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Prevenire la sordità e i disturbi uditivi. La sordità è una malattia sociale (Newsletter della Storia dei Sordi n. 713 dell’ 11 settembre 2009)

Prevenire la sordità e i disturbi uditivi. La sordità è una malattia sociale

È una malattia invalidante, costosa per lo Stato ma soprattutto per chi ne soffre. Per fortuna le cure ci sono. Ma la prima arma è sempre la prevenzione.

La sordità è la seconda causa di invalidità in Italia, con una prevalenza di 15,2 persone affette ogni mille abitanti, preceduta solo dall’invalidità motoria.

Si stima che il 18% della popolazione adulta italiana (circa 8 milioni di persone) presenti un deficit uditivo, causato nella maggior parte dei casi dall’avanzare dell’età, fino a colpire, dopo i 65 anni, una persona su tre.

I costi socio-sanitari (spese per assistenza medica, protesi acustiche, indennità di invalidità) sono considerevoli. Per esempio, il 47% delle malattie professionali è rappresentato da sordità da esposizione al rumore, con oltre 120.000 lavoratori colpiti.

L’apparato uditivo comprende l’orecchio esterno (padiglione auricolare e condotto uditivo) e l’orecchio medio (membrana del timpano e 3 ossicini uditivi, denominati martello, incudine e staffa), che captano i suoni e li trasmettono all’orecchio interno (coclea), la quale trasforma gli impulsi acustici in segnali elettrici che sono poi trasmessi tramite il nervo acustico al cervello per l’elaborazione e l’interpretazione.

A seconda di quale sede anatomica sia colpita da una patologia, ne deriva un ostacolo alla conduzione o ricezione dei suoni che si traduce in una sordità che viene definita trasmissiva (orecchio esterno e medio) o neurosensoriale (orecchio interno e nervo acustico).

Nel primo caso, vi è generalmente un fattore che impedisce il passaggio del suono dall’orecchio esterno (per esempio tappi di cerume) o medio (per esempio otiti, otosclerosi) all’orecchio interno. Spesso questo tipo di sordità può essere prevenuto o si può evitare che diventi permanente con cure farmacologiche o con un intervento chirurgico.

La sordità neurosensoriale è dovuta a una lesione oppure a un difetto di sviluppo delle circa 20.000 cellule sensoriali cigliate contenute nella coclea, a cui spetta il compito di trasformare l’energia sonora trasmessa dal timpano e dagli ossicini in impulsi nervosi che raggiungono il cervello.

Quando agenti nocivi quali rumore e farmaci danneggiano queste delicate cellule, che non hanno la capacità di rigenerarsi, la sordità è quasi sempre definitiva: non esiste una cura farmacologia efficace, né una possibilità di intervento chirurgico, ma esiste la possibilità di riabilitazione con protesi acustiche.

Le cause più importanti di sordità nei bambini sono: otiti catarrali, malformazioni cranio-facciali e traumi cranici nel caso della sordità trasmissiva, danni fetali (vita intrauterina), incidenti al momento del parto, cause genetiche (ereditarie), malattie infettive (morbillo o parotite) e meningite nel caso della sordità neurosensoriale. Purtroppo nel 20-40% dei casi non è ancora possibile determinarla nei bambini nati sordi.

Per gli adulti la sordità trasmissiva è dovuta a otiti croniche, otosclerosi, traumi cranici e tumori dell’orecchio medio, quella neurosensoriale invece a disturbi micro circolatori, traumi acustici acuti e cronici, cause genetiche (ereditarie), uso di farmaci tossici per l’orecchio e tumori del nervo acustico.

Al giorno d’oggi, le possibilità di cura e di riabilitazione sono tali da poter affermare che non esiste più una forma di sordità che non sia trattabile: le sordità trasmissive si curano con interventi chirurgici o farmaci, quelle neurosensoriali con farmaci e protesi acustiche.

Quando la sordità è talmente grave che neppure un apparecchio acustico può essere utilizzato, e il nervo acustico è altresì integro, si può adottare un orecchio bionico: l’impianto cocleare.

Si tratta un sistema elettronico che si innesta chirurgicamente sotto la pelle situata dietro al padiglione auricolare con l’elettrodo che viene delicatamente inserito all’interno della spirale della chiocciola per stimolare direttamente il nervo acustico con gli impulsi acustici captati da un microfono e tradotti in segnali elettrici elaborati da un sofisticato micro-computer.

Ma per non incorrere in disturbi dell’udito la prima arma è la prevenzione, con controlli audiometrici mirati, modifiche dello stile di vita, sensibilizzazione a evitare matrimoni fra consanguinei e profilassi anti-rosolia e anti-Haemophilus.

Prevenire la sordità e i disturbi uditivi
Udite! La campagna salva-orecchie
Parte una campagna di informazione sulla prevenzione dei disturbi uditivi, di cui sono particolarmente vittime bambini e anziani.

La cecità allontana le persone dalle cose, la sordità allontana le persone dalle persone: così diceva Helen Keller, sordo-cieca, al Congresso americano del 1924.
La sordità costituisce una barriera tremenda fra gli uomini, che produce frustrazione, isolamento e depressione. Sono oltre 7 milioni gli italiani che soffrono di problemi uditivi, di cui quasi il 40% non ha coscienza del problema e un terzo non ha mai eseguito un test della funzione uditiva.

