Prestini Giuseppe Enrico. Dall'Associazione milanese al movimento silenzioso italiano
Autore: Franco Zatini - Codice: 013PS/1995
Lo storico personaggio silente Giuseppe Ernico Prestini (fu Gerolamo e fu Brigida Ponti) nacque a Varese l'11 luglio 1865. "Il suo nome é sempre legato alla memoria di coloro che non mutano sempre nella nostra organizzazione: Ente Nazionale Sordomuti " (Ieralla, 1966). Nella storia dei sordi rimane forte il senso memorabile sulla figura di Prestini nel movimento silenzioso d'Italia, anche se molto remoto, fu considerato Capo del sordomutismo italiano , in particolare negli anni venti e quaranta. Sono pochissimi, ormai gli anziani, che lo ricordano ancora, quando vissero con lui, nel pieno della lotta per la redenzione dei sordi italiani. 
Enrico Prestini
La Personalità
La famiglia Prestini fu molto nota e discendente di ricchi industriali , mi pare che il padre fosse "forense". Intellettuale di notevole carisma ricevette un'eccellente preparazione culturale , grazie all'aiuto della famiglia, fu seguito con costante attenzione dal grande maestro dei sordomuti Pasquale Fornari (1837-1923), direttore dell' Istituto Statale Sordomuti di Milano , da lui frequentato. E' sua l'ottima penna con stile giornalistico fatta con forte critica ed in maniera aggressiva per la difesa dei sordi nei diversi articoli de "La Voce del Sordomuto" combattendo apertamente ogni pregiudizio. L'aspetto della personalità fu classico signorile, bonario e tipico dell'ottocento. Entrò nell'impiego al Comune di Milano come disegnatore-impiegato, fu collocato a riposo con 10 anni di anticipo per dedicarsi ai sordomuti. A proposito della sordità di Prestini non sappiamo la precisa distinzione del grado, della causa e dell'età d'insorgenza ma sicuramente "divenne sordo fin dagli albori della sua fanciullezza" per parlò correttissimamente, come un normale , così fu scritto dal suo amico e rivale Emidio Pacenza (1895-1970). Il suo movimento gestuale molto abile, dolce, aperto con attraente e chiara finezza assieme al colorito poetico di facile comprensione, fu ammirato in estasi dai sordi italiani, si fece pi- volte interprete della lettura dei discorsi verbali ai sordomuti in ogni cerimonia e viceversa agli udenti. Fu uno dei primissimi fautori nella difesa dei fratelli silenti per elevarli alla dignità sociale dove all'epoca era loro negato ogni diritto alla scuola, al lavoro ed al codice civile in particolare. Fu insignito, nel 1929, dell'onorificenza con l'Ufficiale dell'Istruzione Pubblica dal Ministro degli Esterni di Francia. Il giovane Prestini, trasferitosi a Milano il 29.9.1886 si sposò a Lecco il 15 aprile 1903, con la Maria Giacoma Ongania, (n.5.1.1878 - m.20.3.1944) ed ebbe quattro figli: Gerolamo (29.2.1904), Mario (10.8.1905), Maria Teresa (21.8.1909) e Franca (23.8.1910). Abitante a Milano con la famiglia in Via Boccaccio, 32 e, dal 1914, a Via Mascheroni, 23.
La vita di Prestini
La sua vita fu turbolenta nella lotta e nella battaglia per il suo unico ideale:sulla capacità lavorativa, "legale" e civile dei sordi, il suo cammino nella vita associativa fu molto travagliato e sofferto, per la tremenda divergenza fra sordi appartenenti a due "grandi" file nazionali di provenienza dalle loro diverse istituzioni scolastiche religiose e non ed i rispettivi loro Educatori, subì frequenti amarezze, delusioni e umiliazioni ma con la sua energia cercò sempre di stare al di sopra di ogni avversità e volgarità ponendosi in prima fila nella discussioni aperte. La fede spirituale di Prestini era diversa da quella della maggioranza comune: "massone" (Carli, 1994) la sua bontà fu prodigiosa con un profondo temperamento di sensibilità, estroverso, con tanta generosità e disponibilità con coloro che si rivolsero a lui per qualsiasi bisogno sia economico o morale nei tempi difficili del nostro Paese. Amava molto i sordomuti, nel bene e nel male li difese col cuore fino all'ultimo respiro, anche se sfortunatamente il suo piano iniziato nel 1920 per l'unità dei sordomuti italiani non giunse mai in porto, se non fosse intervenuto il compagno silente Antonio Magarotto (1891-1966) che lo compì facendo dell'Ente Nazionale Sordomuti (1932-1942), l'unica associazione riconosciuta dallo Stato.
