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Alì Vincenzo. Uno dei primi massimi dirigenti dell’Ente Nazionale Sordomuti.

“Nell’affascinante storia dell’Ente Nazionale Sordomuti nessuno deve dimenticare un personaggio o un protagonista anche se il meno noto[1]”
Alì Vincenzo. Ottimo consigliere. Vinto da un male insidioso, stoicamente e silenziosamente sopportato, piamente nel bacio del Signore si è spento serenamente il 16 aprile 1953, il nostro carissimo Vincenzo Alì, che ci fu sempre vicino con quella purezza di animo che gli fu compagna affettuosa di tutti i giorni.
Se n’è andato un grande Amico, un Consigliere comprensivo ed affettuoso, che con la sua fede nella bontà e nella fraterna umane ha dato la fiducia e la speranza nel domani a tanti e tanti fratelli del silenzio, lui che credeva alla bellezza ed alla bontà della vita terrena e che ha dato loro tutto il bene che poteva dare.

Nato 68 anni fa, divenne sordo quando già aveva finito le elementari e per completare gli studi venne ammesso al Pio Istituto Sordomuti di Milano, dove trovò in Mons. Luigi Casanova[2] quel confronto e quell’aiuto che gli valsero a lenire la desolante tristezza del silenzio ed a ritrovare quella serenità dello spirito che poi conservò immutabilmente sino alle soglie della morte.
Quando uscì dall’Istituto, del quale serbò per tutta la vita imperitura gratitudine, sentiva in animo l’impellente bisogno di dedicarsi al bene dei suoi fratelli del silenzio ed appassionato ardore, sorretto
da quella sua fede di cristiano fervente che gli è stata sempre di grande aiuto e di giovamento spirituale.
Frequentò l’Associazione Benefica Sordoparlanti[3], fondata dallo stesso Mons. Casanova, ed imparò a conoscere più da vicino i bisogni, i tormenti e le miserie di tanti sordomuti che all’Associazione non invano risolsero. Quando ebbe 33 anni, divenne Vice Presidente della stessa Associazione, poi diventare Presidente (a quei tempi il Presidente era udente), carica che conservò ininterrottamente sino al giorno della sua morte.
Fu un Presidente paziente ed affettuosamente comprensivo e fu prodigo di aiuti specie nei tempi in cui oscurantismo e ignoranza regnavano nel campo del sordomutismo italiano. Soffriva di non poter far di più di quanto gli era concesso fare e cercava con tutte le sue forze di rendersi utile nella lotta per l’emancipazione dei sordomuti.
Non mancò mai ai Convegni Nazionali dei Sordomuti, a cominciare da quel lontano 1920[4], e da allora contribuì sempre con la sua equilibrata e serena parola a render possibile la realizzazione di tanti postulati ritenuti irrealizzabili per l’incomprensione di molti. Fu Vice Presidente dell’Unione Sordomuti Italiani (USI) sotto la Presidenza di Enrico Vanni attorno agli anni venti e trenta.
Al Congresso di Milano[5] del 1946 fu chiamato a far parte della Commissione Nazionale dell’ENS, carica che Alì adempì con appassionato ardore, contribuendo al definitivo assetto dell’ENS che tanto amava come intensamente ha amato la sua Benefica.
Fu amico devoto del compianto Mons. Giovanni Terruzzi[6], delle cui doti di mente e di cuore ne faceva tesoro e non disdegnava mai i suoi consigli ed i suoi insegnamenti.
Fu Consigliere apprezzato ed ascoltato della Delegazione regionale lombarda dell’ENS. Aveva fiducia nell’Ente Nazionale Sordomuti e riponeva in esso tutte le sue speranze unite alle sue quotidiane preghiere, lui che aveva un fede invidiabile: quella fede che sempre lo accompagno nel luogo cammino della sua parentesi terrena.
Gioì quando vide finalmente approvata la legge sul finanziamento annuo a favore dell’Ente e diceva con quella semplicità tutta sua che “ormai non c’è più da temere, il più è stato fatto e ringrazio Iddio di avermi dato la gioia di vedere spuntare i primi frutti della nostra fatica”. Erano parole sue e forse presago dalla sua fine diceva ancora: “Questa è la più bella e ultima vittoria che io abbia visto durante la mia povera esistenza”.
Veramente è stata anche la sua vittoria, lui che ha silenziosamente servito la causa dei sordomuti, per la quale ha sofferto, di una sofferenza che nessuno poteva mai comprendere.
E non più di 12 giorni prima che esalasse l’ultimo respiro, benché le sue sofferenze non avessero accennato a diminuire, ebbe la forza di scrivermi (Vittorio Ieralla, n.d.r.): “…mi rassegno alla volontà del Signore, ma pur non tralascio di pregare perché possa presto ritornare in grado di dare quella piccola parte di collaborazione alla grande opera di bene da te guidata…”.
Parole commoventi di un umile ed oscuro combattente dell’ideale per il quale egli fermamente credette e quotidianamente pregò il Signore affinché il sordomuto, superando la prova di una immeritata sofferenza, potesse felicemente raggiungere lo scopo della sua santa battaglia.
Umiltà e semplicità furono le doti più belle che si accomunavano all’animo buono e generoso di Vincenzo Alì, che mai si era fatto notare poiché la sua mente, il suo cuore e la sua saggezza lo consigliavano di dedicarsi interamente in silenzio nell’interesse della categoria.
Preferì sempre lavorare e fare del bene pur stando nell’ombra, così come era sempre vissuto nell’ombra.
Se n’è andato per sempre senza che per suo espresso desiderio un fiore coprisse la sua ormai fredda vita, lui non voleva fiori, ma solamente opere di bene, se n’è andato tra l’unanime rimpianto di quanti lo conobbero ed amarono e se n’è andato con la purezza della Fede da lui sempre contata come una bellezza soprannaturale.
Fonte: Vittorio Ieralla. Da ENS-Rinascita, 1953


