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Tecnologia dell’informazione e della comunicazione

L’integrazione dello studente disabile mediante l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione
In un epoca dominata dagli strumenti informatici e della comunicazione, partecipare attivamente alla società significa sempre più avere accesso a tali strumenti, internet innanzitutto, con i quali diviene possibile sconfiggere barriere che prima sembravano insormontabili.
Dati recenti affermano che in Europa ci sono oltre 38 milioni di persone disabili: di queste, oltre 2,5 milioni sono in Italia, pari al 5,6% della popolazione.
Con l’avvento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione si apre uno scenario del tutto nuovo per il mondo della scuola e dell’educazione. Cambiano i tradizionali metodi di insegnamento, cambiano le relazioni fra docente e studente e i percorsi di apprendimento tendono a diventare sempre più reticolari e partecipativi.
Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione offrono possibilità del tutto nuove al modo di fare scuola, di insegnare e vivere la scuola.
Tuttavia, il mondo delle TIC e delle sue ripercussioni sul piano pedagogico ed educativo restano ancora in gran parte da scoprire. Viepiù ciò vale per quel che riguarda l’integrazione degli studenti diversamente abili.
L’Italia, nel contesto europeo, è uno dei paesi pionieri nella legislazione a favore dell’integrazione degli studenti portatori di handicap. A più di trent’anni dalla approvazione delle leggi n. 118 e n. 517, che alcuni eminenti autori identificano come l’inizio della normazione per l’integrazione scolastica, non è tuttavia difficile rilevare uno scollamento fra il vigente apparato legislativo e le pratiche attuali e potenziali per l’inclusione sociale dello studente disabile nei normali processi di apprendimento, soprattutto in relazione alle potenzialità offerte dalle più moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Ciò non significa che pratiche educative per l’integrazione degli studenti disabili mediante l’uso delle odierne tecnologie non esistano, tutt’altro. Ciò di cui si avverte maggiormente bisogno è la necessità di fare sistema e accrescere il potenziale di trasferibilità delle esperienze e conoscenze in atto.
Troppo spesso si è creduto che la chiave di volta nel rinnovamento dei processi educativi, e fra questi quelli riguardanti gli studenti disabili, fosse nella semplice dotazione delle scuole di infrastruttura tecnologica. La ricerca condotta negli ultimi anni ampiamente dimostra come il processo di innovazione tecnologica nella scuola e nei percorsi di apprendimento/insegnamento presupponga un ripensamento generale del fare scuola e di come questa deve organizzarsi.
La tendenza in crescita del numero degli studenti disabili negli ultimi anni si pone come ulteriore fattore di sfida per la scuola pubblica, quale istituzione costituzionalmente devota a garantire il pieno svolgimento della personalità di ciascun cittadino nonché la sua attiva partecipazione al consorzio civile.
Nell’epoca della tanto acclamata autonomia scolastica, la scuola ha viepiù il dovere di aprirsi a nuove strategie e metodologie che consentano la piena realizzazione del suo mandato.
In questo ambito, il ruolo delle nuove tecnologie può divenire cruciale per consentire una concreta risposta alle complesse esigenze degli studenti, in particolar modo quelli con una diversa abilità, e alle istanze di inclusività socio-culturale dei processi di apprendimento, vero cardine della scuola del 21° secolo.
Questa settimana tematica vuole essere un contributo alla riflessione circa la strada che la scuola italiana sta percorrendo nel tentativo di coniugare le pratiche didattiche e pedagogiche per l’integrazione scolastica con strategie e metodologie di utilizzo delle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei processi di apprendimento dello studente diversamente abile, partendo da esperienze concrete che si stanno realizzando nelle nostre scuole nella convinzione che sia proprio lo scambio delle c.d. “buone pratiche” la chiave di volta del rinnovamento dei modi tradizionali del fare scuola.
Per le giornate 1, 2, 3 e 4 di marzo 2005, Roma, Città Educativa, i contenuti sono stati realizzati in collaborazione con l’Istituto Statale dei Sordi di Roma (ISSR) e l’Ente Nazionale Sordomuti (ENS).
Che cos’è “Città Educativa”?
La Città Educativa, promossa dall’Assessorato alle Politiche Scolastiche ed Educative del Comune di Roma, nasce con l’obiettivo di diventare polo di scambio delle buone pratiche nella didattica all’interno delle scuole della nostra città e favorirne la più ampia diffusione, anche attraverso l’uso delle tecnologie informatiche e multimediali.