L'Associazione "Girolamo Cardano" di Milano
Il Prestini, nel 1898, entrò nelle file della Società di Mutuo Soccorso fra sordomuti di Milano, fondata nel 1874, presso la "sede storica e nota a tutti in Via Durini". Fu eletto quasi subito, in considerazione della sua bravura e capacità Presidente di detto sodalizio che poi trasformò in nuova associazione denominata "Girolamo Cardano" in onore del filosofo pavese (1501-1576), il quale fu il primo che vaticinò la possibilità ed il dovere di istruire i Sordomuti... (Crimen est). La sua carica durò ad ogni rinnovo del mandato fino alla morte (quasi 40 anni di Presidenza) e ne legò strettamente. Nel 1912 l'associazione si estese a livello nazionale, dopo aver aperta la sezione romana con la collaborazione di Carlo Comitti "l'intelligente e valoroso costruttore di aeroplani" (Prestini, 1912). Denominò ufficialmente "l'associazione Girolamo Cardano di Mutuo Soccorso fra i sordomuti d'Italia d'ambo i sessi di Milano". Era una delle associazioni più potenti (Genova e Torino). Nella "Cardano" sotto la sua lunghissima Presidenza si dedicò con attenzione ai sordomuti all'assistenza mutualistica (sussidi, ecc.), alla sistemazione lavorativa artigianale ed industriale dei giovani sordi e del contributo di adeguatissima informazione dal mondo degli udenti nel "ritrovo socio-culturale" e in particolare molto importante per la storia dei sordi che nel 1903 l'Associazione propose e fu anche la prima in Italia, ad iscrivere i propri soci in maniera previdenziale all'Ente pubblico Cassa Nazionale di Previdenza per le Pensioni di vecchiaia, ora I.N.P.S. Da detta sede venne sfornato uno dei "fedeli" collaboratori di Prestini: il giovane Francesco Rubino (1907-1979), ex segretario della "Cardano" e poi Presidente, uno dei massimi storici dell'Ente Nazionale Sordomuti assieme a Magarotto e Ieralla. A proposito del "Cardano" nel 1946 venne trasferito per volere di Rubino alla sede dell'associazione Benefica in segno di conciliazione, denominata "Patto di Milano" e dopo lunga mediazione venne assorbita nel 1954 con la fusione di detta Associazione, così finì la divisione dei sordi milanesi raccolti nell' "unità" ed unica sede, diretta tutt'oggi dalla Presidente Angela Cavallini ved. De Carlis dell'associazione unitaria "Benefica-Cardano" presso la Sezione Provinciale dell'ENS di Milano. La "Benefica" fu fondata nel 1895 da Mons Luigi. Casanova (1859-1911) col principio di dare agli ex allievi dell'Istituto Sordomuti di Via Prinetti e di Via Settembrini, un ambiente confacente, per non disperdere gli insegnamenti morali-religiosi già acquisiti, stante l'anticlericalismo allora imperante (Rubino 1969). Alla "Cardano" fu svolta più volte la celebrazione di anniversario con rilevante importanza: nel 1924 (50ø anniversario) in presenza delle massime autorità e degli Educatori dei sordi d'Italia, nel 1949 (75° anniversario) in presenza di Vittorio Ieralla (membro) e di tutti i membri della Commissione Nazionale per la gestione dell'ENS di cui il dott. Cesare Magarotto affermò che "le manifestazioni per il 75° di Fondazione ci ha fatto comprendere a quale alto punto di elevazione sociale e morale sia giunta tutta la nostra classe" e nel 1974 (Primo Centenario) l'importante manifestazione centenaria si svolse in presenza di Vittorio Ieralla, nella veste di Presidente Nazionale dell'ENS e del dott. Cesare Magarotto, Direttore Generale: la - Cardano - è storia intessuta di sacrifici e di sofferenze per l'autodeterminazione dei sordi e la città di "Milano" fu considerata la prima emancipazione della rivendicazione ai diritti, del patrimonio della storia e della sua ricchezza sociale
Prima difesa a livello nazionale della "Cardano": Servizio Militare
Nel passato i sordi non istruiti (anche se modestamente istruiti) erano incamerati nella categoria di emarginazione li si classificava coi mentecatti e cogli idioti (Corriere della Sera dell'11.6.1916). Il Prestini amava molto la Patria come gli altri sordi (infatti nell'epoca la maggioranza degli Italiani sentì una forte passione di attaccamento alla Patria) volle a tutti i costi partecipare al sostentamento dello Stato per la guerra, con la cosiddetta "tassa militare" o "tassa dei riformati militari" ma la legge proibì ai sordomuti di contribuire come gli altri a detta tassa militare (Art.4, lettera "a", del R.D. 12.10.1915, n.1510). Promise il referendum a nome dell'Associazione "Cardano" col seguente quesito Accettate voi di buona voglia la nuova documentazione stabilita da detto D.L., che escludendoli dalla tassa dei riformati, classifica i sordi stessi fra i ciechi, gli idioti e i mentecatti? . Dopo averlo diramato alle associazioni di Torino, Genova e Roma risposero