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L’udienza speciale di Francesco con i sordi e i ciechi

Papa: malati e disabili privilegiati da Gesù. I malati e i disabili sono i privilegiati da Gesù. E’ quanto affermato da Papa Francesco nell’udienza di stamani (29 marzo, n.d.r.) in Aula Paolo VI incontrando migliaia di ciechi e di sordi, accompagnati dal Movimento Apostolico Ciechi e dalla Piccola Missione Sordomuti. Il Papa ha ribadito che bisogna favorire la cultura dell’incontro per sconfiggere la cultura dell’esclusione e del pregiudizio.

L’amore di Gesù vince gli ostacoli della disabilità. Papa Francesco ha voluto soprattutto testimoniare questo alle persone sordo-mute e ai ciechi convenuti in Aula Paolo VI. Con loro, erano presenti i familiari e gli accompagnatori che ogni giorno si prendono cura di loro. E non potevano mancare neppure i cani-guida, davvero i migliori amici di tanti ciechi, che senza il loro aiuto non potrebbero neppure uscire di casa.

L’umanità, difficile e straordinaria, racchiusa nella vita di queste persone è emersa nelle due testimonianze che hanno preceduto il discorso del Pontefice e che lo hanno visibilmente toccato. Il responsabile della Piccola missione sordomuti ha, in particolare, sottolineato le difficoltà che purtroppo i disabili incontrano anche nelle parrocchie: “Nelle nostre parrocchie e nelle diocesi di tutto il mondo quanti sono i sordi che trovano chiuse le porte della Chiesa? Non c’è chi parla la lingua dei segni per loro; non c’è chi può scrivere con i sottotitoli. Affidiamo nelle sue mani Santo Padre tutta la realtà ecclesiale delle persone sorde e le chiediamo di indicarci in questo storico incontro un segno ed una via di comunicazione con la Chiesa universale”.

E il Papa ha proprio svolto il suo discorso sulla sfida della comunicazione per queste persone e ancor più sulla testimonianza del Vangelo “per una cultura dell’incontro”. Francesco è tornato a riflettere sull’incontro tra Gesù e la Samaritana, narrato dal Vangelo di domenica scorsa, ed ha subito osservato che il Signore amava incontrare persone “emarginate, escluse e disprezzate” come lo erano i samaritani dagli ebrei: “Ma pensiamo a tanti che Gesù ha voluto incontrare, soprattutto persone segnate dalla malattia e dalla disabilità, per guarirle e restituirle alla piena dignità. E’ molto importante che proprio queste persone diventano testimoni di un nuovo atteggiamento, che possiamo chiamare cultura dell’incontro”.

Esempio tipico, ha detto, è la figura del cieco nato, che ci verrà ripresentata questa domenica, nel Vangelo. Quell’uomo, ha rammentato, “era cieco dalla nascita ed era emarginato in nome di una falsa concezione che lo riteneva colpito da una punizione divina”: “Gesù rifiuta radicalmente questo modo di pensare – ma che è un modo veramente blasfemo! Gesù rifiuta questo – e compie per il cieco ‘l’opera di Dio’, dandogli la vista. Ma la cosa notevole è che quest’uomo, a partire da ciò che gli è accaduto, diventa testimone di Gesù e della sua opera, che è l’opera di Dio, della vita, dell’amore, della misericordia”.

Mentre i capi dei farisei,” dall’alto della loro sicurezza”, giudicano sia lui che Gesù come “peccatori”, ha avvertito Francesco, “il cieco guarito, con semplicità disarmante, difende Gesù e alla fine professa la fede in Lui, e condivide anche la sua sorte”: entrambi vengono esclusi. Tuttavia, ha soggiunto, “in realtà, quell’uomo è entrato a far parte della nuova comunità, basata sulla fede in Gesù e sull’amore fraterno”: “Ecco le due culture opposte.

