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I Sordi personaggi del pianeta sconosciuto

Agostino Randazzo ha raccolto in un elegante volume, quasi trecento pagine “una lunga storia di sordomuti dal 1800…la parola, l’azione, la scuola, il lavoro, l’assistenza, il servizio”, stampato a cura della Sezione ENS di Torino, che ha fruito di un adeguato contributo della Provincia torinese. Nel libro, che nell’intenzione dell’autore vuole far conoscere le culture di due mondi, del silenzio e del suono, sono ricordati i protagonisti sordomuti che hanno vissuto la storia associativa dal 1800. I dati, suddivisi per contenuto, sono stati propiziati dalla raccolta di manoscritti di Giuseppe Granaglia (1882-1970), che la figlia di lui, Margherita, aveva gelosamente conservato dopo la scomparsa di suo padre e successivamente affidato al presidente provinciale dell’Ente Nazionale Sordomuti.


I Sordi personaggi del pianeta sconosciuto di Giuseppe Granaglia. Una luna storia di sordomuti dal 1800… la parola, l’azione, la scuola, il lavoro, l’assistenza, il servizio. A cura di Agostino Randazzo. (Torino, 1999, Tip. Proprio, Sezione Provinciale ENS di Torino, pp.288)

Nella presentazione del suo libro, Agostino Randazzo spiega che questo nuovo volume da lui ultimato è il completamento di un precedente testo, «La strada del Silenzio. Dalle origini ai giorni nostri», stampato nel 1995, dove l’autore aveva raccolto altri dati storici importanti, ma sentiva che mancava qualcosa di più concreto e profondo, di un personaggio sordo che ha avuto una diretta funzione negli avvenimenti storici raccolti in quel primo libro. Per questo, Randazzo si rivolse a Margherita Granaglia, dalla quale ebbe altre testimonianze del lavoro svolto da suo padre, e da questi altri documenti è stato realizzato il nuovo, prezioso volume che vuole essere, soprattutto per i sordi delle ultime generazioni, uno strumento di riflessione affinché “…le buone intenzioni, animate da alcuni sordi, non vadano distrutte nei giovani” (da un’intervista rilasciata da Margherita Granaglia). Randazzo, dopo avere composto la presentazione del libro, ha chiesto e ottenuto una premessa dal presidente regionale dell’ENS, Giovanni Gamba, quindi una prefazione da Augusto Munaron, consulente attuale dell’ENS Provinciale e direttore dell’IPSIA “A. Magarotto” di Torino, per anni educatore e poi preside dell’Istituto Professionale di Stato per sordi del capo00luogo piemontese, quindi anche un’intervista a Margherita Granaglia, e per concludere una sintesi degli auspici dei responsabili del “Circolo ENS Granaglia”, dell’associazione “3a Età P. Basso” e del “Gruppo Sportivo Sordoparlanti Torino”, quindi ha dato alle stampe il volume, che incomincia con un “Cenno storico” di certo cittadino Francesco Carrega, che nel 1802 doveva ritenersi personaggio influente nel campo scolastico, in un periodo di analfabetismo generalizzato, in grado d’affermare che “…I sordomuti di nascita sono incapaci di memoria e di raziocinio, superiori di assai poco agli animali…”. Fortuna che non tutti credevano come quel tipo. Il grande pittore Goya disegnò in quegli anni uno studio per alfabeto manuale per i sordi, e nel 1835, l’Istituto Assarotti inaugurò la scuola per sordi a Torino.
Nel 1880 il Congresso di Milano degli “Educatori di Sordomuti” sancì che i sordi dovessero essere educati al verbalismo, non alla lingua dei segni, ed anche se è occorso più d’un secolo per capire che la prima lingua dei sordi è visiva e non sonora, si era già sulla via della redenzione dei sordomuti. La raccolta degli scritti di Granaglia inizia con una sua relazione del 1818 “Sull’origine della Società di Mutuo Soccorso fra I sordomuti in Italia”, dove riconosce che il primo sodalizio costituitasi fu la “Girolamo Cardano” di Milano, fondata nel 1874, ma la seconda, e poteva essere prima senza una serie di contrattempi, nacque a Torino sette anni più tardi. Nel 1918 si contavano in Italia solo cinque società di Mutuo Soccorso fra i sordomuti di allora, ma per le necessità dell’istruzione, della sanità, della disoccupazione, dell’inabilità e della vecchiaia, il lungimirante Granaglia si augurava che dovessero sorgere società di sordomuti almeno una in