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Il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi

Il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi e i Sordi.
Luigi Einaudi fu 2° Presidente della Repubblica Italiana eletto l’11-05-1948 per 7 anni.
Il Presidente della Repubblica riceve i dirigenti dell’Ente Nazionale Sordomuti. Lo ricorda la storia dei sordi. Profondo  e commosso di S.E. Luigi Einaudi per i nostri urgenti problemi. Nell’indimenticabile giorno 25 maggio 1949 alle ore 10,45 il Presidente della Repubblica ha ricevuto in udienza ufficiale a Palazzo del Quirinale la Commissione Esecutiva dell’Ente Nazionale Sordomuti nelle persone dei sigg. Ali Vincenzo,  Brocchi Gino, Broggi Enrico, Carli Edgardo, Comitti Carlo, De Carlis Giovanni, Ieralla Vittorio, Magarotto Antonio, Rubino Francesco e il Segretario Generale Magarotto Cesare.
Erano presenti anche l’On. Chiostergi vice presidente della Camera dei Deputati e il Senato Quinto Tosatti in rappresentanza del Gruppo Parlamentare Misto degli Amici dell’Ente e il dr. Franco Schepis per la R.A.I.
L’udienza è durata 53 minuti.

Certezza
L’udienza concessa oggi del presidente della Repubblica S.E. Einaudi alla Commissione esecutiva dell’E.N.S. è già sulle pagine d’oro della storia del Sordomutismo Italiano. Con essa si pone dine a un periodo del nostro lavoro che iniziato dai Congressi di Roma e di Milano del 1946 era proseguito fino a ieri fra speranze e delusioni, in slanci costruttivi e in soste penose.
Uscendo dal Palazzo Quirinale la fede si è riaccesa piena e viva in tutti noi e da oggi la nostra lotta, che è poi quella dei 45 mila sordomuti italiani, si riprende ma stavolta, spoglia di tutti i lati drammatici, si avvia con sicurezza spedita su una strada che ormai non potrà che portare al successo definitivo al riconoscimento, cioè, dei diritti della categoria minorati dell’udito, per 65 anni vanamente perseguiti.
Di questa prossima grande vittoria non abbiamo, per davvero, più dubbi, di quei dubbi che tanto ci tormentavamo e facevano volontà, e ciò per merito del premé Cittadino della Repubblica.
S.E. Einaudi ha ascoltato in raccolta attenzione la nostra parola che diceva il tormento e la sofferenza di tanti nostri fratelli, ed esponeva i loro bisogni complessi, in uno con la situazione disperata di migliaia altri fratelli sparsi in parti arretrate d’Italia, ed affermava le loro aspirazioni legittime a una vita di tenore uguale a quello dei normali.
Ha ascoltato in piedi, a lungo, per 55 minuti, lasciandoci intravedere dagli occhi la Sua commozione profonda e dai cenni di testa la sua totale,c umana comprensione. Poi ha parlato: poche parole ma preziose che ci assicuravano formalmente del Suo appoggio incondizionato per la nostra Causa.
Non dubitiamo più.
Il problema dei sordomuti non era ben conosciuto nella sua estensione e profondità umana e sociale. Ora lo è e lo sarà per tutti, S.E. il Presidente lo farà conoscere a chi deve provvedere appoggiandolo con tutta la Sua alta Autorità.
Non ci rimane quindi che attendere, attendere fiduciosi con nel cuore la visione della figura austera e pur tanto paterna del Presidente Einaudi nella grandiosa cornice del Quirinale mentre ci ascolta benevolo e comprensivo e ci stringe la mano incoraggiante.
Nel rinnovare da queste colonne il nostro commosso grazie ed il nostro riverente saluto a nome di tutti i fratelli a S. E. Einaudi, ricordiamo con piena gratitudine il Gruppo misto di Senatori e Deputati <<Amici dei sordomuti>> della cui efficienza come strumento di lotta per la risoluzione della nostra Causa, si è avuta brillante prova nella introduzione dell’On. Chiostergi davanti allo stesso Presidente, che è stata una chiara e fierissima difesa dei diritti dei sordomuti italiani.