entusiasti un totale di 258 sordi su 286 di cui una sessantina istruiti specificarono per iscritto la motivazione dell'ingiustizia legislativa nei loro confronti. Questo era il primo "passo mosso" a livello nazionale contro le incomprensioni dello Stato per opera di Prestini, anche se gli Educatori dei Sordi avevano già formato il proprio Comitato in Milano per l'Educazione e il sostenimento dell'istruzione (Milano, 1898). A questo Comitato fece pure forte pressione durante il suo primo congresso ma lo Stato non ci prestò la propria attenzione. Prestini scrisse nel 1912 l'Associazione all'attuale prosperità, col fine alto di riuscire alle dovute rivendicazioni del diritto nostro di fronte allo Stato: cioè l'istruzione obbligatoria per i sordomuti tutti, oltre ai diritti legali, di cui godono gli altri concittadini d'Italia e dei quali noi (sordomuti) siamo ingiustamente privi...! . Molti sordi istruiti vollero partecipare al servizio militare ... è una ingiusta mortificazione escluderli ancora dal servizio militare per la Patria. Nell'esercito ci sarebbe posto onorato anche per loro... (Fornari, 1912). Non dimenticate che oggi le migliaia di sordi sono collocati in servizio come dipendenti "civili" dal Ministero della Difesa e vivono nell'ambiente militare assieme agli ufficiali, sottoufficiali... perfino coi soldati, mentre le "Ferrovie di Stato" negano tutt'oggi la possibilità di lavoro dei sordi nelle officine o negli uffici amministrativi. L'ingiustizia "passata" è a tutt'oggi presente nei riguardi della vita dei sordomuti italiani.
Due convegni "nazionali" dei sordomuti: 1° Convegno genovese 1920.
E' vero che Prestini per la sua amatissima associazione non potè ottenere certe conquiste, allora si era pensato di organizzare un convegno riservato ai sordomuti per la loro rivendicazione. Ma l'imminenza della Prima Guerra Mondiale non permise poi, nel 1914, al Governo di fare qualcosa per i sordomuti concentrandosi unicamente nella "Guerra" perciò tutto si fermò fino a quando finirono gli eventi bellici nel Paese, poi "nel 1918 il Ministro Berenini riformò la Commissione che era da lui stata nominata e che era presieduta dal sottosegretario Roth, il quale aveva anch'esso approntato un progetto di legge che finì...nei polverosi archivi del Ministero" (Ieralla, 1924). Dopo due anni dalla vittoria della Guerra in Italia, il Prestini con la collaborazione di Giulio Ferreri (1862-1942), educatore, dei sordi genovesi, e in particolare dei sigg. Emilio Masetti (sordo) ed Emilio Molinari (1879-1951), udente interprete, organizzò nel 1920 il primo Convegno Nazionale dei Sordomuti a Genova che segnò il primo movimento "nazionale" per sbloccare l'ingiustizia verso i sordomuti e quelli istruiti. A detto Convegno posero due importanti tesi: Sul lavoro del Sordomuto (Relatori Giuseppe Ottonello di Genova e Giuseppe Granaglia di Torino e La scuola del Sordomuto (Relatore Francesco Micheloni di Roma) coordinato e presieduto da. Prestini con competenza fece il discorso che vibrò energicamente contro le incomprensioni della Società definendolo delittuoso disinteressamento del Governo e augurandosi sia ammonitore, unito alla fiera voce di quarantamila Sordomuti italiani che non intendono più oltre sentirsi stranieri ed isolati in Patria! Questo Convegno, il primo da noi considerato di molta importanza, per la nostra storia perché svolto con la partecipazione "personale" dei sordomuti anche se non mancò la polemica in maniera cattiva, "l'arduo e difficile compito fu molto contrastato dai tecnici, perché ci accusarono di incompetenza"; però il Governo cominciò a dare credito alla "propria" voce dei silenti, dato che gli Educatori dei sordi dalla fine dell'ottocento avevano posto "simili" richieste al Governo per garantire la loro educazione ma che fin da allora "nessuna soluzione fu posta al problema della Scuola per i Sordomuti", richiamandolo energicamente per difendere i bambini sordi e garantire loro i mezzi a carico dello Stato, si impose una corretta didattica speciale con seri programmi in quanto ogni maestro "senza un metodo disciplinato di istruzione ne adotta uno per proprio conto, e tutti quanti credono di applicare il vero metodo adottato dal Congresso di Milano nel 1880 e ribadito duramente da quello di Genova nel 1892". Nell'ambito del convegno genovese fu istituita la "Federazione" delle Società di Mutuo Soccorso fra i sordomuti" su proposta di Prestini, considerato fondatore federale, in base alla politica d'unità dei sordi per dare maggior forza e "lo scopo fondamentale della Federazione era di ottenere dai Poteri dello Stato l'eguaglianza civile e legale dei sordomuti, di elevare moralmente e materialmente la loro coscienza".
