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Santuario della Madonna delle Grazie di Civitella d’Agliano (Viterbo)

Il Santuario della Madonna delle Grazie del piccolo comune tiberino di Civitella d’Agliano fu eretto per fornire una decorosa sede alla miracolosa immagine della Madonna col Bambino.
Secondo la tradizione la Madonna stessa, apparendo in sogno ad una sordomuta e guarendola, la incaricò di riferire alle autorità la richiesta che l’immagine fosse messa a riparo dalle intemperie.
L’affresco, dipinto intorno al secondo decennio del XVI secolo da un anonimo maestro con una spiccata impronta culturale di matrice umbro – peruginesca – espressa nell’inconfondibile paesaggio umbro che si dispiega alle spalle della Vergine e nella tipologia fisionomica che richiama con sentita evidenza La Madonna in Adorazione del Bambino del Worcester Museum, molto discutibilmente attribuita al Pastura- era originariamente collocato in una nicchia a destra della porta di ingresso della rocca del paese, Porta della Terra, ed era comunemente appellato Madonna della Porta.
Per circa un secolo e mezzo rappresentò solo una pia immagine a protezione dell’accesso al paese, ma nella seconda metà del XVII secolo, il 6 marzo 1677, è reso pubblico il primo di una numerosa serie di miracoli che valse alla sacra icona il titolo di Regina Gratiarum.
Crescendo sempre più la devozione e l’afflusso dei fedeli si decise di costruire un santuario proprio sul luogo del miracolo, anche se tale ubicazione comportava la necessità di chiudere e riaprire altrove la porta d’ingresso al castello.
Il 6 novembre 1678 con il permesso del governatore di Orvieto, dei vescovi di Bagnoregio e di Acquapendente, del priore di Civitella Giovan Maria Fochetti, furono gettate solennemente le fondamenta e il 21 maggio 1679 fu impartita la prima benedizione.
Nel novembre dell’anno seguente l’affresco fu rimosso dalla parete laterale e collocato sull’altare maggiore con una solenne e trionfale cerimonia, durante la quale avvenne il miracolo della guarigione di una indemoniata; ogni anno si celebrava la solenne memoria della traslazione, spostata poi al giorno della festa dell’Immacolata Concezione.
Nel 1955 il dipinto, molto rovinato e sofferente per un eccesso di devozione che aveva oltremodo appesantito ed involgarito le figure con ridipinture, due massicce corone e una cornice di lampadine elettriche, riacquista una sua buona leggibilità grazie ad un provvido intervento di restauro che lo ha affrancato da un degrado irreversibile.
Il consistente numero di grazie e prodigi che si verificarono a Civitella, come riportato presso l’archivio della cancelleria vescovile di Bagnoregio, attirò numerosi pellegrini anche dai paesi più lontani e con l’incremento dei pellegrinaggi aumentarono in modo cospicuo le elemosine, le donazioni e i lasciti testamentari.


Altrettanto consistente doveva essere il patrimonio di oggetti votivi, comprovante la generosità della Regina Gratiarum verso i suoi fedeli, di cui restano oggi diciassette formelle in maiolica policroma, una ventina di ex-voto anatomici e un numero imprecisato di ex-voto in argento.
Il 26 ottobre 1989 la Madonna delle Grazie è stata proclamata compatrona della parrocchia e del paese di Civitella d’Agliano.
Fonte: “Informazioni” del Centro di Catalogazione dei Beni Culturali della Provincia di Viterbo, n.17 del 2000.

Per informazioni turistiche: http://www.paginesi.it/psired.asp


Il Santuario della Madonna delle Grazie di Civitella d’Agliano (Viterbo)