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Gli organizzazioni internazionali e la disabilità

Le Nazioni Unite nascono nel 1945 con la Carta di San Francisco come organismo internazionale che ha l’obiettivo di mantenere la pace e la sicurezza internazionale, sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli, conseguire la cooperazione internazionale nella soluzione dei problemi internazionali di carattere economico, sociale, culturale od umanitario, e nel promuovere ed incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione.
Nel corso del tempo i principi dei diritti umani sono diventati un corpus di convenzioni e di strumenti di monitoraggio internazionale e nazionale che copre l’insieme dei diritti.
L’ONU E LA DISABILITÀ
Seppure in maniera non coordinata le Nazioni Unite hanno iniziato ad occuparsi di disabilità attraverso le proprie agenzie; il primo documento ufficiale approvato dall’Assemblea generale è la Dichiarazione sui diritti delle persone con ritardo mentale (1971).
E’ con l’Anno internazionale delle persone handicappate (1981) che si sviluppa una iniziativa coerente sull’argomento, che si conclude con l’adozione di Programma di azione mondiale relativo alle persone con disabilità (1983-1992).
Alla fine del Programma di azione mondiale ci si rese conto che non esisteva alcuno strumento legale internazionale per tutelare i diritti delle persone handicappate, a parte quelli relativi alle discriminazioni per ragioni di sesso o di razza. Così, facendo seguito alle raccomandazioni del Programma di azione mondiale, l’ Assemblea generale dell’ ONU ha adottato il 20.12.1993 (risoluzione 48/96) le Regole standard per l’uguaglianza di opportunità delle persone con disabilità (da ora in poi REGOLE).
Le REGOLE presentano le direttive di cambiamento sociale che dovrebbero permettere a tutti i cittadini, senza eccezione, di partecipare in maniera egualitaria alla vita della società. Il ruolo più importante delle REGOLE è stato di servire da strumento internazionale e da meccanismo di controllo per garantire il rispetto dei diritti umani e civili attraverso la loro applicazione e la loro efficacia. Alle REGOLE, infatti, è stato affiancato uno speciale Rapporteur, che, con l’ausilio di un panel di esperti, ha elaborato rapporti periodici sulla loro applicazione. Il sistema di monitoraggio è simile a quello delle convenzioni: rapporti periodici dei governi che hanno sottoscritto le REGOLE sottoposti allo speciale Rapporteur, che elabora una relazione finale.
Successivamente, con una serie di risoluzioni, la Commissione sui diritti umani dell’ONU è ritornata più volte sull’argomento precisando sempre più la sua visione fino all’aprile del 2000 quando riconosceva che “ogni violazione dei principi fondamentali di eguaglianza o ogni discriminazione o altri negativi trattamenti differenziati di persone con disabilità contrastanti con le REGOLE rappresenta una violazione dei diritti umani delle persone con disabilità”.
LE AGENZIE DELL’ONU
Molte sono le iniziative che le varie agenzie dell’ONU hanno sviluppato in favore delle persone con disabilità, partendo dalla rivoluzione introdotta dalle REGOLE. Essendo il quadro estremamente variegato e complesso, riportiamo di seguito solo una breve rassegna di quanto è stato realizzato in questi ultimi anni.
UNICEF
L’UNICEF (United Nations Children’s Fund) è un’agenzia dell’ONU che si occupa della tutela dei diritti umani dei bambini con disabilità. Lo strumento internazionale che tutela i diritti umani dei minori con disabilità è la Convenzione dei diritti del fanciullo, a cui l’UNICEF dedica l’Innocenti research center. Tale convenzione, sottolineando all’articolo 2 sul supremo interesse del fanciullo, indica i principi e le norme di tutela per garantire i diritti umani di tutti i minori. In particolare all’articolo 23 dedica un’attenzione particolare ai bambini con disabilità ed alla loro educazione. Benché negli ultimi anni siano aumentati i programmi e gli interventi che si occupano dei diritti dei bambini con disabilità, ancora scarsa è l’attenzione nei rapporti internazionali sull’applicazione della Convenzione per i diritti del fanciullo. Il gruppo di lavoro italiano per la convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, a cui ha partecipato il CND, ha pubblicato due rapporti di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (2004-2006) ed un manuale sul monitoraggio. Il Consiglio nazionale sulla disabilità italiano ha edito, nell’ambito di un progetto finanziato dall’Anno europeo sulle persone con disabilità, un CD-ROM sugli strumenti di tutela dei diritti dei bambini con disabilità all’interno della Convenzione dell’ONU (2003).
[Leggi gli approfondimenti]
UNESCO
Un altro campo di azione per la tutela dei diritti umani delle persone con disabilità svolto dall’ONU è quello dell’educazione. L’UNESCO si è occupato specificamente dell’educazione delle persone con disabilità attraverso un approccio basato sull’educazione inclusiva, che affronta i bisogni educativi di bambini, giovani ed adulti con una specifica attenzione per quelli a rischio di esclusione ed emarginazione.
Già nel 1960 l’UNESCO aveva adottato una Convenzione contro le discriminazioni nel campo dell’educazione. In seguito i principi dell’educazione inclusiva sono stati adottati nella Conferenza mondiale sull’Educazione con bisogni speciali : “Access and Quality” (Salamanca, Spagna, 1994) dove venne approvata la Dichiarazione di Salamanca. L’UNESCO dedica appositi rapporti sull’implementazione delle attività di educazione inclusiva. Inoltre una apposita iniziativa è in atto: si tratta della Flagship Il diritto all’educazione per le persone con disabilità: Verso l’inclusione (The Right to Education for Persons with Disabilities: Towards Inclusion), disegnato come strumento per costruire strategie per sviluppare un’educazione inclusiva di elevata qualità. Il tema è stato ripreso sia nel Forum mondiale sull’educazione (Dakar, Senegal, 2000), sia nella conferenza di medio termine sull’educazione degli adulti (CONFINTEA, Bangkok, Tailandia, 2003), dove per la prima volta è stata sviluppata un’attenzione particolare agli analfabeti con disabilità.
Recentemente il Comitato internazionale di Bioetica dell’UNESCO ha licenziato la Dichiarazione universale di Bioetica e diritti umani, all’interno della quale sono state discusse anche temi legati alla tutela dei diritti umani in connessione alle nuove scienze biomediche, prestando attenzione anche alle persone con disabilità.
ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ
La sezione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che si occupa di disabilità legata alla riabilitazione è il DAR, Unità di disabilità e riabilitazione (Disability and Rehabilitation unit). Il DAR si occupa di sensibilizzare e trasferire i principi del modello basato sui diritti umani all’interno delle pratiche mediche legate al trattamento delle persone con disabilità. Infatti “nonostante i progressi degli ultimi anni molte persone con disabilità ancora non ricevono servizi di riabilitazione e non sono messi in condizione di partecipare in eguaglianza all’educazione, alla formazione professionale, al lavoro, al divertimento e altre attività nella propria comunità o nell’insieme della società. Tra coloro che hanno limitazioni all’accesso sono inclusi donne con disabilità, persone con gravi e multiple disabilità, persone con condizioni psichiatriche, persone che vivono con HIV, persone con disabilità povere e le loro famiglie”.
Dalla riabilitazione medica alla Riabilitazione su base comunitaria (Community-Based Rehabilitation – CBR), il DAR sottolinea che i principi dell’inclusione sociale sono alla base di qualsiasi intervento medico indirizzato a queste persone. Lo sradicamento del trattamento di istituzionalizzazione, l’intervento precoce di base dei trattamenti medico-riabilitativi, il coinvolgimento delle comunità nei percorsi di inclusione sociale e di sviluppo rappresentano un punto fermo della sua strategia di intervento.
UFFICIO INTERNAZIONALE DEL LAVORO
Anche l’approccio dell’Ufficio internazionale del Lavoro (International Labour Office, ILO) è basato sui principi di eguaglianza di opportunità, eguale trattamento, non-discriminazione e mainstreaming. Questi principi sono sottolineati nella Convenzione ILO n° 159/1983 riguardante la riabilitazione professionale e l’impiego, accompagnata dalla Raccomandazione n° 168/1983 sullo stesso tema ed altre Convenzioni dell’ILO sull’eguaglianza di opportunità. La stessa ILO ha promosso una campagna sul “decent work” per le persone con disabilità ed ha licenziato nel 2002 un Codice di buona pratiche per l’inserimento delle persone con disabilità nei luoghi di lavoro.
LA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ
A distanza di vari anni dall’approvazione delle REGOLE è emerso con chiarezza che tale strumento, non obbligante dal punto di vista legale, è solo un documento orientativo che, per quanto utile come standard internazionale di orientamento e di monitoraggio, accettato da numerosi paesi, risulta inadeguato a tutelare su base legale i diritti violati.
Per questo oggi è in discussione presso il Comitato Ad Hoc (CAH) dell’assemblea delle Nazioni Unite il testo di una Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità (da ora in poi Convenzione). La Convenzione si basa sull’applicazione dei principi di non discriminazione ed eguaglianza di opportunità alle persone con disabilità, spesso dimenticate nella trasposizione delle Convenzioni ONU all’interno delle politiche e legislazioni nazionali. La 8.a sessione del CAH (agosto 2006) probabilmente licenzierà il testo conclusivo della Convenzione, avviando il processo di approvazione all’assemblea Generale dellì’ONU e di successiva ratifica da parte dei paesi membri.
La discussione per una Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità sta facendo emergere che il movimento mondiale delle persone con disabilità e delle loro famiglie, per quanto variegato e diversificato, rappresenta uno dei pochi movimenti di emancipazione mondiali capaci di organizzarsi e contare a livello internazionale, regionale e nazionale. La tutela dei diritti umani delle persone con disabilità solleva principi e valori che parlano all’insieme dei popoli del mondo. Rivendicare i principi della non discriminazione e dell’egualizzazione delle opportunità, individuare gli obiettivi di mainstreaming delle politiche, dell’Universal design nelle progettazioni, del superamento di qualsiasi politica di segregazione e di istituzionalizzazione, costruire e sviluppare linguaggi e culture capaci di costruire società inclusive, che offrano a tutte le diversità umane la possibilità di essere tutelate e valorizzate, e di contribuire ad uno sviluppo inclusivo basato sulla pace e la giustizia sociale, sono valori che parlano a tutti i popoli del mondo. Le potenzialità della globalizzazione, finora limitata ad interessi economici e di mercato, che non tengono conto dei diritti umani, risultano evidenti se emerge con forza la necessità di una politica mondiale non decisa solo dai governi (e spesso da pochi governi), non determinata solo dagli interessi delle multinazionali e dei potentati economici, ma costruita con la diretta partecipazione delle persone, delle ONG, della società civile. L’ONU dei popoli è l’ONU che le persone con disabilità stanno dimostrando possibile proprio nella scrittura della Convenzione che tutela i loro diritti umani, in cui sono protagonisti al pari dei governi.
L’Organizzazione dell’ONU
I principali organi dell’ONU in materiale di diritti umani sono:
Corte Internazionale di Giustizia
Consiglio di Sicurezza
Assemblea Generale
Consiglio Economico e Sociale
Consiglio di amministrazione fiduciaria
Segretariato
Altri organi e programmi delle Nazioni Unite sono sotto il controllo di questi organi principali.
Sotto l’Assemblea Generale (General Assembly) vi sono i Comitati principali (Main Committees), altri comitati che si incontrano a sessione (Sessional Committees), Comitati permanenti (Standing Committees) e Comitati Ad Hoc (come il Comitato Ad Hoc incaricato di scrivere la nuova convenzione dui diritti delle persone con disabilità), così come altri comitati sussidiari. Sotto l’Assemblea Generale vi sono anche Programmi e Fondi, come Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (United Nations Development Program, UNDP) che gestisce il Fondo di Sviluppo per le Donne delle Nazioni Unite (United Nations Development Fund for Women, UNIFEM), l’Uffico dell’Alto Commissario per i Rifugiati (Office of the High Commissioner for Refugees, UNHCR), il Fondo delle Nazioni Unite per i fanciulli (United Nations Children’s Fund, UNICEF), ed il Programma mondiale per il Cibo (World Food Program, WFP). L’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (Office of the High Commissioner for Human Rights, OHCHR) è un organismo addizionale che si rapporta all’Assemblea Generale.
Sotto il Consiglio Economico e Sociale (Economic and Social Council) vi sono le Commissioni Funzionali (Functional Commissions) e le Agenzia specializzate (Specialized Agencies). Le Commissioni Funzionali includono la Commissione per lo Sviluppo sociale (Commission for Social Development), il Consiglio sui Diritti Umani (Council on Human Rights), la Commissione sulla condizione delle donne (Commission on the Status of Women), la Commissione sulla popolazione e lo sviluppo (Commission on Population and Development), la Commissione Statistica (Statistical Commission), la Commissione sulle Droghe Narcotiche (Commission on Narcotic Drugs), la Commissione sulla Prevenzione dei crimini e la Giustizia Criminale (Commission on Crime Prevention and Criminal Justice), e la Commissione sulla Scienza e la Tecnologia per lo Sviluppo (Commission on Science and Technology for Development). Le Agenzie Specializzate includono l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization, ILO), l’Organizzazione del Cibo e dell’Agricoltura (Food and Agriculture Organization, FAO), l’Organizzazione dell’Educazione, della Scienza e della Cultura delle Nazioni Unite (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, UNESCO), l’Organizzazione mondiale della Sanità (World Health Organization, WHO), UNICEF, il Gruppo della Banca Mondiale (World Bank Group), ed il Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund, IMF).
Sotto il Segretariato c’è l’Ufficio del Segretario Generale (Office of the Secretary General, OSG), e il Dipartimento degli Affari Economici e sociali (Department of Economic and Social Affairs (DESA). Sotto il DESA c’è la Divisione delle Politiche Sociali e di Sviluppo (Division on Social Policy and Development, DSPD), ed il Programma sulla Disabilità è gestito del DSPD.
Fonte: cnditalia nw076 (2006)


Newsletter della Storia dei Sordi n. 76 del 25 settembre 2006