 

[1] di Franco Zatini.
[2] Nacque a Monza il 3.4.1899. Fu il Rettore del Pio Istituto Sordomuti Poveri di Campagna di Milano dal 1889 al 1991. Morì a Milano il 18.2.1911. I suoi resti sono conservati nella chiesa di San Gregorio, nei pressi della Stazione Centrale di Milano, costruita da lui dove venivano seppelliti i morti appestati dell’ex cimitero, annesso al lazzaretto che egli stesso aveva ritrovato durante i lavori di costruzione della sezione femminile del medesimo Istituto (Via Settembrini).
[3] La sede dell’Associazione Benefica Sordoparlante, fondata nel 1895, fusasi con l’Associazione Girolamo Cardano, costituita nel 1874, è a Milano in Via Boscovich n.38 con l’attuale denominazione: “Associazione Benefica e Cardano fra i Sordoparlanti di Milano”.
[4] Il famoso primo convegno dei sordomuti italiani a Genova nel settembre del 1920, organizzato dalla Federazione Italiana delle Associazioni fra i Sordomuti guidato da Giuseppe Enrico Prestini (1865-1941)
[5] Presso l’aula magna dell’Università Cattolica di Sacro Cuore.
[6] Apostolo ed Educatore dei Sordomuti (1877-1949).


 

L’ “Associazione Benefica” in lutto.

