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Patente di guida ai sordi: uno storico anniversario (Newsletter della Storia dei Sordi n. 680 del 20 aprile 2009)

Patente di guida ai sordi: uno storico anniversario. L’articolo 477 del Codice di circolazione stradale, entrato in vigore nel giugno 1959, consentiva per la prima volta ai sordi italiani di poter conseguire la patente  e guidare l’automobile.

Quest’anno 2009 ricorre pertanto mezzo secolo dall’ottenimento di quello storico attestato. Solo gli anziani, però, sanno quanta fatica occorse per avere la dispensa a guidare la macchina.

Già nel 1951, durante il 1° Congresso della Federazione Mondiale dei Sordi (World Federation for the Deaf, WFD), che si tenne in Italia, a Roma, l’Ente Nazionale Sordomuti aveva presentato una mozione al Governo per la concessione della patente ai sordi italiani, come già la potevano avere i sordi di alcuni Paesi progrediti (USA, Gran Bretagna, Belgio, Germania, Olanda, Nuova Zelanda, Jugoslavia e paesi Scandinavi), ma quella richiesta non fu accolta  per «ragioni tecniche» non condivisibili e quindi lo stesso ENS – da poco costituito e operante –  iniziò un lavoro di reperimento di dati riguardanti i sordi di quei paesi evoluti socialmente, per dimostrare, con l’evidenza dei risultati straordinariamente favorevoli raccolti, che l’udito non è indispensabile alla guida, e l’Italia era uno dei pochi Paesi nel mondo che non avesse ancora una legislazione opportuna in tal senso.

Con una meditata relazione intitolata «La patente di guida ai sordi», nel 1954 il comm. Giovanni De Carlis, relatore per l’Italia al 2° Congresso della WFD tenutosi a Zagabria, ripropose il problema all’attenzione di un pubblico internazionale, mentre contemporaneamente La Settimana del Sordomuto si faceva portavoce presso la pubblica opinione delle aspirazioni dei possibili guidatori sordi e la direzione dell’ENS Centrale incitava il Ministero dei Trasporti a riesaminare la richiesta di autorizzazione in coincidenza con la preparazione del Nuovo Codice della Strada.

Nel corso di diversi colloqui tenutisi all’Ispettorato Generale della Motorizzazione Civile, fra i Dirigenti dell’ENS Centrale e il Direttore Generale dell’Ispettorato, ing. Armando Marcaci, fu deciso di istituire un Comitato di studio, ma le speranze parvero ancora compromesse quando la Commissione Permanente di Studi diede parere negativo alla proposta interessante i sordi. Ma l’ENS non desistette e nel settembre 1958 presentò un appello al Presidente del VI Convegno Giuridico Internazionale sul Traffico, che si teneva a Perugia. Intervenne pure il Gruppo Interparlamentare Amici dell’ENS, e il suo Presidente, On. Luigi Gui, interessò personalmente  il Ministro dei Trasporti e quello della Sanità, e finalmente il disegno di legge, con l’approvazione dell’articolo 477 del Codice Stradale, che concedeva l’agognata patente ai sordi non fu più un miraggio, ma una certezza.

Ottenuta la legge, l’ENS rivolse comunque una raccomandazione agli automobilisti sordi, che crediamo possa servire anche ai patentati di oggi. Eccola:

“””Un invito ai Sordomuti
Infine, ai sordomuti italiani, vogliamo rivolgere un invito: siate prudenti, siate osservanti delle leggi, confermate con il vostro comportamento sulle strade la validità del giudizio che vi indica come i guidatori più sicuri ed attenti.
Automobilisti, motociclisti dimostratevi degni di questo riconoscimento che vi giunge così gradito dopo tanti anni di attesa. Siate di esempio agli altri e provate con i vostri meriti di guidatori il diritto alla patente.
La nostra raccomandazione non sarebbe necessaria, ma vogliamo ricordarvi la responsabilità che vi assumete, specialmente in un paese come il nostro dove ogni giorno più complicati diventano i problemi del traffico e della circolazione.”””

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Newsletter della Storia dei Sordi n. 680 del 20 aprile 2009