Per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della diagnosi precoce, ma soprattutto della prevenzione, dei disturbi dell’udito, parte Udite!, una campagna di informazione promossa da Terme di Sirmione in collaborazione con le Cliniche Specialistiche Universitarie di Milano, Brescia e Verona.

«Educare alla prevenzione, informando sulle buone abitudini da adottare per preservare il proprio udito e insegnando a riconoscere i segni premonitori del danno uditivo, consente di intervenire precocemente sui disturbi e ridurre la probabilità di incorrere in danni permanenti», spiega Antonio Cesarani, Direttore U.O.C. di Audiologia della Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena IRCCS e Direttore Cattedra di Audiologia Università degli Studi di Milano.

Nell’ambito della prevenzione dei disturbi uditivi le cure termali giocano un ruolo importante, come conferma Marco Vitale, Dipartimento Anatomia, Farmacologia e Scienze Medico Forensi dell’Università degli Studi di Parma e Coordinatore Scientifico Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale: «La crenoterapia nelle malattie otorinolaringoiatriche e delle vie aeree superiori poggia su numerosi studi clinico-epidemiologici. Gli effetti delle acque sulfuree sulla mucosa delle alte vie respiratorie sono riconducibili a un effetto fluidificante sul muco, una normalizzazione della clearance muco-ciliare e un effetto battericida».

«I bambini sono più frequentemente colpiti rispetto agli adulti da disturbi uditivi, che possono avere anche pesanti ripercussioni  sul loro sviluppo – spiega Vittorio Colletti, Direttore Clinica Otorinolaringoiatrica Policlinico G.B. Rossi di Verona e Direttore Cattedra Otorinolaringoiatrica Università degli Studi di Verona – Le cure termali sono utili ed efficaci, non solo come prevenzione, ma anche come riabilitazione dei deficit uditivi in età pediatrica.

Per quanto riguarda l’adulto, la causa più frequente di ipoacusia è l’esposizione al rumore, soprattutto sul lavoro – afferma Piero Nicolai, Direttore Clinica Otorinolaringoiatrica Spedali Civili di Brescia, Direttore Cattedra Otorinolaringoiatrica Università degli Studi di Brescia – La perdita dell’udito causata dal rumore è la patologia professionale più diffusa in Europa: circa un terzo dei lavoratori europei è esposto a livelli di rumore potenzialmente pericolosi per almeno un quarto dell’orario di lavoro. In Italia, l’ipoacusia da rumore costituisce più della metà delle malattie professionali indennizzate dall’INAIL».

La campagna prevede la possibilità di effettuare screening uditivi gratuiti a bordo di un camper attrezzato nelle piazze delle tre città: Milano, Brescia e Verona. Gli specialisti delle cliniche universitarie coinvolte e i medici di Terme di Sirmione saranno a disposizione per fornire informazioni e consigli su come proteggere le funzionalità dell’orecchio e prevenire l’insorgere delle patologie a esso correlate. Saranno inoltre distribuiti materiali informativi e organizzati incontri di approfondimento gratuiti aperti al pubblico.

Per conoscere gli appuntamenti in calendario sono a disposizione il sito www.termedisirmione.com e il numero verde 800802125.

Problemi di udito: arriva l’impianto a conduzione ossea
Il 10% della popolazione soffre di riduzione della capacità uditiva. In Italia ci sono 7 milioni di persone che hanno problemi di udito. Il trend è in aumento e si prevede un incremento del 4% – 6 % ogni anno.

La multinazionale Cochlear ltd, che ha realizzato e brevettato l’impianto cocleare o orecchio bionico, ha concepito un altro dispositivo biomedicale, il Sistema Baha, la soluzione più tecnologicamente avanzata per le sordità monolaterali, le perdite di udito miste e trasmissive fino a 65dB, a disposizione da oggi anche in Italia presso le più avanzate strutture di otorinolaringoiatria.

In una recente ricerca, a 970 pazienti, affetti da SSD, è stato chiesto di descrivere i loro sintomi e come questi sintomi influenzassero la loro vita. Circa metà degli intervistati hanno sperimentato difficoltà per strada, non riusciva a interagire in un gruppo, sentendosi socialmente escluso. Il 41% aveva difficoltà a usare il telefono; per il 39% il lavoro risultava molto più difficile. Agli stessi pazienti è stato illustrato il sistema Baha: l’80% degli intervistati ha dato un giudizio molto positivo e più del 50% ha chiesto di provarlo. Per l’80% il sistema Baha li avrebbe aiutati a riprendere la loro vita sociale.

L’ultimo nato della generazione Baha si chiama Baha® BP100. Sfrutta il principio della conduzione ossea che garantisce una resa acustica elevata.

Si tratta di un sistema semi impiantabile per ipoacusie trasmissive o miste diretto a portatori di patologie croniche come otiti esterne o medie croniche, e in genere a tutti quei pazienti nei quali la chirurgia non abbia dato risultati soddisfacenti, a pazienti portatori di malformazioni congenite dell’orecchio esterno e medio, oltre alle sordità neurosensoriali monolaterali per cause eterogenee tra loro come traumi, sordità improvvise o autoimmuni, infezioni, morbillo, sindrome di Menière, o cause legate a interventi chirurgici come l’asportazione del neurinoma del nervo acustico. Tutti pazienti in cui la protesizzazione acustica convenzionale per via aerea e ossea non può essere impiegata.

Fonte: Sanihelp.it  – nw701


Newsletter della Storia dei Sordi n. 713 dell’ 11 settembre 2009