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Santuario della Madonna della Cornabusa di Cepino (Bergamo)

La gioia dei sordomuti: al santuario della Cornamusa ripristinata la targa.
Spettabile redazione, approfitto della sua ospitalità per segnalare un piccolo «miracolo» della Madonna alla Cornabusa.
Domenica 2 luglio (2006 n.d.r.) io assieme a un gruppo di sordi ci siamo recati in visita al bel santuario, noto per la sua ubicazione: una grande caverna nel seno della montagna situato in Valle Imagna. Sorpresa ed emozione abbiamo visto nella cappella, all’ingresso del santuario, una targa con la scritta «La pastorella sordomuta vide la Madonna e fu miracolata».
Cosa era successo? Diversi anni fa quando la cappella ha dovuto subire dei restauri, la famosa targa è stata rimossa con una nuova targa: «La pastorella vide la Madonna e fu miracolata».
Notate bene: fu miracolata da che cosa? La risposta è che mancava la scritta sordomuta. Fin d’allora abbiamo fatto sentire la nostra «voce» a chi di dovere si occupava perché la pastorella era una di noi e la Madonna alla Cornabusa è stata da noi eletta Protettrice dei Sordi bergamaschi.
Ringraziamo tutti coloro che si sono prodigati nel rimettere al suo posto la targa originale.
Autore: Pierangelo Galbusera, fonte L’Eco di Bergamo 7 luglio 2006

Per informazioni sul sito ufficiale del Santuario della Madonna della Cornabusa cliccando qui.


 

Il Santuario della Madonna della Cornabusa, in valle Imagna, situato dentro una vasta caverna, è, il più caratteristico di tutta la bergamasca.
Da secoli è al centro della devozione degli abitanti della valle; meta di un gran numero di pellegrinaggi, una volta all’anno vi si raccolgono anche gli emigranti.

Per la sua fama vi giungono fedeli da altre regioni e da varie nazioni. Papa Giovanni XXIII fu particolarmente devoto alla Cornabusa, dove sostò in preghiera pochi giorni prima della sua elezione.
E anche uno dei motivi per cui il santuario è inserito negli itinerari che i pellegrini seguono alla ricerca dei luoghi cari a Papa Giovanni.
Chiuso tutto l’inverno a causa della strada impervia, il santuario della Cornabusa viene riaperto ogni anno la festa del Lunedì dell’Angelo.
Chi arriva per la prima volta, via via che si avvicina, nota il campanile, ma una volta giunto non trova traccia del santuario.
Deve percorrere una strada tagliata nella roccia e solo al termine si apre davanti ai suoi occhi lo spettacolo di un grande antro. In passato c’era all’interno una chiesetta.
Tra il 1350 e il 1400 la valle Imagna fu teatro di violentissime lotte tra Guelfi e Ghibellini.
La storia del santuario della Cornabusa racconta che un’anziana donna cercò allora scampo in una grotta portandovi una statua della Madonna Addolorata, che vi rimase anche dopo il ritorno della pace.
Anni dopo una pastorella sordomuta si addentrò nella grotta scoprendo la statua. Tornata a casa e acquistato l’uso della parola e dell’udito, raccontò il fatto ai familiari.
Questi si fecero accompagnare alla grotta, constatando la veridicità del racconto.
La notizia si diffuse per la valle e in breve nacque una viva devozione. Dentro la grotta fu costruita una prima cappella, poi ampliata e decorata.
La statua della Madonna Addolorata è in legno e alta circa 80 centimetri.
Sottoposta a studi accurati, è risultata d’origine toscana; di squisita fattura, si ritiene risalga al primo Quattrocento.

Per informazioni: www.apt.bergamo.it


  Il Santuario della Madonna della Cornabusa di Cepino (Bergamo)