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Segni al femminile. Primo rapporto sulla condizione sociale delle donne sorde in Italia

“Segni al femminile” è l’invocazione non semplicemente “della” Presidente nazionale dell’ENS, ma anche di una convinta rivoluzionaria del mondo silenzioso, una persona che ha ideali molto simili a quelli rivendicati a suo tempo dall’eroina nera americana, Angela Davis., che per caso è quasi coetanea di Ida Collu, autrice del libro in questione. Se il nome di Angela Davis, è diventato una bandiera per tutti coloro che lottano per l’integrazione razziale, anche Ida Collu, per il suo alto grado di attività politica che le ha consentito di maturare un’esperienza tenace ed assai utile come leader nazionale dell’ENS, ispira solidarietà e adesione fra i sordi, e soprattutto fra le sorde italiane, ed anch’essa guida una lotta, che i “sordomuti conducono per ottenere pari dignità sociale, prevista dalle leggi vigenti, ma non applicata nei fatti concreti.

Segni al femminile
Segni al femminile. Primo rapporto sulla condizione sociale delle donne sorde in Italia, di Ida Collu e Valentina Balit. Milano, FrancoAngeli Editore, 1999, pp.96)

L’aver voluto dare alle stampe il 1° Rapporto sulla condizione delle donne sorde in Italia è un atto di grande coraggio morale e un impegno per il progresso sociale della donna sorda. Il volume raccoglie pure una sintetica biografia atta ad evidenziare le molteplici difficoltà incontrate, e superate, dall’autrice nel suo cammino di donna sorda, che ha trovato un’adeguata e soddisfacente identificazione allorquando decise di adottare la Lingua dei Segni Italiana per svolgere con scrupolo ed autonomamente il ruolo di consigliere comunale a Verona, delegata ai Servizi Sociali di quella città, e poi, con l’elezione a presidente nazionale dell’Ente sordomuti, di adempiere in prima persona e direttamente, ai compiti istituzionali cui è affidata la direzione dell’ENS, senza mai delegare incarichi di delicata responsabilità a persone udenti, come invece avveniva in passato. La Collu afferma d’aver trovato una precisa identità allorquando ha adottato la Lingua dei Segni nei suoi rapporti ufficiali e vuole pertanto che questa Lingua visiva sia finalmente riconosciuta anche dallo Stato Italiano, affinché quella “integrazione” dei sordi, tanto sbandierata da chi non conosce i problemi specifici della sordità, divenga concreta ed efficiente.
Oltre alle questioni generali come quelle fin qui indicate, il libro tratta molti casi specifici che hanno per oggetto le donne sorde. Secondo l’autrice, le donne sorde sono da sempre svantaggiate rispetto ai coetanei maschi, ed hanno generalmente un più basso grado d’istruzione. Questo fatto non è da imputare solo all’Italia, visto che da un sondaggio condotto negli USA, dove la scolarizzazione dei sordi ha punte ragguardevoli, solo pochissime donne sono laureate, e fra queste poche la maggior parte hanno conseguito il dottorato in facoltà come scienze sociali o economia domestica. Per dibattere le questioni specifiche e cercare di trovare valide soluzioni, le donne sorde europee si erano riunite in seminario, tenutosi a Verona nel 1995: quel simposio era una novità assoluta nel suo genere, e fu accolto con grande entusiasmo dalle partecipanti. Il successo ottenuto è rimarcato dal fatto che alcune di loro decisero d’organizzare successivamente delle assemblee complementari nei loro paesi, per sollevare anche in loco la sentita questione delle pari opportunità per le donne sorde. Le inchieste di cui si compone il rapporto, condotte attraverso le 93 Sezioni Provinciali ENS di tutta la Penisola, hanno coinvolto 577 donne sorde che hanno compilato individualmente dei questionari assolutamente anonimi per assicurare la privacy di ciascuna. Le domande hanno spaziato dalla situazione famigliare, per sapere se sono sposate o nubili, se hanno figli e quali sono i rapporti con loro, alle scuole frequentate, alla situazione professionale e sociale raggiunta o in atto. Con questo primo rapporto sulla condizione della donna sorda in Italia, con uno sguardo all’Europa e al Mondo intero, Ida Collu ha inteso togliere il velo sull’ignoranza ancora imperante dei diritti e dei doveri di ciascun sordo o sorda. Ora sta ai lettori identificarsi o no in quei sondaggi. rc012 (1999)

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