In memoria di Luigi Cardinale C.T. del campione del mondo Ignazio Fabra
Autore: Marco Luč - Codice: 003SS/1978
Il 20 agosto 1978 scomparve, all’età di 92 anni, Luigi Cardinale. Egli era stato Commissario Tecnico della Federazione Italiana di Atletica Pesante (FIAP) per circa 20 anni, e fu decorato del titolo di Cavaliere della Repubblica per meriti sportivi. Quando cessò l’attività nella FIAP, accettò la proposta di Francesco Rubino, allora Presidente della Federazione Sportiva dei «silenziosi», di occuparsi dei lottatori sordi della FSSI. Pure dalla FSSI, al termine del suo mandato portato avanti per otto anni, egli fu insignito di un doveroso riconoscimento al merito, il «Lauro d’Onore» della Federazione Sport Silenziosi d’Italia, che gli fu riconoscente per il contributo che diede, come Commissario Tecnico della stessa F.S.S.I. per lo sport della Lotta, dai Giochi Mondiali di Belgrado 1969, a quelli di Malmoe 1973, dove nelle due edizioni di quelle che ora si chiamano «Deaflympic», Olimpiadi dei Sordi, i lottatori azzurri ottennero una medaglia d’oro e tre di bronzo in Jugoslavia, con Fabra, Lucchese, Simonetti e Pampini, e poi due di bronzo ai Giochi svedesi, con Mele e Mercogliano. Luigi Cardinale fu un validissimo lottatore ai tempi in cui la lotta vantava, anche in Italia, di vasta popolarità e di grandi campioni del mondo, come i fratelli Raicevich e Pampuri, che Cardinale incontrò e sconfisse una volta in un suo memorabile incontro. Luigi Cardinale fu olimpionico alle Olimpiadi di Anversa 1924 e diverse volte campione d’Italia. Dal 1947 al 1966 Cardinale fu Commissario Tecnico della Federazione Italiana Atletica Pesante e fu proprio in quel periodo che egli si dovette occupare del più gran campione che lo sport silenzioso italiano possa vantare, Ignazio Fabra, campione del mondo di lotta greco-romana (pesi “mosca”) ed olimpionico di Helsinki 1952 (argento), Melbourne 1956 (ancora argento), Roma 1960 (5° posto) e Tokio 1964 (4° posto). Lasciata la FIAP in età avanzata, Cardinale accettò di occuparsi del settore Lotta FSSI, anche se di programmi, con la federazione dei silenziosi, se ne potevano tracciare ben pochi e, salvo un incontro internazionale a squadre disputato nel 1970 a Pavia, si svolgevano ogni anno solo i campionati italiani FSSI, troppo poco per una preparazione adeguata alle gare internazionali di lotta. Dopo la rinuncia, per ragioni di salute dovuti all’età avanzata, a continuare nell’incarico di Commissario Tecnico, Cardinale fu lieto di fornirmi utili indicazioni, quando gli comunicai che il comm. Francesco Rubino, allora Presidente della FSSI, mi aveva scelto come nuovo responsabile tecnico del settore Lotta. Tra le indicazioni che Luigi Cardinale mi suggerì, ci fu quella di nominare allenatore dei lottatori silenziosi il sordo palermitano Carlo Lucchese, «...poiché é un elemento molto intelligente, e inoltre è tenuto in gran considerazione dai compagni stessi, sapendolo più tecnico di loro...». Cardinale proseguiva - durante la lunga corrispondenza che ebbe con me: oltre un centinaio di lettere tra inviate e ricevute, con opinioni e considerazioni tecniche sui lottatori sordi - indicando Lucchese come un elemento essenziale per la Lotta nell’ambito FSSI, «... poiché lui può farsi intendere meglio di un allenatore che parla e ode...», ed inoltre a quel tempo di grazia per lo sport della Lotta, tale disciplina era soprattutto concentrata a Palermo, ed in Sicilia risiedevano i migliori lottatori sordi italiani. Purtroppo la FSSI, allora organo dell’ENS, era in una fase cruciale, chi la dirigeva - e non erano i sordi, ma i dipendenti udenti - faceva la voce grossa a sproposito, così la candidatura di Lucchese ad allenatore nazionale fu bocciata e questo, io credo, affrettò il declino di quello sport anche a Palermo, che fino ad allora era stato un serbatoio inesauribile di talenti. Ho voluto ricordare Luigi Cardinale che, fra tutti i Commissari Tecnici di tutti gli sport “silenziosi” italiani, oltre ad essere quello più qualificato tecnicamente, è stato pure il più vicino, lui udente, al «mondo dei sordi». ss003

