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Giornata Internazionale delle Persone con la disabilità (Newsletter della Storia dei Sordi n.372 del 3 dicembre 2007)

Ecco il testo integrale del discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità alla cerimonia avvenuta nel Palazzo Quirinale del 3 dicembre 2007:

La “Giornata europea ed internazionale delle persone con disabilità” che oggi celebriamo ci induce a riflettere su una condizione che chiunque può sperimentare in alcune fasi della vita. Basti pensare alla condizione che si vive come anziani, spesso non autosufficienti. Basti pensare a come possa accadere di essere vicini a bambini con problemi di disabilità fin dalla nascita. Per non parlare degli incidenti che possono imprevedibilmente colpire e produrre disabilità temporanee o permanenti.
Per quel che riguarda in particolare gli incidenti, essenziale è adoperarsi per prevenirli, suscitare uno sforzo generale sul piano della prevenzione. Personalmente ho cercato di attirare l’attenzione sia sugli incidenti sul lavoro, sia sugli incidenti stradali, sia infine sugli incidenti domestici. La prevenzione si deve condurre su molti fronti: quello dello sport, dei danni da farmaci, da uso inappropriato di terapie mediche, da errati interventi chirurgici.
È impossibile però azzerare le probabilità di eventi invalidanti ed è impossibile non capire che tali eventi riguardano e possono riguardare tutti, direttamente o nelle persone dei propri famigliari. Sono poche le famiglie italiane che non abbiano o non abbiano avuto tra i loro parenti una persona disabile o un anziano non autosufficiente. Perciò non impegnarsi a costruire un habitat giuridico, fisico e culturale amico della disabilità significa ignorare una grande questione di umanità e civiltà. Le persone con disabilità non devono solo superare barriere materiali e pratiche, ma anche barriere di indifferenza e di ignoranza, devono affrontare anche esplicite offese e persino aggressioni fisiche. È importante in questa Giornata impegnarci ad abbattere tutte le barriere materiali ed immateriali di questa discriminazione.
Si deve anche riflettere sul fatto che condizioni penose e speciali, come quelle che impediscono di muoversi, di parlare, di vedere al pari dei cosiddetti ‘normodotati’, non costituiscono solo mutilazioni e perdite. Quelle particolari condizioni servono ad acuire altre capacità, altre attenzioni e sensibilità. Abbiamo voluto dare un esempio di queste capacità con la piccola mostra nella quale abbiamo esposto: un quadro realizzato dal Centro Diurno “Il Girasole” di Terni e una selezione di opere realizzate dall’ANFFAS (Associazione di persone con disabilità intellettiva e relazionale) e dal Laboratorio artistico de “Gli Amici della Comunità di Sant’Egidio”.
Non utilizzare le risorse umane che queste diverse abilità possono produrre è anche mancare un’occasione come società. Non a caso, quest’anno la “Giornata europea delle persone con disabilità” ha messo l’accento sul valore del dare a queste persone l’opportunità di un “lavoro dignitoso”. Il potenziale contributo che deriva dai diversamente abili, è stato sottolineato anche dalla Commissione europea che ha scelto come tema della sua conferenza annuale quello delle persone con disabilità come “soggetti attivi nel mercato interno”. Osserviamo interessanti iniziative, seppure piccole, in questo senso. Si stanno sviluppando, ad esempio, attività che coinvolgono ragazzi Down nel campo della ristorazione come “La locanda dei Girasoli” e la “Trattoria degli amici” già da tempo avviate a Roma e la più recente “I Ragazzi di Sipario” a Firenze.
