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Koltzoff Massalski Ghica – Principessa Dora d’Istria

La morte della principessa citata, meglio conosciuta sotto lo pseudonimo di Dora d’Istria, avvenuta il 17 novembre 1888 a Firenze arrecò all’Istituto Nazionale Sordomuti di Firenze (fondato nel 1884) una cospicua eredità un elegante Villino con vasti giardini e il denaro di 56 mila lire, nacque a Bucarest (Romania) nel febbraio 1828 di famiglia originaria albanese, che regnò sul trono di Moldavia e di Valachia.

Principessa Dora d'Istria
Principessa Dora d’Istria

Alla perfetta conoscenza di quasi tutte le lingue europee, univa una meravigliosa erudizione in varie letterature orientali. Coltivò pure con molto amore la pittura e la musica. Dal 1860 al 1888, epoca della sua morte, visse sempre in Firenze, coltivando con ardore febbrile i suoi studi e scrivendo opere assai pregevoli.

I suoi lavori più importanti sono: Le vie monastique dans l’Eglise orientale; La Suisse Allemande et l’Ascension du Moench (4 volumi), Excursions en Roumélie et en Moreé ; Les études indiennes dans la haute Italie et le Roi Nola ; Marco Polo ; I Rumani ed il Papato, ecc.

Fu donna di rara bellezza. Di Lei diciottenne così cantava Eliade Rodalusco, celebre poeta rumeno:

Io l’ho vista una piccola sorella
Dolce e graziosa più che altro mai;
A un angelo somiglia, tanto è bella,
Angiol splendente di celesti rai:
Se tu ne vedi la gentil sembianza
Sempre in cuore ne avrai la rimembranza.

In abbondanti trecce si diffonde
Color della castagna la sua chioma,
Occhi sereni, azzurri come l’onde,
Candor di giglio: Elenitza si noma.
Se tu ne vedi la gentil sembianza
Sempre in cuore ne avrai la rimembranza.

Ha l’ingenua boutade, ha la dolcezza
Di piccola colomba sul suo viso.
E a traverso il granato la bianchezza
Delle perle traspar nel suo sorriso.
Se tu ne vedi la gentil sembianza
Sempre in cuore ne avrai la rimembranza.

Alta è la sua statura, e intorno a gara
Grazie e felicità volando vanno;
Come sua madre è bella ed essa è ignara
Degli alti pregi che gentil la fanno.
Se se ne vedi la gentil sembianza
Sempre in cuore ne avrai la rimembranza!

Ma più che alle fuggevoli doti della bellezza, più che al valore stesso dei suoi scritti, sempre assai pregiati, la fama di Dora d’Istria, è durevolmente raccomandata alle sue qualità morali ed al generoso impulso del suo cuore che la spingeva a coronare la sua vita terrena con un atto d’amore verso gli umili e gli infelici sordomuti.

Dora d’Istria è la più grande benefattrice dell’Istituto Nazionale Sordomuti di Firenze, al quale realizzò, colla sua donazione, l’opera istituzionale del medesimo Istituto. La memoria di Lei rimarrà in benedizione ed il suo nome non potrà mai essere dimenticato, né coperto di facile oblìo. Le conseguenze dell’opportunissimo lascito di Dora d’Istria furono di un duplice carattere: morale e finanziario. Successivamente istituì lo statuto e il regolamento organico del sopraccitato Istituto[1], accolto con il R.D. 15 dicembre 1895, sviluppando tutte le attività sociali ed educative a favore dei sordomuti, da Giovanni Fossi nel 1924.

Purtroppo, la data che distrugge la memoria della principessa: 26 ottobre 1987 il Consiglio Comunale di Firenze ha ratificato, dopo un anno…, la delibera della Giunta n.2110/4927 del 9 ottobre 1986 che propone alla Regione Toscana l’estinzione “totale” dell’Istituto con tutto il suo patrimonio assorbito allo stesso proponente.

Con il pressante intervento della Sezione Provinciale ENS di Firenze la suddetta Regione ha modificato la proposta del Comune di Firenze specificando al “riguardo ai beni immobili si applicano i vincoli di destinazione ai servizi sociali per quanto attiene all’uso dei medesimi ed ai provenienti netti dalla loro Amministrazione, giusto il dettato dell’art,9, L.R. 96/82. In particolare, sentire le organizzazioni rappresentative della categoria, devono essere tenute presenti preliminarmente le esigenze di assistenza dei sordomuti” checon la delibera del Consiglio Regionale n. 493 del 13 dicembre 1988, pubblicata nel bollettino ufficiale della Regione Toscana n.7 del 1 febbraio 1989, ha approvato la suddetta estinzione.

La principessa benefattrice?…resta nel cuore dei sordomuti del passato, del presente e del futuro.

Il Comune di Firenze ai sordomuti? Niente di niente!!!

La verità fa male per chi occulta la volontà della principessa benefattrice.

ps028 (2000)

Principessa Koltzoff Massalski Ghica (il quadro è conservato presso la sede ENS di Firenze)

«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini