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Istat, oltre 60mila gli insegnanti di sostegno ai disabili

Istat, oltre 60mila gli insegnanti di sostegno ai disabili . Di questi, 33.556 lavorano nella scuola primaria e 26.973 nella scuola secondaria di I grado.
Adnkronos. Roma, 19 gen. (Labitalia) – Sono oltre 60mila gli insegnanti di sostegno, considerando quelli a tempo indeterminato e determinato. Di questi, 33.556 lavorano nella scuola primaria e 26.973 nella scuola secondaria di I grado. Sono dati che l’Istat ha attinto dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur), e che riporta nell’indagine sul livello di integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di I grado, relativa agli anni scolastici 2008/2009.

”La legge finanziaria del 2008 – rileva l’Istat – ha stabilito che, a livello nazionale, deve esserci un insegnante di sostegno ogni due alunni con disabilità e ha limitato, contemporaneamente, l’accesso alle deroghe (legge 244/2007)”. Nonostante l’obiettivo nazionale sembri essere stato raggiunto, sussistono alcune differenze regionali: la Basilicata, infatti, ha un numero medio di alunni con disabilità per insegnate di sostegno più basso (pari a 1,4), seguita dalla Calabria (1,7).

Nel Lazio e in Abruzzo si riscontra, invece, un numero medio di alunni per docente più elevato, pari a 2,5. Le differenze regionali osservate sembrano confermare, in accordo con quanto già precedentemente osservato, la presenza di alunni con una maggiore complessità di bisogni. L’indagine dell’Istat mostra che, oltre agli insegnanti di sostegno, lavorano nelle scuole statali e non statali circa 13 mila assistenti educativi culturali (Aec), 700 comunicatori per sordi, 1.500 facilitatori della comunicazione e 20.289 collaboratori scolastici con assegnazione specifica per l’assistenza agli alunni con disabilità. L’analisi regionale della presenza di queste figure professionali, nelle scuole primarie e secondarie di I grado, evidenzia delle differenze sostanziali.

Le distribuzioni regionali della percentuale di scuole con almeno un alunno con disabilità mostra che al Nord è maggiormente presente l’Aec, mentre il collaboratore scolastico è più presente nelle regioni del Sud. Oltre il 50% delle scuole di entrambi gli ordini scolastici ha almeno un collaboratore con funzioni aggiuntive.

I livelli minimi si raggiungono nella Provincia autonoma di Trento, con solo il 5,4% delle scuole primarie e il 12,9% delle scuole secondarie di I grado; la Puglia, invece, ha la percentuale più alta, con il 68,6% delle scuole primarie e ben il 71% delle scuole secondarie di I grado. Per quanto riguarda l’Aec il valore medio nazionale è intorno al 35% delle scuole per tutti e due gli ordini, con il valore minimo di scuole con questa figura professionale in Calabria (9,2% delle scuole primarie e 10,6% delle scuole secondarie) e il valore massimo nelle Marche, con il 58,2% delle scuole primarie, e in Emilia-Romagna, con il 57,2% delle scuole secondarie di I grado.

Il differenziale Nord-Sud, secondo l’indagine Istat, persiste per entrambi gli ordini scolastici se si analizzano le scuole con almeno un alunno con sordità per presenza di almeno un comunicatore per sordi e le scuole con almeno un alunno con disabilità per presenza di almeno un facilitatore della comunicazione.

La Regione con la percentuale più alta di scuole primarie con alunni affetti da sordità e con almeno un comunicatore per sordi è il Veneto, con il 48,8% di scuole, mentre per la scuola secondaria è la Provincia autonoma di Trento, con il 50% delle scuole.

Le Regioni che hanno, invece, le percentuali più basse sono la Calabria (3,9% delle scuole primarie) e la Sardegna (5,9% delle scuole secondarie di I grado). La figura del facilitatore della comunicazione è quella che, tra tutte le figure professionali indagate, risulta la meno diffusa nelle scuole, vista la specificità di utenza verso la quale questa figura si rivolge (alunni con forti disabilità di tipo cognitive o alunni autistici). In Italia, la quota delle scuole primarie con questa figura professionale è pari al 5%, mentre quella delle scuole secondarie di I grado è pari al 6,1%. Il valore massimo si riscontra per le scuole primarie in Lombardia, con l’8,4% delle scuole, e nella Provincia autonoma di Trento, per le scuole secondarie di I grado (11,3%).

Il valore più basso si riscontra, per entrambi gli ordini, in Calabria con lo 0,6% di scuole primarie e il 2% delle scuole secondarie di I grado che prevedono nel loro organico questa figura professionale.

In Valle d’Aosta e in Molise, infine, non è presente in alcuna scuola né un comunicatore per sordi, né un facilitatore della comunicazione.


L’Istat diffonde i primi risultati dell’Indagine sugli alunni con disabilià nelle scuole primarie e secondarie di I grado, statali e non statali.

L’indagine si pone l’obiettivo di rilevare le risorse, le attività e gli strumenti di cui si sono dotati i singoli plessi scolastici per favorire l’inserimento scolastico degli alunni con disabilità negli anni scolastici 2008/2009 e 2009/2010 rispettivamente.

L’indagine si è svolta tra il 20 aprile e il 22 maggio del 2009 e tra il 26 aprile e il 30 maggio del 2010. Il tasso di risposta per l’indagine relativa all’anno scolastico 2008/2009 è stato del 77%, con 20.426 scuole che hanno compilato il questionario. Il tasso di risposta per l’indagine dell’anno successivo è stato dell’89%, con 23.451 scuole che hanno partecipato all’indagine.

Nella scuola dell’obbligo, negli ultimi 20 anni, si è assistito a una crescita progressiva dellapresenza di alunni con disabilità. Nell’anno scolastico 2009/2010 sono poco più di 130 mila; di questi, circa 73 mila sono studenti della scuola primaria e circa 59 mila della scuola secondaria di I grado.

 

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