Quest’anno ci viene quindi ufficialmente ricordato che la disabilità va riconosciuta e inserita nel sistema produttivo (del lavoro, dei beni e dei servizi, dei consumi). Il Ministro Ferrero lo ha giustamente e concretamente sottolineato. Noi vorremmo mettere in evidenza come la disabilità rappresenti una potenziale ricchezza nella dimensione dell’etica e dei sentimenti ; essa può insegnare molto non solo a chi la subisce, non solo ai familiari ma, come dimostra l’esperienza di Ines Cameli, può nutrire moralmente chi si dedica a queste come ad altre fasce più deboli della società. Una bella rappresentazione della sfera di problemi e di affetti in cui è immersa la vita delle persone con disabilità ce l’ha offerta il libro di Rita Coruzzi, che ne ha scritto per esperienza diretta e con particolare sensibilità, anche letteraria.
La disabilità costituisce, tuttavia, anche e soprattutto un pesante fardello per chi ne è affetto e per i familiari. Ai familiari è affidata nel nostro Paese in larga misura la gestione concreta di situazioni complesse e difficili. A volte, sebbene raramente, questo pesante e difficile incarico ricade sulle spalle di giovani, di ragazzi come Marco Giannì, quindicenne, che fin da piccolo ha accudito il padre Giuseppe, persona con disabilità, immobilizzato. Perché le famiglie possano collaborare al fine di produrre una buona qualità di vita per i loro parenti in condizioni di disabilità, esse devono a loro volta essere sostenute, alleviate, accompagnate ; tenendo conto di disuguaglianze che pesano, a cominciare da quelle di reddito, e di difficoltà che debbono in particolar modo affrontare le donne, che sono le prime a prestare aiuto.
A sostenere o sostituire la famiglia troviamo reti di servizi e organizzazioni e di molte anche se, purtroppo, non di tutte, siamo lieti di ospitare qui oggi una rappresentanza. Tra organizzazioni volontarie e famiglie ci sono anche interessanti convergenze : come nel caso della Cooperativa Raggio di Sole. I genitori si preoccupano di portare avanti un progetto “dopo di noi, durante noi”, cioè di programmare condizioni di vita favorevoli per i propri figli, anche quando loro verranno a mancare.
Si esprime spesso insoddisfazione per l’attuale trattamento della disabilità nel nostro paese. Non si possono però sottovalutare punti di appoggio e potenzialità che offre l’Italia : principi sanciti nella nostra Carta Costituzionale (che ci sono stati riletti all’inizio della cerimonia), leggi avanzate già vigenti e nuovi progetti. Il nostro è tra i pochi sistemi educativi nazionali che da anni inseriscono i bambini e i ragazzi con disabilità anche intellettive nelle normali strutture scolastiche : e questo è un importante prerequisito per un buon inserimento nel mondo del lavoro. Insomma, con tutti i suoi limiti, quella italiana viene considerata una strategia di inclusione educativa da imitare. Delegazioni francesi vengono in Italia per studiare la nostra esperienza, delegazioni italiane sono invitate all’estero, ad esempio in Spagna, per illustrarla. E disponiamo in Italia di centri di cura e riabilitazione di autentica eccellenza, come l’Istituto Santa Lucia di Roma, che cito per mia diretta conoscenza.
Colgo questa occasione per rivolgere un particolare ringraziamento e plauso a tutti gli operatori che a vario titolo e in vari modi si dedicano alle persone con disabilità. Dal loro impegno dipende in gran parte la qualità della vita sia delle persone con disabilità, sia dei loro famigliari.
Concluderemo questa iniziativa consegnando onorificenze e attestati a persone benemerite per come affrontano le proprie disabilità o sostengono quelle altrui. Mi congratulo con loro e ringrazio vivamente tutti quanti hanno contribuito – con la loro presenza, con le loro bellissime testimonianze, con le opere qui esposte, o rendendo anche teatralmente viva questa manifestazione – al successo della nostra Giornata per le persone disabili. Mi auguro che ne venga un messaggio di fiducia per chi è in difficoltà, e di impegno civile per tutti, istituzioni, società e famiglie.

Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica Italiana

INFO:

Palazzo Quirinale

Giornata internazionale delle Persone con la disabilità

nw372


 

Newsletter della Storia dei Sordi n.372 del 3 dicembre 2007