Il 2° Convegno di Roma e le pesanti conseguenze a Prestini e alla sua "Federazione".
Ancora una volta il Parlamento non pensò minimamente alle richieste a causa della difficile situazione del Paese dopo la Guerra venne poi "la marcia su Roma" da parte di Mussolini e suoi seguaci. Successivamente il Re nominò il nuovo Governo e iniziò ad evolversi la politica del paese. In contemporanea la Federazione di Prestini organizzò l'ennesimo convegno a Roma nel 1922, con la collaborazione dei sordi romani: Micheloni, Verdirosi, Silvestri, Sebasti, sotto l'alto Patronato del Capo del Governo. Era un vibrante richiamo alla pubblica attenzione sulla politica definendo "crimine sociale" con due importanti tesi poste dai relatori sordi: Svolgimento dell'ordine del giorno sulla scuola (Prestini) dopo tre anni di pratiche inutili per far comprendere...la giusta richiesta" indicata dal Convegno di Genova sul riconoscimento legislativo del "diritto d'istruzione dei sordomuti e "Avviamento dei sordomuti alle arti ed ai mestieri ed alle professioni civili secondo le loro particolari attitudini fisiche ed intellettuali" (Sebasti) che rammentò contro la speculazione dei sordomuti sul lavoro e l'orientamento formativo con tecnica d'istruzione del mestiere e infine denunciò "l'ingiusta situazione che è stata creata loro dalle vigenti leggi sul lavoro" nel quale lo Stato rifiutò l'assicurazione obbligatoria, né‚ fece alcuna previdenza a favore dei lavoratori sordomuti, con questa grave conseguenza vietò la loro assunzione nell'industria e "tanti altri pregiudizi" nel lavoro e nel codice civile in riferimento all'art.340 che sanciva "il sordomuto (come il cieco) é di diritto inabilitato salvo il caso cui il Tribunale lo abbia dichiarato abile a provvedere alle cose proprie". Sulla formazione professionale nell'intervento del giovanissimo padovano Antonio Magarotto a detto Convegno propose la necessità d'istruzione dell'arte lito-tipografica, questo tipo lavoro era un ausilio per imparare la lettura delle parole nuove in composizione di detto mestiere agevolandolo nello sforzo "intellettivo". Questo secondo convegno fu considerato molto importante perché il Governo stava prendendolo in qualche considerazione, infatti approvò la legge sull'istruzione obbligatoria dei sordomuti (dicembre 1923) riassumendo quanto detto "nell'opera fattiva della nostra Federazione, ha avuto il suo degno epilogo. A conquistare l'agognata vittoria concorse in primissima linea la meravigliosa opera pedagogica dei nostri due pi- insigni Educatori: Pasquale Fornari e Giulio Ferreri" (Prestini, 1924). Questa legislazione non mutata, fu poi aggiornata nel 1977 (nota legge 517, é tutt'ora vigente la disposizione sulla scuola dei "fanciulli sordomuti", corredata dal recente Decreto Legislativo n.297 del 16.4.94, recante il testo unico delle disposizioni in materia di istruzione, al primo paragrafo: "Diritto alla integrazione dell'alunno handicappato", Obbligo scolastico per gli alunni sordomuti (art.323). A proposito della legge 517, é sostanzialmente contenuta dal "desiderio" di Prestini. Questa fu la prima conquista dei sordomuti italiani, su La Voce del Sordomuto sotto la direzione di Vittorio Ieralla nel 1924 é stato riportato il seguente brano: "Dopo la costituzione della Federazione alle quale aderirono Milano (Cardano), Genova (Assarotti), Torino (Basso), Roma (Romana), Firenze (Mangioni) e Palermo (Società mutua di Palermo) il lavoro venne spinto con gran stile e dopo il Convegno di Roma (1922) ed in seguito all'avvento del nuovo Ministro Mussolini, le pratiche, anche pel concorso diretto ed indiretto del prof. Giulio Ferreri che preparò la campagna nell'"Educazione" presero la via decisiva, con l'intervento dei nuovi parlamentari che diedero opera fattiva e concludente. Il Presidente della Federazione Prestini fu pi- volte a Roma, anche mediante corrispondenza con parlamentari e soprattutto grazie all'appoggio della Federazione delle Istituzioni pro ciechi e dell'Unione dei ciechi...che si venne alla fase risolutiva che culminò con la legge del 30.12.1923 che sanzionava il diritto di voto semisecolare dei sordomuti d'Italia". Intanto il meccanismo e le idee politiche della Federazione diretta da Prestini in particolare quella delicata sulla "scuola" non era piaciuta, n‚ accolta da molti perché alla conclusione del 2° convegno si affermò "l'indipendenza e l'autonomia dei sordomuti, in base alle loro libere idee, con facoltà di controllo sulle istituzioni speciali e l'affidamento delle scuole d'arti e mestieri ai sordomuti adulti, tecnicamente preparati". Quanto detto dal Prestini e la sua forte intenzione dell'apertura delle scuole comunali per sordi in ogni città avvicinandosi alle famiglie dei bambini "suscitò l'immediata reazione degli udenti (Educatori dei Sordi) e provocò, in certo qual modo, la nascita, nel 1924, in contrapposizione alla Federazione, l' Unione Sordomuti Italiani...: il dualismo, a carattere nazionale, provocò un danno gravissimo per il progresso dei sordi" (ENS, 1994).
