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1865 – Pio Istituto Sordomuti di Pavia

Il Monsignor Angelo Ramazzotti, vissuto nel XIX Secolo e che fu Vescovo di Pavia e poi Patriarca di Venezia, ebbe a cuore l’istruzione dei sordi e nel 1854 iniziò a trattare con le autorità della “Luogotenenza” di Milano per realizzare un progetto tendente all’apertura di una scuola per “sordomuti poveri”.

I sordi delle famiglie di condizione agiata, già allora potevano essere ammessi all’Istituto Sordomuti di Milano e ricevere un’istruzione scolastica. L’ammissione di alunni sordomuti di Pavia all’istituzione milanese era permessa in onore di Gerolamo Cardano (1501-1576), medico e matematico pavese di nascita, il primo educatore di sordomuti, in Italia, di cui si abbia notizia, che ha lasciato degli scritti relativi al loro insegnamento.

Non ebbe l’appoggio dell’autorità governativa, ma la prima scuola fu comunque aperta, le spese le sostennero le religiose Canossiane. La struttura scolastica era riservata alle sordomute e fu aperta a Pavia nel 1856 sotto la direzione del sacerdote Luigi Paoli.

Nel 1865 fu fondato, dal conte Carlo Arnaboldi Gazzaniga, il “Pio Istituto Sordomuti di Pavia” e la commissione, presieduta dall’Arcidiacono Monsignor Gandini, ne ha quindi approvato la realizzazione. Si deve al benemerito Conte Carlo Arnaboldi Gazzaniga il dono della casa per la sede della sezione maschile, in Corso Garibaldi n. 62.

L’Opera Pia ricorda tuttora il suo benefattore, Gazzaniga, ed anche il promotore Monsignor Ramazzotti.

La prima scuola per sordomuti in Pavia ebbe origine nel 1856, ma l’investitura ufficiale dell’Opera avvenne nel 1865.

L’Istituto fu poi eretto in Ente morale, IPAB, con Regio Decreto del 9 agosto 1869, e relativo Statuto.

Per incrementare i soggetti bisognosi dell’istruzione speciale fu acquistata l’area nella stessa Via Garibaldi, dal n. 69 al n. 71 ed iniziarono i lavori di adattamento funzionale dell’Istituto, inaugurato solennemente nel 1911.

La sezione femminile dell’Opera Pia venne affidata, in convenzione, alla direzione delle Suore Canossiane.

Nei primi tempi fu applicato il “metodo mimico-gestuale”, e adottato fino al 1880, poi l’Istituto dovette adeguarsi al “metodo orale e della lettura labiale”, e nell’attività pedagogico-didattica seguì scrupolosamente le discipline stabilite dalla nuova legge sull’istruzione obbligatoria per sordi e ciechi (1923) ed il medesimo Istituto fu riconosciuto “scuola pubblica parificata” con decreto governativo del 1929.

L’Istituto di Pavia, per esigenze metodologiche, collaborò con il “Pio Istituto Sordomuti Poveri di Campagna” di Milano e con l’ “Istituto Statale di Milano” per rendere sempre più proficua l’istruzione ai sordi.

In tempi recenti, come tutte le scuole speciali d’Italia, anche l’Istituto di Pavia ha trovato difficoltà amministrative, dovute alla diminuzione dei sordi che chiedevano l’istruzione specializzata, per l’inserimento indiscriminato nelle scuole pubbliche.

L’attività didattica, all’Istituto di Pavia, è cessata negli anni settanta e gli ultimi alunni furono d dirottati agli Istituti limitrofi.
Ora nella “città di Gerolamo Cardano”, il primo promotore dell’istruzione ai sordomuti in Italia, non esiste più la scuola per i sordi come non esistono il centro trattamento rieducazione ambulatoriale, audiofonologico, che invece di smantellarlo, sarebbe stato più sensato trasformarlo.

Nel 1989, l’Istituto fu costretto ad estinguere l’«Opera Pia» a norma della Legge n.72/81 della Regionale Lombarda, e il suo patrimonio è stato suddiviso fra il Comune di Pavia e l’Ente Nazionale Sordomuti, Sezione Provinciale, quest’ultima porta avanti l’attività a favore dei sordi in ossequio delle “volontà dei Benefattori” che hanno permesso la fondazione dell’Istituto Sordomuti, sorto esclusivamente con lasciti e donazioni di privati allo scopo preciso dell’assistenza e dell’istruzione dei sordomuti”. Negli anni novanta l’ENS ha accettato la donazione, per rispetto alle intenzioni dei nobili benefattori e per proseguire le funzioni previste dallo Statuto dell’Ente, ed anche per proseguire la storica opera del “Pio Istituto Sordomuti di Pavia”.

Un particolare ricordo va riservato al «Cav.Uff.» Furio Bonora, allora presidente nazionale dell’ENS, che oltre ad essere stato allievo, fu pure educatore dei sordi presso Istituto, nel campo didattico dell’arte e del disegno. L’attività sportiva dei sordi pavesi è intitolata a Pietro Celada, uno dei più noti maestri di quel medesimo istituto, di cui Bonora fu suo allievo, e qui lo si vuole nominare per renderne efficace memoria.

Note riepilogative:
1856 – Apertura della prima scuola per le sordomute ad opera di Mons. Ramazzotti presso le suore Canossiane. Era usato il metodo mimico-gestuale;
1865 – Istituzione del Pio Istituto con la donazione del conte Arnaboldi Gazzaniga.
– Nuova Sezione maschile e femminile in Corso Garibald a Pavia;
1869 – Erezione in Ente morale e primo statuto approvato con R.D. 9.8.1869.
1881 – Applicazione del metodo orale e della lettura labiale.
1911 – Ampliamento funzionale della sede scolastica del Pio Istituto di Pavia;
1929 – Riconoscimento della scuola pubblica parificata per sordi;
1975 – Cessazione dell’attività didattica all’Istituto pavese;.
1989 – Estinzione dell’Opera Pia “Pio Istituto Sordomuti di Pavia”.

Direttori didattici del Pio Istituto
De Paoli, Sac. Luigi 1856 –
Ricordi Annibale 1877 – 1884
Scuri Ernesto 1884 – 1891
Montorzi Federigo 1933 – 1947
Bassano Lunati 1947 – 1968
Biscaro Bartolomeo 1968 – 1972.

is044 (2002) Autore Franco Zatini

1865 Pio Istituto Sordomuti Pavia

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