Video integrale 50 minuti (con sottotitoli)

La cultura dell’incontro e la cultura dell’esclusione, la cultura del pregiudizio (…) La persona malata o disabile, proprio a partire dalla sua fragilità, dal suo limite, può diventare testimone dell’incontro: l’incontro con Gesù, che apre alla vita e alla fede, e l’incontro con gli altri, con la comunità. In effetti, solo chi riconosce la propria fragilità, il proprio limite può costruire relazioni fraterne e solidali, nella Chiesa e nella società”. “Lasciatevi incontrare da Gesù”, ha concluso il Papa, solo Lui può liberare il cuore “dalla chiusura e dal pessimismo sterile e aprirlo alla vita e alla speranza”.
Fonte: lavvenire.it

L’udienza del Papa ai sordi e ai ciechi
Papa Francesco ha parlato questa mattina a migliaia di ciechi e sordi, ricevendo in udienza nell’Aula Paolo VI il Movimento Apostolico Ciechi e la Piccola Missione Sordi. Davanti a loro, e ai loro familiari e accompagnatori, il Pontefice ha ripreso l’episodio evangelico del dialogo tra Gesù Cristo e la samaritana, sottolineando come il Signore privilegiasse le persone «emarginate, escluse e disprezzate».

IL CIECO NATO. «Pensiamo a tanti che Gesù ha voluto incontrare», ha detto papa Francesco, «soprattutto persone segnate dalla malattia e dalla disabilità, per guarirle e restituirle alla piena dignità». Proprio queste persone, ha spiegato il Santo Padre, «diventano testimoni di un nuovo atteggiamento, che possiamo chiamare cultura dell’incontro». Il Pontefice ha quindi preso a esempio il cieco nato, il cui incontro con Cristo sarà riproposto nel Vangelo di domenica: «Era cieco dalla nascita ed era emarginato in nome di una falsa concezione che lo riteneva colpito da una punizione divina», ha ricordato il Papa, sottolineando che Gesù invece «rifiuta radicalmente questo modo di pensare – ma che è un modo veramente blasfemo! Gesù rifiuta questo – e compie per il cieco “l’opera di Dio”, dandogli la vista. Ma la cosa notevole è che quest’uomo, a partire da ciò che gli è accaduto, diventa testimone di Gesù e della sua opera, che è l’opera di Dio, della vita, dell’amore, della misericordia».

LE DUE CULTURE. Al contrario i farisei, ha proseguito il Santo Padre «dall’alto della loro sicurezza» giudicano «peccatori» tanto il cieco nato quanto Cristo. È questo il momento il momento della testimonianza. Infatti «il cieco guarito, con semplicità disarmante, difende Gesù e alla fine professa la fede in Lui, e condivide anche la sua sorte», cioè l’esclusione, ha detto papa Francesco. Ma per questo ha ricevuto un premio molto più importante dell’approvazione dei farisei, perché «in realtà, quell’uomo è entrato a far parte della nuova comunità, basata sulla fede in Gesù e sull’amore fraterno», ha detto il Pontefice. «Ecco le due culture opposte. La cultura dell’incontro e la cultura dell’esclusione, la cultura del pregiudizio». E proprio i fragili e gli esclusi, ha ribadito in conclusione il Papa, sono i privilegiati da Cristo: «La persona malata o disabile, proprio a partire dalla sua fragilità, dal suo limite, può diventare testimone dell’incontro: l’incontro con Gesù, che apre alla vita e alla fede, e l’incontro con gli altri, con la comunità. In effetti, solo chi riconosce la propria fragilità, il proprio limite può costruire relazioni fraterne e solidali, nella Chiesa e nella società». Infine l’esortazione: «Lasciatevi incontrare da Gesù», l’unico che libera il cuore «dalla chiusura e dal pessimismo sterile e aprirlo alla vita e alla speranza»
Fonte: tempi.it

PER SAPERE DI PIU’
Il testo del discorso ufficiale di Sua Santità Francesco

«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini