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Girolamo Cardano. Primo eminente nella storia dei sordi.

Fu medico e filosofo. Nacque a Pavia nel 1508 e mori a Roma nel 1576. Insegno a Pavia, a Padova, a Milano ed a Bologna.
Scrisse opere voluminose, nelle quali manifestò, tra i primi scienziate del secolo XVI la tendenza allo studio della natura, con nuovi elementi di ricerca di cognizioni e di insegnamento.
Tra le molte svariate questioni da lui discusse e risolte nel campo della filosofia razionale, tiene un posto d’onore- per le quelle relative alla possibilità dell’educazione dei sordomuti per mezzo della sostituzione degli stimoli – la scrittura alla parola.
Girolamo Cardano ha perciò un posto eminente nella storia della istruzione dei sordomuti, non perché se ne occupasse praticamente, ma per avere bandito il principio teorico della loro capacità all’istruzione ed all’esercizio delle arti.
L’importanza di questo principio teorico dipende dal fatto che l’educazione dei sordomuti fu trascurata da tutti gli antichi in tutti i paesi ed anche dal mondo cristiano per ben 16 secoli, per la ragione principale che si riteneva necessario, anzi indispensabile alla istruzione il senso dell’udito. E ciò perché si considerava come  mezzo indispensabile  la parola portata e percepita dall’orecchio.
Girolamo cardano riflettendo su una notizia data da uno scrittore (Rodolfo Agricola) di un sordomuto che sapeva scrivere enunciò il principio teorico che il sordomuto può benissimo a imparare  il significato delle parole in rapporto agli oggetti che essi servono a denominare. Con questo il Cardano risolveva per il primo in una opera, che come tutte le altre ebbe una grande diffusione in tutto il mondo (anche perché allora si scriveva da per tutto il latino) il primo postulato pedagogico , che è quella “della possibilità dell’educazione dei sordomuti“. Risolveva però anche il secondo della “legittimità dell’educazione, dichiarando “essere su delitto” (crimin est) “sociale” quello di lasciare i sordomuti nell’ignoranza.
Ecco perché i Sordomuti di tutto il mondo devono un senso di riconoscenza alla memoria, del Cardano; ecco perché i loro educatori riferiscono al Cardano il merito principale di avere roso note in mondo dei dotti a principi teorico della educabilità dei sordomuti.
E questo il senso di riconoscenza e di gratitudine dei sordomuti italiani, l’Associazione dei sordomuti d’Italia di Milano, volle affermarlo intitolandosi al nome di questo grande italiano.
E’ da notarsi altresì che il Fornari volle che il Cardano si intitolasse la scuola Normale che prepara i maestri alla istruzione dei sordomuti, e che la città di Milano già prima aveva provveduto ad intitolare al Cardano stesso una delle sue vie.
Fonte: La Voce del Sordomuto, 1927.
a cura di Franco Zatini – ps071

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