- Presentazione

Autore: Arturo Elmi - Codice: 018EN/1994

Quanti erano rimasti profondamente colpiti dall'osservazione e dall'analisi degli effetti disastrosi che la sordità infierisce su chi ne rimane colpito come il modenese Don Severino Fabriani o i Sacerdoti bolognesi Cesare e Giuseppe Gualandi, non nascosero poi la loro soddisfazione e la loro gioia nel constatare i risultati conseguiti grazie al loro premuroso intervento. Chi non si sente influenzato dall'entusiasmo che sprigiona dagli scritti nei quali essi descrivono in dettagliate biografie risvegli così eclatanti di intelligenza e di moralità dei loro allievi come Celestina Baraldi del Fabriani o Gregorio Venturini di Mons. Giuseppe Gualandi?. Dalla mutolezza alla parola, dall'isolamento alla comunicazione, dalle tenebre alla luce. E soprattutto - per il loro zelo sacerdotale - dal buio dell'inconsapevolezza morale e religiosa all'apertura cosciente e generosa al vangelo ed ai suoi principi soprannaturali erano i risultati evidenti della loro opera. L'intervento della chiesa in questo campo è stato tardivo, ma poi è riuscito tanto meritorio da riscuotere il plauso di tutti. Non vi meraviglierete quindi se anch'io, che ho trascorso la mia vita a fianco di questi fratelli meno fortunati, sono stato preso da profonda emozione e da esplodente entusiasmo nello sfogliare prima il volume "Storia delle Istituzioni dei complessi scolastici per non udenti" (1991) di Franco Zatini poi via via tutte le sue ulteriori pubblicazioni. Votato, io ormai da più anni nell'analisi e nella divulgazioni dell'entità di questo deficit sensoriale è ben noto a tutti quante volte abbia insistito nel "correggere il tiro" quando si parla di sordi "divenuti" tali per insorgenza tardiva di esso da quelli colpiti già "dalla nascita" costituiscono l'"elite" di solito "emergente" nel campo delle affermazioni sociali, i primi, molto meno fortunati i secondi. Ma di Franco Zatini nessun dubbio che il suo "deficit" sia prenatale. Il papà, sordo dalla nascita, aveva un negozio in Via Giannotti a Firenze a due passi da Via Ripoli, dove sorge l'Istituto Gualandi che avevo in quel periodo l'onore di dirigere e quindi si rivolse a me perché aveva dovuto amaramente constatare che suo figlio presentava tutti i sintomi della sordità. Quel ragazzetto dagli occhi vivaci e penetranti valicò ben presto la porta dell'Istituto Gualandi, di anno in anno percorse l'iter pesante ma obbligato di una metodologia tutta intenta a "far parlare" i muti, fronteggiò in seguito come ogni normodotato le vicissitudini della vita, affermandosi passo dopo passo fino a raggiungere un posto molto stimato presso l'Assessorato ai Servizi Sociali della Provincia di Firenze. Il particolare che più mi ha colpito è il fatto che egli, piuttosto che ripiegarsi come salice piangente sulla propria sventura sensoriale abbia scelto la via dell'abete che svetta dritto verso l'azzurro della luce e del sole. Così (lo penso infatti nella sua casetta estiva sulle colline dell'alto Molise ripiegato sui libri) come i famosi "topi di biblioteca" si è applicato da paziente "certosino" allo studio, alla ricerca, alla pubblicazione di interessanti particolari riguardanti il mondo nel quale si sente coinvolto, quello della sordità', o, come egli preferisce definirlo, del "silenzio". Risultato recente di questo suo tenace lavoro di ricerca è la "Piccola Enciclopedia del Mondo silenzioso". Vi trovate il riferimento e la spiegazione di ogni termine, di ogni personaggio, d'ogni fatto che abbia gravato sul palcoscenico rappresentante il "dramma" della sordità e della sua terapia. Dalla terminologia specifica (afasia, acumetria, sordità totale verbale, simulata, trasmissiva...) alla metodologia di recupero nelle sue diverse correnti di pensiero e di tecnica; dagli educatori del passato (De L'Epeè, De Negri, Della Porta...) a quelli tuttora operanti e a "tutti i livelli"; dalle materie più specifiche (demutizzazione...) a quelle di supporto (musicoterapia); dagli attori di cartello (Pendola, Assarotti, Tarra...) a quelli di semplice "comparsa" (Moia Francesco di Como); dagli Istituti più o meno noti alle diverse associazioni di ex-alunni; dai bollettini di settore alle riviste più impegnative e di risonanza nazionale... "Di tutto e di tutti circa il mondo della sordità" sarei indotto ad intitolare questo sforzo titanico di spingere l'obiettivo su ogni angolo e su ogni particolare della fascia d'ombra che la sordità genera sul palcoscenico della vita di ieri e di oggi. Ad un "patito come me" delle gloriose tradizioni degli istituti per sordi si può forse impedire di esultare e quindi di segnalare queste affermazioni, specialmente quando, come oggi, corre il vezzo di denigrare appunto questi "caposaldi di civiltà e di progressi" dei "ghetti"?. Mi auguro perciò che questa "enciclopedia" abbia il successo di consensi e di lettori come merita.
en018

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