Due associazioni nazionali e il "difficile" lavoro di Prestini
Nei tre lunghissimi anni che si facevano due "differenti" convegni nell'ideale comune dei sordomuti italiani capeggiati dalla Federazione e dall'Unione attorno agli anni 1924 e 1926, non si ebbe alcuna positiva soluzione al particolare problema: codice civile, lavoro, per la concreta istituzione nazionale dei sordomuti. Il lavoro della Federazione continuò come se nulla fosse ed il Prestini scrisse, nell'agitazione per la modifica dell'art.340 del Codice, al Senatore Bensa, membro della Commissione per la Riforma del Codice, "un nome caro ai sordomuti italiani" l'integrazione del documento memore del Convegno di Genova e di Roma e "nelle precedenti agitazioni isolate già fece conoscere i propri desiderati voti sull'argomento" (Prestini, 1924) che la "Federazione non può lasciar passare inosservata la proposta di riforma dei Codici". La Commissione doveva verificare quanto esposto che i sordomuti, grazie alla loro educazione, avrebbero capacità di azione per le cose giuridiche, il vecchio codice doveva essere revocato o modificato, fu esposto anche al Prof. Oviglio, Ministro di Grazia e di Giustizia. Questo, frutto di lungo e complicato lavoro a causa delle divergenze programmatiche fra i sordi appartenenti a due associazioni passò attraverso convegni e dimostrazioni "nazionali" della Federazione e dell'Unione, ebbe l'appoggio dei diversi Educatori (Ferreri per primo).
La Commissione approvò l'abrogazione del codice che divenne poi Legge (1939). Fu il secondo passo pi- importante per la dignità del sordo, dopo la scuola.
Il "Primo" Congresso Nazionale della Federazione
"E' riuscito ottimale, per numero di partecipanti, nonostante i giorni lavorativi, per l'importanza del lavoro e soprattutto per il fatto - unico nella storia delle nostre manifestazioni - che venne inaugurato da un Ministro in nome di S.M. il Re e del Governo", così, fu scritto da Prestini nel 1927 e pubblicato su La Voce del Sordomuto avente per titolo "Con l'amore e con la fede abbiamo vinto!". Lui proseguì grintoso e poco tollerante "La nostra Federazione", che la canea ringhiante dei falsi Educatori, dei falsissimi sordomuti e dei bottegai, considerava come la Cenerentola del Sordomutismo italiano, ha avuto superbamente la sanzione ufficiale e la conferma del suo valore educativo ed organizzatore! Nessuna più completa rivincita poteva attendersi la nostra Federazione!. L'obiettivo prioritario era quello dell'abrogazione dell'art.340, che era la base futura dei sordi per l'autodeterminazione delle cose proprie e legali nella tesi di Vittorio Ieralla e sull'emancipazione legislativa dei sordomuti nel ramo "professionale e impiegatizio" nella relazione di Leopoldo Sebasti. Vennero poi approvati due ordini del giorno e presentati al Governo del Regno, latore il Ministro Bodrero. Un magnifico Congresso fu organizzato a Padova da Antonio Magarotto cercando di essere al di sopra di tutte le parti in lotta, il Prestini ringraziò a nome della Federazione il giovane patavino, per l'organizzazione del lavoro svolto e per la riuscita della manifestazione. Magarotto, alla fine dei lavori espresse "vive grazie al Presidente federale Giuseppe Enrico Prestini, a tutte le consorelle intervenute, ai delegati e sordomuti tutti, verso i quali conserverò caro e memorabile ricordo". Questo documento di lavoro congressuale fu presentato nell'udienza di S.M. il Re e S.E. Mussolini che Prestini e Magarotto assieme agli altri "per la prima volta varcarono la porta del Quirinale per essere introdotti al cospetto di Sua Maestà il re, che dopo avergli reso omaggio la delegazione ottenne d'essere ricevuto da Mussolini" il 14 gennaio 1928, Successivamente si fece un altro incontro sempre con il medesimo Governo che ascoltò il discorso dal sordo Micheloni il quale pose il risultato sull'ordine del giorno del 2° congresso organizzato dalla Federazione: 1° Creazione di scuole comunali esterne per i sordomuti; 2° l'abolizione dell'art.340 del codice civile; 3° che venga esteso anche ai sordomuti lavoratori il beneficio dell'assicurazione obbligatoria.
