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Moroni Ivano – L’eredità di un esempio morale

Ivano Moroni, nato a Luino 72 anni fa ma residente a Milano dalla tenera infanzia, ha trascorso altre mezzo secolo come socio, atleta, dirigente e negli ultimi anni presidente della Società Sportiva Silenziosa, nota in tutta la Penisola come la sigla “SSS”, fondatrice dello Sport Silenzioso Italiano e capostipite delle società sportive silenziose. Nel 1995 dopo la serie di manifestazioni sportive per i 70 anni di vita della “Silenziosa”, che corrispondevano anche con le sue settanta primavere, aveva deciso di ritirarsi dalla carica di presidente e anche da dirigente del sodalizio milanese: diceva che era vecchio per guidare i giovani…! Tuttavia, uscito dalla porta, rientrava costantemente dalla finestra e lo si ritrovava sempre nell’ufficio della società sportiva, di cui era consigliere “onorario” e primo tifoso.

Ivano Moroni
Ivano Moroni

C’è voluta un0auto impazzita guidata da uno sconsiderato e incosciente automobilista, venerdì 10 ottobre 1997, alle ore 18.30, in Via Varesina a Milano, proprio di fronte al negozio di “Targhe e timbri Moroni”, che era il vanto professionale di Ivano, sordo profondo dalla nascita ma attivo ed “inserito” socialmente a tutto campo, per chiudere improvvisamente il capitolo della sua vita di vero Sportivo e di vero Uomo. Tutti coloro che lo hanno conosciuto ricorderanno qualche aneddoto che evidenziano la profonda umanità di Ivano Moroni. Quando, nel 1990, gli fu conferito il cavalierato per meriti sportivi, commentò con bonomia “…mi hanno fatto cavaliere senza spiegarmi come si conduce un cavallo!”. Io in particolare, che ho avuto in Ivano non solo un Amico sincero che mi è stato vicino sia nei momenti felici (testimone ai due matrimoni), sia quando il Mondo era parso crollarmi addosso (la scomparsa prematura della mia prima moglie), ma anche un attento collaboratore ed un pacato interlocutore nei molti anni trascorsi con lui alla guida della Società Sportiva Silenziosa milanese: ricordo molte discussioni, anche accese quando le nostre idee non collimavano!, ma mai abbiamo litigato, accettavamo il voto della maggioranza e ci rispettavamo a vicenda consapevoli della buona fede di entrambi. Ora che Ivano non c’è più, che i ricordi di una vita trascorsa per un ideale umano e sportivo comune restano scolpiti e indelebili nella memoria, cosa si può dire alla moglie Giovanna, ai figli Gianmario e Atonia, ai nipotini Ludovica, tre anni, Edoardo di due e Flavio, otto mesi, che devono ancora scoprire gli affanni di esistere? Le parole servono a poco, ma il vuoto che in questo momento Ivano ha lasciato sarà colmato in parte da quanto egli ha seminato con il suo esempio di elevata moralità.

ps025 (1997)