Le “Settimane Tematiche”
Il Consorzio Gioventù Digitale, in particolare, gestirà il progetto “Settimane Tematiche”. Un ciclo di sedici settimane che coprirà l’intero anno scolastico per svolgere attività di informazione e formazione sulle pratiche e tendenze emergenti nell’uso ed integrazione delle più moderne tecnologie informatiche e della comunicazione nella scuola a fini didattici e formativi. Ogni settimana affronterà un tema specifico attorno al quale è organizzato un modulo formativo che coinvolgerà docenti, studenti e la comunità scolastica tutta. Inoltre verranno prodotti materiali educativi multimediali per essere poi pubblicati nell’archivio multimediale del sito di Città Educativa per una larga diffusione e distribuzione a tutte le scuole del territorio e, potenzialmente, di tutto il mondo.
La V Settimana Tematica – L’integrazione dello studente disabile mediante l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione
In un epoca dominata dagli strumenti informatici e della comunicazione, partecipare attivamente alla società significa sempre più avere accesso a tali strumenti, internet innanzitutto, con i quali diviene possibile sconfiggere barriere che prima sembravano insormontabili.
Dati recenti affermano che in Europa ci sono oltre 38 milioni di persone disabili: di queste, oltre 2,5 milioni sono in Italia, pari al 5,6% della popolazione.
Con l’avvento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione si apre uno scenario del tutto nuovo per il mondo della scuola e dell’educazione. Cambiano i tradizionali metodi di insegnamento, cambiano le relazioni fra docente e studente e i percorsi di apprendimento tendono a diventare sempre più reticolari e partecipativi.
Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione offrono possibilità del tutto nuove al modo di fare scuola, di insegnare e vivere la scuola.
Tuttavia, il mondo delle TIC e delle sue ripercussioni sul piano pedagogico ed educativo restano ancora in gran parte da scoprire. Viepiù ciò vale per quel che riguarda l’integrazione degli studenti diversamente abili.
L’Italia, nel contesto europeo, è uno dei paesi pionieri nella legislazione a favore dell’integrazione degli studenti portatori di handicap. A più di trent’anni dalla approvazione delle leggi n. 118 e n. 517, che alcuni eminenti autori identificano come l’inizio della normazione per l’integrazione scolastica, non è tuttavia difficile rilevare uno scollamento fra il vigente apparato legislativo e le pratiche attuali e potenziali per l’inclusione sociale dello studente disabile nei normali processi di apprendimento, soprattutto in relazione alle potenzialità offerte dalle più moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Ciò non significa che pratiche educative per l’integrazione degli studenti disabili mediante l’uso delle odierne tecnologie non esistano, tutt’altro. Ciò di cui si avverte maggiormente bisogno è la necessità di fare sistema e accrescere il potenziale di trasferibilità delle esperienze e conoscenze in atto.
Troppo spesso si è creduto che la chiave di volta nel rinnovamento dei processi educativi, e fra questi quelli riguardanti gli studenti disabili, fosse nella semplice dotazione delle scuole di infrastruttura tecnologica. La ricerca condotta negli ultimi anni ampiamente dimostra come il processo di innovazione tecnologica nella scuola e nei percorsi di apprendimento/insegnamento presupponga un ripensamento generale del fare scuola e di come questa deve organizzarsi.
La tendenza in crescita del numero degli studenti disabili negli ultimi anni si pone come ulteriore fattore di sfida per la scuola pubblica, quale istituzione costituzionalmente devota a garantire il pieno svolgimento della personalità di ciascun cittadino nonché la sua attiva partecipazione al consorzio civile.
Nell’epoca della tanto acclamata autonomia scolastica, la scuola ha viepiù il dovere di aprirsi a nuove strategie e metodologie che consentano la piena realizzazione del suo mandato.
In questo ambito, il ruolo delle nuove tecnologie può divenire cruciale per consentire una concreta risposta alle complesse esigenze degli studenti, in particolar modo quelli con una diversa abilità, e alle istanze di inclusività socio-culturale dei processi di apprendimento, vero cardine della scuola del 21° secolo.
Questa settimana tematica vuole essere  un contributo alla riflessione circa la strada che la scuola italiana sta percorrendo nel tentativo di coniugare le pratiche didattiche e pedagogiche per l’integrazione scolastica con strategie e metodologie di utilizzo delle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei processi di apprendimento dello studente diversamente abile, partendo da esperienze concrete che si stanno realizzando nelle nostre scuole nella convinzione che sia proprio lo scambio delle c.d. “buone pratiche” la chiave di volta del rinnovamento dei modi tradizionali del fare scuola.
