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Giacinto Mompiani – Educatore e patriota

Giacinto Mompiani educatore e patriota di Leno, dove trascorse parte della sua vita, svolse varie attività benefiche. Nacque a Brescia il 18 gennaio 1785 da nobile famiglia e morì a Leno il 29 dicembre 1855. Oltre che nel palazzo in città si trovò a vivere per lunghi periodi nel nostro paese dove possedeva una villa (l’attuale sede della biblioteca comunale) e il podere della cascina Pozzuolo. A Leno ricoprì importanti incarichi pubblici e si dedicò ad opere di bene. In gioventù ricevette una seria educazione morale e religiosa che contribuì a formargli un carattere forte e contrario a qualsiasi compromesso e, dalla sua natura buona e generosa, fu portato a preferire quegli studi che sono di aiuto e di conforto agli uomini.

Giacinto Monpiani

Una parte importante della sua opera si svolse in campo assistenziale, educativo sociale. Si preoccupò di liberare dalla miseria e dall’igno-ranza gli umili e gli indifesi.

L’EDUCATORE
Fra le sue opere filantropiche vanno ricordate la scuola per sordomuti che aprì nel 1816 nella sua abitazione in Brescia e la scuola di mutuo insegnamento, la prima sorta in Italia sul tipo di quelle esistenti in Inghilterra. In detta scuola veniva applicato un nuovo sistema elaborato dal pedagogista inglese Lancaster. Secondo tale metodo il maestro insegnava agli alunni più pronti e dotati, e questi ripetevano la lezione agli altri alunni. Giacinto Mompiani si occupò inoltre della riforma carceraria e dell’assistenza agli ex-carcerati, dei problemi agrari e dell’educazione degli adulti. Le sue istituzioni e gli scritti sull’educazione dei fanciulli furono letti in diversi congressi scientifici.

IL PATRIOTA
Cresciuto in un ambiente colto e imbevuto di spirito liberale il Mompiani si prodigò attivamente a diffondere il desiderio di indipendenza e di libertà, e fu pronto a lottare e a sacrificarsi per gli ideali che percorrevano ormai tutta l’Italia. Fin dal 1818 era entrato a far parte del gruppo di patrioti lombardi collegati al Piemonte (Confalonieri, Ugoni, Porro, Arrivabene) e nel 1821 partecipò alla congiura contro l’Austria. Ben presto le scuole di mutuo insegnamento divennero sospette al governo austriaco e, nel settembre 1820 un decreto ne impose la chiusura. E sospetto divenne lo stesso Mompiani a causa delle sue relazioni con i patrioti sopra citati. Il giorno 11 gennaio 1822 venne ordinata la perquisizione delle sue abitazioni di Brescia e di Leno. Fra le sue carte venne rinvenuta una lettera che il Confalonieri gli aveva indirizzato alcuni mesi prima. Per questo fu inviato a Milano per un interrogatorio e arrestato con l’accusa di alto tradimento. Durante il processo, calmo e fermo egli negò ogni addebito resistendo all’inquisitore Salviotti che cercava di carpirgli i numerosi segreti riguardanti i preparativi della rivolta milanese del marzo 1821. Nel dicembre 1823 venne scarcerato e subito il Mompiani tornò ad occuparsi di scuole e di problemi sociali. Quasi fino alla sua morte venne angariato dalla polizia austriaca, ma nonostante le intimidazioni e i soprusi fu alla testa della rivolta bresciana del 1848, quando Brescia insorse contro gli austriaci. Fece parte del governo provvisorio bresciano e si adoperò affinché Brescia si unisse al Piemonte. Lo sfortunato andamento della Prima Guerra d’Indipendenza lo gettò nello sconforto e, stanco e malaticcio, egli decise di starsene tra i suoi libri e i campi del suo podere in Leno.

ATTIVITA’ SVOLTE

DAL MOMPIANI A LENO
Nel 1810 il Mompiani venne chiamato a far parte della fabbriceria lenese dove si impegnò a portare a termine diverse opere per completare la nuova chiesa parrocchiale (altare maggiore, altari laterali, piccola torre campanaria). Per alcuni anni ricoprì l’incarico di com-missario per l’istruzione. Egli, col suo entusiasmo e la sua esperienza, cercò di migliorare l’insegna-mento e di incitare i fanciulli alla frequenza scolastica. Nel 1836 troviamo il Mompiani tra i primi benefattori dell’ erigendo ospedale locale. Per restare fedele ai suoi insegnamenti tendenti ad avviare a soluzione i problemi dell’agricoltura il Mompiani, dando tra i primi l’esempio, fece costruire nel 1826 nei suoi campi del Pozzuolo una salubre abitazione per i suoi coloni. In presenza di agricoltori egli soleva ripetere: “Si ha un bel parlare d’agrarie istituzioni in mezzo ai divertimenti, mentre il povero lavoratore, che a tutti i nostri bisogni provvede, dopo aver faticato da mane a sera non ha sovente con che saziare la fame, ha di rado una tazza di vino che lo ristori e manca spesso di una casa confortevole e di un letto su cui riposare le stanche membra”. Pietro Giordani, letterato e uomo politico, dettò una iscrizione per la nuova abitazione dei contadini del Pozzuolo, nella quale mise in risalto le nobili virtù e il grande amore verso il prossimo del Mompiani:

La sua memoria è affidata anche ad una bella iscrizione commemorativa, posta dai nipoti nella base della torre del faro nel cimitero di Brescia, dove venne sepolto.

A
GIACINTO MOMPIANI
CHE PRIMO IN BRESCIA
A CIVILTÀ E A SCIENZA EDUCO’ I SORDOMUTI
PRIMO VI APERSE SCUOLA
DI MUTUO INSEGNAMENTO
INTESE INDEFESSO A MIGLIORARE LA SORTE
DEL VILLICO, DELL’INFERMO, DEL CARCERATO
FU DA L’ANNO 1820 UNO DEI PRIMI PROMOTORI
DELLA LIBERTÀ D’ITALIA
E NE SOSTENNE INTREPIDO
I PERICOLI E GLI AFFANNI
L’AUSTRIACA INQUISIZIONE E IL CARCERE

Altre notizie riguardanti attività benefiche svolte a Leno dal Mompiani, così come quelle di altri personaggi meritevoli di essere conosciuti, si potranno studiare se l’Amministrazione Comunale troverà locali adatti per la sistemazione di parecchie centinaia di faldoni dell’archivio comunale, da anni accatastati malamente in più locali inidonei e malsani, dove è impossibile la consultazione. ps020 (2003)