Il mattino del 16 aprile 1953, alle ore 10, spirava nel bacio di Dio il nostro carissimo Alì Vincenzo, Presidente della “Benefica”.
Lo assistevano il nostro don Volontà, chiamato d’urgenza, l’affezionata moglie, la sorella, i figli che non lo avevano lasciato un minuto.
Richiese egli e ricevette con tanta pietà e devozione tutti i Sacramenti.
Povero Alì! In pochi mesi andò peggiorando e si spense.
Eravamo abituati a vedercelo sempre dinnanzi col suo volto sorridente, nel suo comportamento nobile, dignitoso… pronto a capirci e sempre pronto a risponderci. E le sue risposte eran sempre di uomo assennato.
Nel novembre scorso ci eravamo salutati, incontrandoci, dinnanzi alla Casa Mons. Terruzzi. – “Come stai?” – Bene – “La tua faccia è un pò diversa oggi. Ti senti poco bene?” – Nulla; un po’ di indisposizione. E la buona moglie che era sempre al fianco: “Da due giorni accusa dolori… domani lo farò visitare”.
E due giorni dopo era accolto in Ospedale. I medici fecero tutti gli esami e poi si decisero ad operarlo.
“Non c’è più nulla da fare si disse fin d’allora…” In una nostra visita lo trovammo là, sul suo letto di dolore, come sempre, calmo, sorridente.
“Come stai?” – Cosi, cosi… mi hanno fatto un taglio. “Che pensi?” – Mons. Terruzzi mi chiama a sé. – “Che desideri?” Non ho più nessun desiderio… sono nella volontà di Dio. – “Sta quieto… la tua vita fu tutta una missione di bene, non hai fatto che dare buon esempio”. Ho anch’io le mie pecche! “Dio ti vuol bene…” – Lo credo.
Allora le cose non precipitarono. Usci dall’ospedale… si fece vedere qualche volta anche in sede della Benefica… il sabato santo e la Domenica di Pasqua volle anche recarsi in chiesa per ricevere la Santa Comunione.
Ma il male lavorava… incominciarono i dolori… tutto faceva prevedere la fine… tutto faceva prevedere la fine.
La buona sorella ci teneva informati… Alì voleva vedere i suoi sacerdoti, voleva essere benedetto da loro, sentire una loro parola, avere da loro una assicurazione… In questi ultimi giorni era un pellegrinaggio continuo al suo letto…
Si parlava, si piangeva, si pensava alla bontà infinita di Dio, ad un passato di lavoro… all’avvenire della “Benefica”.
“Quando sarai in Paradiso, insieme ai tuoi cari rettori e a Mons. Terruzzi…. Ricordati di chi rimane nel lavoro; prega per noi. Proteggi ed aiuta la tua, la nostra cara Associazione”.
– Si, certamente… era la sua risposta sicura mentre gli occhi diventavan luccicanti.
Povero Ali! L’Associazione Benefica ha perduto il suo campione, il suo prudente e valido condottiero.
I sordoparlanti nostri hanno perso il loro amico più affezionato, il loro consigliere, più provetto noi abbiamo perduto un ‘amico che ci stimava coi, venerazione e ci amava con intenso affetto.
Aveva 68 anni. Sveglio di intelligenza era uscito dal nostro Istituto pieno di buona Volontà e desideroso di far tanto bene.
Si formò la sua famiglia ed educò esemplarmente i suoi figli.
Si specializzò come ritoccatore fotografico e la sua opera era richiesta  da varie zincotipie. Lavorò fino all’ ultimo.
Ben presto « l’Associazione Benefica Sordoparlanti » l’ebbe come valido cooperatore, e poi la stima dei compagni lo richiese Presidente.
Era presente a tutti i convegni, apprezzato, ascoltato. La sede dell’Associazione era diventata per lui come, una seconda famiglia. Si mantenne sempre equilibrato in tutte le questioni e in tutte le vicende di questi ultimi anni, e era proprio questo suo assennato equilibrio che lo faceva stimare..
Non si lasciava mai trasportate dall’entusiasmo subitaneo ne si lasciava mai abbattere dagli…insuccessi.
Egli ascoltava tutti, seguiva lo svolgersi delle opposte tendenze e poi calmo, sorridente —   era questa la sua prerogativa —  metteva forza dove vi mancava, calmava. i furori che. si manifestavano, diceva il suo parere… che riusciva ad imporsi a tutti, perché frutto d’una mente serena, d’una lunga esperienza vissuta.
Di profonda convinzione religiosa era sempre presente alle celebrazioni sacre che si tenevano o in Via Boscovich, o all’Istituto di Via Prinetti, o nelle varie sedi di Plaga. Anche durante la sua permanenza all’ospedale edificava con la sua pietà e colla devozione con cui riceveva i Sacramenti.
Il nostro Ali era conosciuto da tutti i Sordoparlanti di Milano e di Italia. Faceva parte anche del consiglio dell’Ente Nazionale Sordomuti (ENS).
La sua morte lascia tra noi e tra i compagni di sventura un vuoto che difficilmente potrà essere riempito.
I suoi funerali furono una dimostrazione, della stima e dell’affetto di cui era circondato.
Si è riunito in cielo e godere la soave compagnia dei suoi santi superiori: don Giulio Tarra, Mons. Casanova, Mons. Pasetti,  Mons. Terruzzi.
Nel nome di Mons. Terruzzi i Sordo-parlanti nostri terranno fede all’istruzione cristiana avuta; nel nome di Ali continueranno a combattere vittoriosamente le belle battaglie: della serietà e della virtù.
Dal Paradiso protegga la casa del Sordoparlante perché ivi gli ex allievi si temprino al bene.
La nostra preghiera affretti a lui li premio del servo, che ha compiuto perfetto il suo dovere.
A1la moglie, alla sorella, ai figli le nostre sincere, cordiali condoglianze. E’ sepolto nel cimitero maggiore Musocco (Milano) campo 90 – fossa 810. Fonte: Giulio Tarra, 9 maggio 1953


Ricordiamo Alì Vincenzo. Medaglia d’Oro ENS alla Memoria.
A ben 10 anni di distanza, vogliamo ricordare – con le stesse parole del nostro Ieralla, quando nel lontano aprile del 1953, comunicava la triste scomparsa – “dell’Amico carissimo che nelle ore tormentate della vigilia ci fu sempre vicino con quella purezza d’animo che gli fu compagna affettuosa di tutti i giorni… Se n’è andato un grande Amico, un Consigliere comprensivo ed affettuoso, che con la Sua fede nella bontà e nelle fraternità umane ha sempre dato la fiducia e la speranza nel domani a tanti e tanti fratelli del silenzio, Lui che credeva alla bellezza ed alla bontà della vita terrena, e che ha dato loto tutto il bene che poteva dare”.
Oggi vogliamo ricordarlo non solo come presidente dell’Associazione Benefica Sordoparlanti di Milano, carica che resse per ben 35 anni consecutivi, ma come uomo, amico e soprattutto fratello coi fratelli di silenzio verso i quali fu sempre comprensivo e prodigo di aiuti specie nei tempi in cui oscurantismo e ignoranza regnavano nel campo del sordomutismo italiano.
Quando nel 1946, all’Assemblea Nazionale di Milano (Congresso, n.d.r.), fu chiamato a far parte della Commissione Nazionale dell’ENS. Egli ne fu entusiasta e vi dedicò tutto il suo appassionato ardore, contribuendo, sino alle soglie della sua dipartita, al definitivo assetto dell’ENS che tanto amava perché vedeva, in esso, quell’organismo che avrebbe, in breve, realizzato tutte le sue aspirazioni per il benessere della categoria.
Fu lungimirante!
E’ così, amico Alì, i tuoi fratelli di silenzio che hanno il culto delle memorie, non ti dimenticano e ti chiedono di assisterli dal Cielo, ora e sempre. La Settimana del Sordomuto, 1963 ps035 (2003)

«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
Per qualsiasi segnalazione, rettifica, suggerimento, aggiornamento, inserimento dei nuovi dati o del curriculum vitae e storico nel mondo dei sordi, ecc. con la documentazione comprovata, scrivere a: info@storiadeisordi.it
“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini

Memoria dei sordi italiani ai caduti in tutte le guerre