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Uguaglianza e diversità (Newsletter della Storia dei Sordi n. 621 del 9 gennaio 2009)

Uguaglianza e diversità. Tutti gli uomini nascono tra loro uguali. Sono uguali

Al di là della famiglia di appartenenza, al di là dell’etnia, della religione, della lingua, del sesso e del ceto sociale. Siamo tutti uguali davanti alla Legge e di fronte al Mistero.

L’uguaglianza implica pari dignità e pari opportunità. Senza distinzioni dovute alla ricchezza, all’opinione politica, alla nazionalità, al censo o ad altro.

L’uguaglianza degli uomini, infatti, riguarda ciascuno di noi. E non guarda al colore della pelle, degli occhi o dei capelli.

La razza umana è una ed una soltanto. Il genere umano è uno solo. Senza eccezioni. Senza deroghe. Senza pregiudizi.

Nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo si legge: “Tutti gli uomini nascono liberi ed uguali in dignità e diritti.

Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Ma gli uguali sono diversi, per definizione. La diversità di cultura, di carattere, di gusti, di attitudini e di ingegno sono l’espressione evidente della nostra uguaglianza. Sono il segno che l’uguaglianza vive nella diversità. E che dobbiamo trovare non dei valori condivisi, ma la convivenza anche di valori diversi: valori che ci permettano di convivere nonostante le diversità, di vivere insieme nonostante e grazie alle nostre diversità. Siamo uguali perché siamo diversi. Abbiamo diversità e non differenze. Nessuna differenza è accettabile perché le differenze producono disuguaglianza. Tutte le diversità, invece, sono le benvenute. Perché la diversità si nutre vicendevolmente e reciprocamente della diversità degli altri. E così, mentre le differenze dividono, la diversità unisce ed arricchisce lo spirito dell’Uomo. Il principio di uguaglianza, perciò, tutela i diversi e combatte le differenze. L’uguaglianza è sinonimo di coesione e di diversità, cioè l’esatto opposto di una visione omologante del tessuto sociale e degli uomini. Gli omologhi sono coloro che non hanno diversità, ma vivono appiattiti e schiacciati nella loro identità e identicità. Sempre identica a se stessa. Piena di differenze, ma omologa. Priva, dunque, di un guizzo della fantasia o della propria personale visione. Essere diversi nell’uguaglianza rende forti ed omogenei. Mentre la mancanza di diversità rende fragili ed omologhi. C’è una vecchia battuta di Woody Allen che dice: “Non vorrei mai appartenere ad un club che accettasse tra i suoi membri uno come me”. E’ l’elogio della diversità e, al medesimo tempo, è anche un elogio al principio di uguaglianza. Perché se l’essere diverso conduce all’esclusione, allora si crea una differenza, cioè un’ingiustizia. Vasco Rossi canta: “Mi ricordo che mi si escludeva per ragioni che oggi fanno solo ridere”. Il principio di uguaglianza non ammette differenze. L’uguaglianza è la lotta alle ingiustizie. E la lotta all’ingiustizia non accetta i veti sulle persone o sui popoli, non permette esclusioni arbitrarie ed è incompatibile con qualsivoglia oscurantismo, fanatismo o proibizionismo. L’uguaglianza è un diritto. Anzi, è il Diritto. E chi non rispetta i diritti degli altri perde automaticamente i propri.

La lotta all’ingiustizia è la lotta per il rispetto della persona, per il rispetto dell’uguaglianza delle persone anche nella loro diversità, per il riconoscimento dei diritti e, allo stesso tempo, dei doveri di ciascuno. Ma la diversità NON è un valore, è l’uguaglianza il valore della diversità.

Pier Paolo Segneri – Fonte: lideale.info

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Newsletter della Storia dei Sordi n. 621 del 9 gennaio 2009