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Vittorio Ieralla. Una commemorazione che lo sublima

Vittorio Ieralla: una commemorazione che lo sublima-

Nella notte fra il 24 e il 25 luglio 1982 moriva, a 78 anni, Vittorio Ieralla, dal 1950 Commissario e dal 1958 primo Presidente effettivo dell’Ente Nazionale Sordi, e ricorrendo ora, luglio 2012, il 30° anniversario di quella inattesa, anzi inusuale dipartita, vorrei ricordare ai miei contemporanei e ai posteri quanto accadde nel capoluogo friulano quel giorno (notte) di mezza estate, mentre gran parte dei sordi italiani che non si trovavano in Friuli, si accingeva – come succede, più caoticamente, pure oggi – a concedersi il riposo estivo. Ieralla, unico sordo italiano con laurea “honoris causa” conferitagli dall’Università Gallaudet di Washington, USA, aveva acconsentito, di buon grado a presenziare a quell’evento, essendo Pordenone a pochi chilometri dalla sua città natale, Trieste, dove amava ritornare nei momenti di relax.

Ieralla era lieto di partecipare, come ospite, a quell’importante manifestazione internazionale dei sordomuti, terza edizione annuale dei giochi estivi “senza barriere” e quel sabato 24 luglio, per l’inaugurazione di quella kermesse goliardica, in presenza di una grande moltitudine di sordi italiani, austriaci, jugoslavi tedeschi e di altrove, aveva espresso il suo augurio partecipativo, con un discorso in chiara lingua dei segni che aveva predisposto con spunti redatti su una paginetta di quaderno, scritti durante il suo viaggio in treno, proveniente da Roma.

Pordenone, sabato 24 luglio 1982: il discorso  di Vittorio Ieralla. Chi immaginava fosse il suo ultimo dialogo?

A sera, dopo il pranzo, per lui parco, consumato in compagnia degli organizzatori friulani, si era ritirato nella sua stanza d’albergo. Era stanco, ma diceva che il riposo lo avrebbe rimesso in forma per la cerimonia conclusiva di domenica 25 luglio.

Invece il mattino successivo Vittorio Ieralla è stato trovato senza vita, morto mentre dormiva.

Il tam-tam di quella incredibile tragedia, pur se erano di là da venire gli aggeggi comunicativi istantanei per sordi del Terzo Millennio, è rimbalzato con segnali indiani da un capo all’altro d’Italia e al suo funerale, martedì 27 luglio, con le esequie celebrate nel Duomo di San Marco, a Pordenone, una folla inebetita e commossa di sordi è giunta da ogni angolo della Penisola, chi in auto, chi in pullman (io con una folta rappresentanza di sordi milanesi), chi in treno, chi in aereo. Il Vice Presidente dell’ENS, Manlio Marcioni, coadiuvato da tutto il Consiglio Direttivo Centrale dell’ENS, rappresentò tutti i sordi, anche quelli che ancora non sapevano e non avevano potuto intervenire.

Il rito funebre fu officiato da Mons. Emilio Puricelli, assistente spirituale dei sordi di Milano, concelebrando assieme al Vicario vescovile di Pordenone. All’omelia, il sacerdote ha ricordato le parole di S. Paolo: «Non siate tristi come quelli che non hanno speranza!», e, infatti, i successori di Ieralla, da Furio Bonora, poi Armando Giuranna, quindi Ida Collu, hanno dato speranza e prospettive all’Ente Nazionale Sordi, ma a 30 anni dal 25 luglio 1982 occorre sollecitare nuove speranze, poiché le attuali prospettive sono più anguste di quanto erano trenta anni or sono, ma ricordare oggi Vittorio Ieralla da forza e fiducia.

Marco Lué – 25 luglio 2012 (30° anniversario della dipartita di Vittorio Ieralla) – nw117