Dal Raduno "Patto di Padova" al riconoscimento dell'Ente Nazionale Sordomuti
Proseguirono le altre manifestazioni a livello "nazionale" negli anni 1928-1929, ma non risolsero "nulla" a causa delle bieche polemiche ingiuriose nei confronti delle due associazioni nazionali "Federazione" e "Unione". Nel 1930 il Governo, stanco delle diatribe medesime, proibì ogni manifestazione dei sordomuti e questo divieto durò ben 15 anni. Sempre a Padova nel 1932 Antonio Magarotto ideò una "diversa" manifestazione sotto forma di "Raduno civile, religioso e patriottico" in occasione del VII Centenario della nascita di Sant'Antonio, e che lo fece "da solo - per partito preso o per eccessiva coscienza di sé stesso - ha voluto far tutto da solo..." (Prestini, 1933), che "permise l'insperato incontro delle associazioni italiane di opposte parti che seppur senza ancora rappacificarsi, si accordarono tuttavia per inviare al Governo fascista l'ordine del giorno invocante l'Istituzione di un nuovo ed unico ente nazionale di categoria" (F. Rubino, 1969). Sulla manifestazione del Raduno il Prestini, precisò che "vennero invitati privatamente a collaborare Prestini ed Ieralla, ma essi, memori dell'epilogo del 1° Congresso Nazionale del 1927, declinarono senz'altro un invito fatto così sottomano" ( La Voce del Sordomuto , 1933). Siccome lo stesso Prestini presente al medesimo rappresentava la sua "Cardano" nella sua veste per nome della "Federazione", sul tavolo delle trattative c'era l'altra associazione nemica acerrima l'"Unione Sordomuti Italiani" con altre "singole associazioni". Dopo giornate di discussione il Prestini e i rispettivi Presidenti di vari sodalizi firmarono senza esitazione l'o.d.g., considerato da tutti "Patto di Padova" per l'istituzione dell'"unico Ente" e dell'unità dei sordomuti italiani. Successivamente fu immediatamente ritirato l'accordo "fatto" ed i firmatari lasciarono il Magarotto "isolato, deluso per l'incomprensione da cui era circondato", ma Magarotto seguitò nella sua durissima strada al riconoscimento dello Stato con propria legge l'Ente Nazionale per la protezione e l'assistenza dei Sordomuti in base agli accordi di detto Raduno che durò ben 10 anni con seri contatti, dimostrazioni e diverse udienze governative sulla capacità del sordomuto. Mentre in questi anni il Prestini faceva il suo lavoro in seno alla Federazione affiliata da "poche" altre associazioni (non più di una decina) nella puntuale riunione federale svoltasi annualmente riservata ai dirigenti federali, come "Raduno del Consiglio Federale" rispettando la rigidità imposta dal Governo Fascista, o di nascosto con la partecipazione dei sordi mediante "manifestazioni turistiche" in diverse città Milano, Trieste, Vigevano, Firenze, Roma. Alla morte, il Prestini non poté giungere al compimento del suo obiettivo, ancora non esisteva la promulgazione della Legge dell'Ente Nazionale Sordomuti (...) lasciò la vita terrena un anno prima dell'approvazione di detta legge: 27 gennaio 1941 a Milano e il suo cenere fu sepolto allo storico tempio di crematoio presso il Cimitero monumentale di Milano. Il compianto Vittorio Ieralla, fedele braccio destro nel lunghissimo lavoro di Prestini, con comprensibile dolore, ebbe la Presidenza federale, promettendo di seguire le orme del suo stimato maestro. Successivamente sorse una nuova associazione denominata "Unione Federativa Sordomuti Italiani" in fusione con la Unione Sordomuti al quale Ieralla, Presidente dell'Unione Federativa, negò l'esistenza dell'ENS (Rinascita, 1944). Dopo la nuova e "ennesima" mediazione riuscì nello spirito dell'unione di fratellanza a riconoscerla (1946) e assunse poi il "massimo vertice" dell'Ente Nazionale Sordomuti, portò nel suo cuore il segreto per l'amatissimo Prestini fino alla morte, in quanto ogni volta che andava a Milano portava sempre un fiore sulla tomba del suo maestro Prestini.
Sul campo internazionale dei sordomuti
Il Prestini partecipò, a nome della Federazione, alle diverse manifestazioni internazionali tramite il Congresso Internazionale dei Sordi: 1924 a Liegi, 1928 a Praga, 1931 a Parigi, al quale dimostrò l'andamento legislativo in Italia a favore dei sordomuti, nonché la difficile situazione della sua associazione, informò puntualissimo delle esperienze in diversi Paesi sul campo della sordità attraverso il periodico mensile dei sordomuti d'Italia: "La voce del Sordomuto". Di cui ricevette dal Ministero degli Esteri di Francia l'alta onorificenza di Ufficiale dell'Istruzione Pubblica (1929).