In questi istanti di profonda commozione , dimenticando tutte le precedenti, amarezze e alla soglia della vittoria luminosa, accomunando nella gioia tutti quanti hanno duramente lottato a fianco dei sordomuti per la loro redenzione: da Micheloni a Prestini, da Ferreri a Terruzzi, un grido ci sale spontaneo dal cuore: W la Repubblica Italiana! (Francesco Rubino, 1949)
Udienza al Quirinale
S.E. il Presidente della Repubblica ha ricevuto i Dirigenti dell’Ente Nazionale Sordomuti nel suo studio al Quirinale.
Dopo le presentazioni l’On. Chiostergi e il Sen. Tosatti hanno esposto a S. E. Einaudi l’attuale stato giuridico delle pratiche riguardanti l’Ente, ricordando il contributo straordinario promesso sin dallo scorso dicembre da S.E. il Ministro dell’Interno e che non è ancora stato liquidato.
Il Membro sig. Ali ha presentato a nome dell’Ente e di tutti i sordomuti italiani i dischi con incisa la trasmissione radio << A colloquio coi sordomuti >> che la R.A.I. ha messo in onda il 25 marzo u.s. e che ha trovato tanto risalto nella stampa nazionale. I dischi erano racchiusi in uno speciale <<album>> in pelle che portava la seguente scritta in oro: << A. S.E. il Presidente della Repubblica l’Ente Nazionale Sordomuti >>.
Il dr. Schepis della R.A.I. ha detto, dal punto di vista giornalistico, dell’importanza del problema sociale del sordomuto, e il Membro Ieralla ha presentato a S. E. il Presidente un memoriale in cui la Commissione esponeva la situazione attuale dei sordomuti italiani e la necessità di immediata soluzione, per cui l’Ente necessità di adeguati mezzi finanziari.
Il Cav. Uff. Antonio Magarotto ha con commoventi parole ricordato la storia di lotte che i sordomuti sostengono da 75 anni e le conquiste raggiunte dalla legge sull’obbligo scolastico (1923) alla legge del ’42 che istituisce l’Ente e dopo aver esposto le condizioni di migliaia di sordomuti ha chiesto al Presidente a nome di tutti il suo alto intervento perché il problema sia prontamente risolto, mentre il Membro Carli ha voluto sottolineare la particolare situazione dei sordomuti lavoratori.
S.E. Einaudi era visibilmente commosso e ha desiderato ascoltare, seduta stante, alcuni dei dischi che gli erano stati offerti interessandosi di molti particolari e chiedendo delucidazioni su vari punti del memoriale presentato che gli sono stati forniti dall’On. Chiostergi e dal Segretario Generale dell’Ente, Cesare Magarotto.
Il membro De Carlis ha con ispirate parole posto in rilievo i sentimenti e le aspirazioni dei sordomuti e il Membro Brocchi ha voluto richiamare l’attenzione dei presenti e di S.E. su una scritta incisa sul soffitto dorato della sala: <<Sopra ogni Legge la coscienza regge>> applicabile in modo particolare al caso dei sordomuti.
L’On. Chiostergi ha riassunto tutta la discussione assicurando di continuare per parte sua e a nome dei Colleghi del Gruppo Parlamentare dell’opera intrapresa per la completa soluzione delle pratiche burocratiche e perché siano dati all’Ente i mezzi necessari per poter raggiungere i fini di cui all’art. 2 della legge istitutiva l’Ente stesso.
S.E. Luigi Einaudi, come toccato nel vivo dei suoi sentimenti paterni e compreso dell’alto senso sociale che anima  l’Ente e suoi dirigenti, dopo aver espresso il suo compiacimento per il programma di elevazione culturale e professionale che tende a immettere tutti i sordomuti nella vita produttiva della Nazione, ha assicurato il Suo personale interessamento perché l’Ente possa raggiungere con la particolare urgenza che il caso richiede, i suoi alti fini.
S.E. il Presidente ,  accondiscendendo al desiderio manifestato a nome dei presenti dal Brocchi, è uscito assieme alla Commissione sul terrazzo del Quirinale per una ripresa cinematografica fatta dall’INCOM (Fonte: Rinascita, maggio 1949).