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I Gemelli del Pianeta Silente (Newsletter della Storia dei Sordi n.141 del 15 dicembre 2006)

La Sezione Provinciale dell’Ente Nazionale Sordi di Treviso presenta la nuova pubblicazione “I Gemelli del Pianeta Silente”, scritto da Elena Galimberti, disegni di Lucio Milanese, edito da L’Artegrafica s.n.c., nel 2006, pp.36, con il contributo del Centro di Servizi per il Volontariato.
Con questa pubblicazione l’Ente vuole fornire alle scuole, agli insegnanti e ai bambini  un piccolo ma significativo strumento per aiutare la comprensione  delle problematiche legate alla lingua dei segni.
Questo libro si collega alle offerte specifiche di corsi in lingua dei segni che si possono rivolgere:
• ai bambini nell’ambito scolastico delle classi dove si trovano bambini sordi, per facilitare l’integrazione e le occasioni comunicative tra i bambini.
• agli insegnanti di tutti i livelli della scuola dell’obbligo, per fornire gli strumenti per interagire con bambini sordi.
Queste attività sono già iniziate: da anni si svolgono presso la sede dell’ENS i tre anni di corso necessari per raggiungere una significativa conoscenza della Lingua dei Segni.
Sta per essere portato a termine il primo progetto “I gemelli del Pianeta Silente” presso le scuole di Cordignano.
Stanno per essere completati anche i primi 3 corsi di “approccio “ alla lingua dei segni per insegnanti organizzati Centro Sensoriali di Treviso.
L’ENS ritiene che sia particolarmente importante la diffusione della Lingua dei Segni Italiana con l’obiettivo di diffondere il bilinguismo cioè la capacità di esprimersi e comunicare ANCHE attraverso  il linguaggio dei segni. Tale linguaggio non soltanto permette alla persona sorda di sviluppare le proprie capacità cognitive, ma aiuta, nello stesso tempo, sordi e udenti ad approfondire  la conoscenza stessa della lingua italiana.
Lo scambio comunicativo permette infatti di affinare entrambi i linguaggi e stimola le capacità di comprensione e di analisi di ciascun individuo,in un reciproco processo educativo.

Introduzione al libro «I Gemelli del Pianeta Silente»
di Carlo Righetto.
Spiraglio di luce. Una luce tanto desiderata e intravista, dato che la strada è troppo impervia per essere totalmente illuminata. La strada da percorrere è ancora lunga per raggiungere il traguardo. Questo piccolo frammento di luce è giunto dopo anni di lotta per divulgare la Lingua Italiana dei Segni in tutta la provincia di Treviso, davvero ostinata nel rifiutare la LIS.
Nell’arco dei quattro anni del mio mandato in qualità di presidente della Sezione Provinciale ENS di Treviso, mi sono trovato in un mare di difficoltà e quasi mi stavo scoraggiando, quando, a un tratto la situazione si è capovolta. Ho conosciuto il primo bambino sordo di nome Corrado ed è stato un duro impatto. Con quegli occhi innocenti di bimbo, è bastato un suo sguardo per regalarmi il coraggio di proseguire il difficile cammino per divulgare la nostra lingua e sensibilizzare  tutti i settori, soprattutto le scuole dell’infanzia. La mia forza è aumentata anche grazie a Laura, un’altra bambina sorda.
Devo ringraziare molto anche i miei stretti collaboratori, a partire da Valeria Zagolin, che mi ha fatto conoscere Elena Galimberti, autrice di questa fiaba che mi ha davvero colpito per la sua originalità e che rispecchia e trasmette verità e valori esistenti. “Pianeta Silente” indica la nostra identità, identità di popolo, identità che si acquisisce quando si ha un proprio linguaggio e si è quindi una minoranza linguistica. Molto significativo in questo racconto è il momento in cui i gemelli sordi riconoscono il pericolo rappresentato dall’aquila, che i  ragazzi udenti non hanno percepito. Pezzo che indica come la disabilità uditiva venga compensata da un profondo, attento e istantaneo intuito che aiuta a sviluppare una maggiore sensibilità sensoriale. La stessa cosa che accade nella favola, avviene anche nella vita di molti sordi. Una storia che favorisce il bilinguismo e nel finale integra due mondi: pianeta Terra e pianeta Silente, udenti e sordi. E’ piaciuto a tutti noi del Consiglio direttivo, un grazie a Lucio Milanese per il disegno, ad Andrea Maggion e Michela Zago per la collaborazione e la disponibilità nel realizzare la favola, facilmente traducibile in segni.
La LIS non deve tramontare mai, sebbene le tecnologie progrediscano continuamente, ma perfezionarsi, rispettando l’identità e la cultura sorda, per tramandarsi attraverso i bambini che continueranno nell’opera di divulgazione.
Fonte: enstreviso.it – nw141 (2006)

L’originale opuscolo è straordinariamente idea nella storia dei Sordi.


 
Newsletter della Storia dei Sordi n.141 del 15 dicembre 2006