Disabilità uditiva e linguistica – Introduzione
In relazione all’integrazione scolastica dei bambini sordi e ai risultati ottenuti, il problema più irrisolto nella scuola italiana in tutti i suoi ordini e gradi, sia pure a livelli differenti, è quello della comunicazione.
Quello che preme sottolineare è che l’accesso alla cultura nella nostra scuola avviene prevalentemente attraverso due canali: la lezione frontale del docente e l’interrogazione quale strumento di verifica dell’apprendimento.
Ambedue le modalità viaggiano esclusivamente sul canale acustico-verbale ed in quanto tali penalizzano lo studente sordo.
• l’autodeterminazione della comunità dei sordi a fare in prima persona le scelte che riguardano l’educazione dei bambini sordi;
• La rinnovata attenzione rivolta alle Lingue dei segni;
• Le prospettive aperte dalla ricerca scientifica riguardo alle “nuove tecnologie”.
Per i Sordi, un semplice personal computer e la possibilità di collegarlo in rete costituisce un’occasione incredibilmente potente per comunicare con gli altri, finalmente alla pari.
Possiamo affermare che le nuove tecnologie sono già oggi in grado di realizzare questa ‘rivoluzione’; esse, infatti, consentono di trasformare le modalità di trasmissione del sapere in campo educativo contribuendo, in questo modo, a ridurre l’handicap comunicativo e linguistico dei bambini e ragazzi Sordi.
Per questo pensiamo che sia naturale per noi partecipare al progetto “Settimane Tematiche”: un ciclo di sedici settimane per svolgere attività di informazione e formazione sulle pratiche e tendenze emergenti nell’uso ed integrazione delle più moderne tecnologie informatiche e della comunicazione nella scuola a fini didattici e formativi.
PROGRAMMA 1-2-3-4 MARZO 2005
9.45  Saluto di benvenuto e presentazione di “Città Educativa” – Romano Santoro, Coordinatore Scuole, Consorzio Gioventù Digitale
9.55 Presentazione delle “Settimane tematiche” e breve introduzione alla giornata – Giovanni Serra, Responsabile Settimane Tematiche, Città Educativa
10.00 Proiezione di una parte del film “Nel Paese dei Sordi”, di Nicolas Philibert (sottotitoli in italiano)
10.30  Dibattito fra Alessio di Renzo, Educatore sordo, e gli studenti in sala. Testimonianza di Luca Ponzo, Educatore sordo
11.00  Presentazione del progetto “Vocabolario Multimediale”, SMS “G. Mazzini”, Roma
11.15  Pausa
11.30  Attività di laboratorio
12.30  Chiusura lavori
DESCRIZIONE ATTIVITA’ DI LABORATORIO
Laboratorio 1 – IMPARIAMO A SEGNARE!
Chi l’ha detto che  comunicare con i ragazzi con disabilità uditiva è difficile?! Dopotutto la gestualità, il muovere le mani è per noi mediterranei, e in particolare italiani, una delle cose che facciamo quasi sempre, manco ce ne rendiamo conto….pensate a quante volte con un vostro amico, ma anche con una persona che non conoscete, siete riusciti a comunicare anche solo con uno sbalzo di un sopracciglio, con il movimento di una mano o semplicemente facendo il labiale …
Beh, allora! Gli strumenti di base per comunicare  dei ragazzi sordi sono proprio questi…è già un bel punto di partenza!
In questi trenta minuti vedrete come riuscirete a comunicare con una nuova lingua ma che poi tanto nuova non è …
Laboratorio 2 – NAVIGANDO NEL VOCABOLARIO MULTIMEDIALE
Grazie all’aiuto di espertissimi studenti tutor conoscerete lo straordinario mondo del “Vocabolario multimediale” per imparare come parole che comunemente utilizziamo possano essere spiegate e soprattutto espresse mediante la multimedialità.
Vedrete anche come dei semplici gesti con le mani, con il viso o con le labbra che comunemente ed inconsapevolmente facciamo siano un ponte formidabile per comunicare con ragazzi che, affatto diversi da noi,  li usano come alfabeto, parole, frasi, emozioni …  – nw004 (2005)
Per informazioni:
www.gioventudigitale.net/it
www.innovazione.gov.it/ita/index.shtm
www.istitutosordiroma.it
www.ens.it


Newsletter della Storia dei Sordi n.4 del 4 aprile 2006