ogni Provincia. Giuseppe Granaglia, che perse l’udito a 14 anni, fu uno dei precursori dell’antiemarginazione dei sordi, ed era convinto che la cultura, quindi l’adeguata istruzione, poteva eliminare il divario fra sordi e udenti. Nel suo libro, “I sordi personaggi del pianeta sconosciuto”, Randazzo suddivide in diciannove “Parti” l’impegno politico e sociale di Giuseppe Granaglia. Nella prima parte, sono raccolti quegli scritti che spiegano perché il Granaglia decise di impegnarsi verso i sordomuti, ed è sintetizzato in tre motivazioni: per avere una sede propria, per riuscire a far assumere al lavoro i sordi, per avere aiuto da chi comprendeva i bisogni più urgenti dei sordomuti. Nella seconda parte, è sostenuta con decisione la necessità dell’istruzione obbligatoria per tutti i sordi, quindi si addentra nella vita quotidiana delle associazioni di sordi che si costituiscono un po’ ovunque, partecipa a convegni ed espone le proprie convinzioni. I presidenti dell’associazione torinese cambiano ad ogni tornata elettiva, l’unico inamovibile è il “segretario Giuseppe Granaglia”. Questi si batte nei congressi, con i cervelloni udenti, per l’abolizione dell’articolo 340 del Codice Civile, che poneva il sordomuto, perché tale, sotto tutela. Al V° Convegno nazionale dei sordomuti, Torino 1928, egli espone agli esperti udenti la sua tesi su “Quali sono i lavori indicati e controindicati per la categoria dei sordi”. Successivamente, esalta la politica italiana che ha reso obbligatoria l’istruzione per i sordomuti. Incappa in una convinzione radicata a quei tempi, che oggi appare non consona: “Un passo avanti lo stanno facendo le scuole, sostituendo al linguaggio a gesti, quello parlato”. Nella “Relazione del XXII Anno Sociale”, aprile 1941, Granaglia accenna per la prima volta alla Guerra in atto, «Consoci,…l’Italia è tutta protesa verso l’immancabile Vittoria finale…», quindi nella relazione successiva dell’anno seguente, modifica anche il prologo consueto riferito ai soci con l’imposizione «Camerati!» e, prima di riferire sulla situazione associativa, «…sentiamo il dovere di rivolgere il pensiero ai nostri valorosi soldati di terra, di mare e dell’aria…». Il bilancio sociale, nonostante tutto, è ancora in attivo, con un capitale di £. 49.531,30, cifra rassicurante per quei tempi. Anche nella primavera dell’anno successivo, 1943, Granaglia inizia la relazione sociale rivolgendosi ai “Camerati”, ma della guerra non dice nulla, solo un lieve accenno (“…non ostante i tempi attuali…” ), quindi il capo successivo è del 23 settembre 1946, I° Congresso Nazionale UFSI, Unione Federativa Sordomuti Italiani, dove è stato designato a tenere una relazione, e naturalmente a fungere da segretario, e si rivolge ai sordi presenti con: «Amici!, di tutte le plaghe di questa Italia liberata e martoriata… ricordando che, come le fedi nuziali, i tiranni avevano imposto, per la Patria, di consegnare anche il vessillo sociale e per finire, pure privarsi, per legge, del modesto e sofferto capitale sociale. Per la prima volta in quel Congresso del primo dopoguerra,, si accenna all’unificazione dei sordi nell’Ente Nazionale Sordomuti, che nella relazione dell’aprile 1950 «…è finalmente entrato nella fase decisiva» e ricorda a tutti i sordomuti il dovere,«… anzi l’obbligo, di essere tesserati, perché solo in questo modo si dimostra fattivamente la nostra forza!». Il Volume si conclude con la “Prima Giornata Internazionale del sordo nel mondo», organizzata a Torino il 28 settembre 1958 e con un articolo di Granaglia, «I sordomuti possono raggiungere un livello di istruzione pari a quello di qualsiasi altra persona».
Alla fine del libro, pagina 281, Agostino Randazzo, quando già le bozze erano in tipografia per la stampa, ha fatto inserire un commovente commiato per la improvvisa scomparsa di Margherita Granaglia, 73 anni, avvenuta il 13 settembre 2000. Margherita aveva collaborato attivamente con Randazzo per la preparazione del libro, era ansiosa di vederlo stampato, ed invece il libro ha incluso il suo elogio commemorativo. rc008 (1999)


Coloro che desiderano avere questo volume rivolgersi alla Sezione Provinciale ENS di Torino (Deaf Village Prinotti) email: torino@ens.it