Prestini e l'E.N.S.
La sua morte non é stata "vana", i tempi "sono passati come una meteora, da allora ad oggi quanti avvenimenti si sono succeduti nella storia del sordomutismo italiano e quante conquiste sociali sono state realizzate, tutto era nel sogno e nel desiderio di Giuseppe Prestini e di quanti ne sostennero la causa. L'Ente Nazionale Sordomuti erede del patrimonio spirituale di coloro che fecero la storia della rivoluzione sociale dei minorati dell'udito e della parola, ha già scritto nel suo libro d'oro il nome di Giuseppe Enrico Prestini, quale pioniere ed apostolo della redenzione dei sordomuti". Così fu scritto da Vittorio Ieralla quando era Presidente dell'ENS nel 1966 in occasione del 25° anniversario della sua dipartita ricordandolo sempre. Le evoluzioni dell'associazionismo da quel momento ad oggi sono cambiati col miglioramento della vita dei sordi sotto la Presidenza di Furio Bonora (1925-1992), di Armando Giuranna e dell'attuale Ida Collu. Nelle vicende del movimento silenzioso italiano l'unica presenza del dott. Cesare Magarotto di 86 anni, figlio del Promotore dell'Ente Nazionale Sordomuti, che vive di persona fin dai primissimi tempi la storia dell'Ente.
"E' giusto che sia così: è un riconoscimento nel più nobile senso della parola per colui che tutto donò per una causa giusta e santa" così tuonò l'indimenticabile Ieralla, il quale si raccomandava ai sordi italiani con queste parole: "lo ricordiamo con immutata ammirazione e lo additiamo alla nuova generazione dei silenti quale simbolo di un ideale per il quale egli dedicò tutta una vita con incomparabile entusiasmo a molti sconosciuto".
Un documento scritto da Prestini per la modifica dell'art. 340 del Codice Civile (inabilitazione dei sordomuti).
Il Prestini, Presidente della Federazione delle associazioni di mutuo soccorso fra i sordomuti, scrisse ad uno dei membri della Commissione per la riforma del Codice Civile Senatore Avv. Paolo Enelio Bensa, genovese, considerato amico dei sordomuti, sulla "anormale ed umiliante situazione giuridica creata ai sordomuti italiani" al quale comuniò di aver consegnato il "memorial", elaborato il 16.3.1923, al Ministro della Grazia e Giustizia Prof. Oviglio.
Milano 23 giugno 1924.
Illustre On. Senatore
Leggo il riverito Suo Nome fra i componenti la Commissione tecnica per i progetti di decreti di riforma del C.C. e memore dell'interessamento e degli affidamenti dati dalla S.V. Ill.ma alle nostre Associazioni in occasione del 1ø Convegno Nazionale dei Sordomuti di Genova (Settembre 1920), mi permetto di richiamare l'attenzione della S.V. Ill.ma sull'accluso Memoriale da me diretto a S.E. il Guardasigilli Oviglio l'anno scorso, nei riguardi della modificazione dell'art.340 del codice civile: modificazione che interessa, ed in modo capitale, questa Federazione e per essa il Mondo Silenzioso Italiano: che nei convegni di Genova (1920) e Roma (1922) e nelle precedenti agitazioni isolate già fece conoscere i propri desiderati voti sull'argomento. S.E. Oviglio ebbe più volte a dichiarare che riconosceva legittimi i nostri voti e prese già formale impegno di comunicare ed appoggiare: in seno della competente Commissione, le nostre sacrosanti aspirazioni, che accolte e applicate, renderebbero più razionale e fattiva la recente legge sull'obbligo scolastico per i Sordomuti. Mi affido completamente al valore dell'Opera della S.V. Ill.ma; tenendomi altresì a Sua disposizione per tutte le indicazioni ed informazioni necessarie e con distinta considerazione mi professo. Dev.mo il Presidente G.P. Prestini
Memoriale indirizzato al Ministro:
Questa Federazione non può lasciar passare inosservata la proposta di riforma dei Codici, senza richiamare l'attenzione di chi questa riforma sta studiando e dovrà attuare, sulla necessità di provvedere, in questa occasione, a correggere una condizione di inferiorità che dal Codice Civile italiano é fatta ai sordomuti ed ai ciechi per quello che riguarda la loro capacità giuridica. Sancisce infatti l'art.340 del C.D. che il sordomuto (come il cieco) é di diritto inabilitato salvo il caso in cui il Tribunale lo abbia dichiarato abile a provvedere alle cose proprie. Dal 1865, epoca in cui fu promulgato il C.C. ad oggi, i Sordomuti hanno potuto, con i progressi della pedagogia, acquistare l'uso della parola e sono stati messi, allorché abbiano seguito un corso di studi, in condizione di avere il più ampio commercio con la Società ed in condizioni di potere con la consapevolezza provvedere alla amministrazione delle cose loro. In questo periodo di tempo infatti i sordomuti sono entrati in tutte le varie forme di attività sociale: sono operai, anche in mestieri molto qualificati, sono industriali, sono commercianti, sono impiegati pubblici e privati: e nessuno forma di attività é più ormai ad essi chiusa. Il giusto provvedimento quindi che inabilitava il sordomuto per impedirgli di compiere atti giuridici nei quali altri, senza eccessivi scrupoli, potesse ricavare illeciti guadagni, si trasforma oggi in una ingiustizia per il sordomuto istruito che mentre può liberamente svolgere la sua attività nei campi più svariati, si trova poi impacciato e diminuito per questa limitazione della sua capacità giuridica. Più volte le varie organizzazioni dei sordomuti hanno reclamato che fosse modificato l'art.340 del C.C. mantenendo la inabilitazione di diritto solo per i sordomuti non istruiti, ma questa loro richiesta é stata finora inascoltata. Ma cogliendo l'attuale occasione della riforma del Codice, i sordomuti istruiti italiani chiedono, con energica insistenza, il riconoscimento di un diritto, che essi sentono di essersi conquistato per essere divenuti, con la loro forza di volontà e con l'aiuto di quanti si sono preoccupati di assicurare ad essi il beneficio dell'istruzione, elementi attivi e proficui della compagine nazionale.
Con questa convinzione essi credono che anche per il modificato giudizio che nel campo della pedagogia emendativa e della psicologia esperimentale si é venuto facendo sui sordomuti il nuovo Governo, che non può avere il retaggio di vecchie ed errate tradizioni, vorrà accogliere il loro voto ridando a laboriosi e fattivi cittadini il possesso tutto intero della loro personalità giuridica e civile.
Con tutta considerazione dell' E. V.
Dev.mo il Presidente della Federazione, firmato: G.E. Prestini.
Bibliografia:
AA.VV. Antonio Magarotto una vita per un ideale;
AA.VV. Opera silente Ephphetha, Scuola Grafica Sordomuti di Padova, 1938;
ENS, Atti dell'opera assistenziale, Roma, 1956;
La Voce del Sordomuto di Vittorio Ieralla, Trieste, dal 1924 al 1939;
Il Giornale del Sordomuto, Venezia, dal 1927 al 1933;
Zatini F., Di tutto e di tutti circa il mondo della sordità (Enciplopedia), Firenze, 1994;
Zatini F. (a cura di) Associazione "Girolamo Cardano", Materiale informativo n.38, Firenze, 1993;
La sede della “Cardano” rimase fino al 1946 poi si trasferì alla “Benefica” in Via Boscovich (ora sede della Sezione Provinciale ENS di Milano).
Il Rubino (1907-1979) fu considerato allievo prediletto entrando nelle file di Prestini che gli affidò la responsabilità dello sport e del circolo della Cardano, successivamente succeduto alla carica di Prestini e seguì nel ricordo le orme della Cardano e di Prestini con forte senso di unità e di pace fra i sordi. L'obiettivo di Rubino si concluse con la fusione completa e fatto all'unica convivenza del movimento silenzioso di Milano: Sezione Provinciale dell'Ente Nazionale Sordomuti.
Sotto il segno della comprensione, della collaborazione, dopo parecchi anni, si riuscì, grazie all'opera di Francesco Rubino, a ritrovare il comune accordo nella costante unità tra l'Associazione Cardano e Benefica Sordoparlanti nate “dalla fusione delle due vecchie associazioni milanesi antesignane della lotta per emancipare i sordomuti da secolari complessi pregiudiziali, che mortificano la loro personalità ed impedivano il loro inserimento nella vita collettiva” (Rubino, 1969)
In “Opera silente: Ephphetha”, Scuola Grafica Sordomuti di Padova, 1938.
Il 2° Congresso Nazionale dei Sordomuti – era stato indetto dalla Federazione delle Associazioni dei Sordomuti – svoltosi a Roma nei giorni 7/9 settembre 1928 (L'Educazione dei Sordomuti, Siena, 1928).
In “Antonio Magarotto una vita per un ideale”, ENS, 1994.
Relazione dell'Associazione Cardano (1941).
Al storico ed imponente cimitero monumentale di Milano
presso il Tempio Crematorio dove riposano le ceneri di Enrico Giuseppe Prestini (1865-1941) assieme ai suoi cari.
Sulla tomba di Prestini era solito recarsi Vittorio Ieralla, “Il Presidente Nazionale dell’ENS più amato dai silenti italiani”, ogni volta che per il suo mandato istituzionale o per ragioni del cuore passava per Milano.
Loculo della famiglia Prestini
Tempio Crematorio nel Cimitero Monumentale di Milano
ps013 (1995)
