi avevo sentito dentro di me un profondo desiderio di ringraziarlo per averci  dedicato la sua vita, per averci permesso di  raggiungere quella consapevolezza che tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio ed alla società e che la cultura, trasmessa fin da piccoli, debba permettere anche alle persone sorde di raggiungere i propri obiettivi e sogni di realizzazione.  Sul far della sera  molti di noi si sono avviati per tornare verso casa, nel salutarci ci siamo augurati di ritrovarci tane altre volte  ancora.

Maria Gennaioli


nw167 - 2011

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