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Giornata Nazionale A.I.R.S. per la lotta alla sordità (Newsletter della Storia dei Sordi n. 733 del 27 ottobre 2009)

GIORNATA NAZIONALE A.I.R.S. PER LA LOTTA ALLA SORDITA’: GLI OSPEDALI ITALIANI CON L’A.I.R.S. PER “DARE ASCOLTO ALLA SORDITA’” – GIOVEDI’ 29 OTTOBRE 2009
LIBERO ACCESSO ALL’ESAME DELL’UDITO

Per informazioni relative agli ospedali che aderiscono: Numero verde 800-066763

Il 12% della popolazione italiana (circa otto milioni di persone)  soffre di disturbi uditivi, più di mezzo milione le persone adulte con sordità grave invalidante e conseguente handicap di rilevanza sociale, oltre mille i bambini che nascono ogni anno con sordità congenita e quindi tale da ostacolare gravemente lo sviluppo e l’uso del linguaggio, l’integrazione nella scuola e nella società. Queste le cifre allarmanti fornite dall’’A.I.R.S. Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità – ONLUS che, per aumentare il livello di conoscenza delle opportunità di prevenzione e sensibilizzare l’opinione pubblica, ha coinvolto anche quest’anno più di 250 ospedali distribuiti su tutto il territorio nazionale organizzando la “Giornata Nazionale A.I.R.S per la Lotta alla Sordita” che avrà luogo giovedì 29 ottobre 2009. I centri ospedalieri di diagnosi ed il personale medico e paramedico che partecipano all’iniziativa saranno a disposizione per una valutazione clinica gratuita dell’udito e per fornire informazioni di base utili alla migliore conoscenza del problema sordità.

Giunta alla settima edizione la “Giornata”, si svolge, tra gli altri, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, gode del  Patrocinio del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Comune di Roma, della Regione Lazio, dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dell’Azienda Policlinico Umberto 1° – Roma, della Società Italiana di Audiologia e Foniatria, della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, della Federazione Italiana Medici di Famiglia, dell’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi- Onlus, della Società Italiana di Neonatologia, della Società Italiana di Pediatria e si tiene sotto gli auspici della Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico- Facciale.
La Giornata è stata organizzata grazie al sostegno di: AAMS – AMMINISTRAZIONE AUTONOMA DEI MONOPOLI DI STATO, GIOCO DEL LOTTO, AMPLIFON, AUDIN,SCHARPER HEALTHCARE,OTICON ITALIA, WIDEX ITALIA, ACEA, GRUPPO GMC- ADNKRONOS, SEGRETARIATO SOCIALE RAI.

Si ringraziano inoltre:, CENTRO AUDIOPROTESI, CRAI, GN RESOUND ITALIA,ISTITUTO AUDIOMETRICO. nw733


Troppo rumore per 7 italiani su 10, salute a rischio

(Adnkronos Salute) – L’udito degli italiani è messo a dura prova dal rumore. Oltre 7 italiani su 10 (fino al 75% della popolazione) sono esposti nella vita quotidiana a livelli di rumore superiori ai limiti previsti dalla legge e tollerati dal nostro organismo. Con rischi non solo per l’orecchio, ma per la salute in generale, come ha spiegato Giancarlo Cianfrone, presidente dell’Associazione italiana per la ricerca sulla sordità (Airs), durante la presentazione della Giornata nazionale Airs contro la sordità – in programma il 29 ottobre – oggi a Roma presso il palazzo dell’Informazione del Gruppo Adnkronos. E il rumore è sicuramente una delle cause dell’aumento dei problemi di udito, di cui già soffrono circa 8 milioni di italiani. Un “fenomeno destinato ad aumentare di almeno il 2% nei prossimi decenni”, stima l’esperto. “Più del 70% degli italiani – ribadisce Cianfrone – è esposto a rumori di livello superiore a 60-65 decibel. Un ‘volume’ che comincia a essere nocivo per lo stato di salute in generale delle persone”. E non solo per l’orecchio, aggiunge Cianfrone, “ma per l’apparato endocrino, ormonale, cardiovascolare, psichico, respiratorio. Gli 80 decibel che sono invece il limite di rischio diretto per l’apparato uditivo interessano una popolazione inferiore, intorno al 30%. In questa fascia, però, i danni sono evidenti, oltre che sugli altri apparati, anche su quello acustico”. L’esperto invita a puntare sulla prevenzione e sull’educazione. “Esistono norme in Italia, mutuate della Comunità europea, per la zonizzazione (suddivisione delle aree per livelli di rumore consentiti) dei centri abitati – ricorda – che andrebbero rispettati. Innanzitutto dalle amministrazioni locali e sappiamo che, purtroppo, solo una quota del 30-35% degli enti locali si è adeguata a queste norme. Nelle discoteche, inoltre, esistono limiti di legge, ma soltanto una parte dei locali si adegua alle indicazioni. Per l’ambiente di vita di tutti i giorni (condominio, traffico, aerei eccetera), poi, non esistono ancora norme ad hoc. Siamo in una situazione un po’ da giungla ed è il singolo cittadino che deve proteggersi se ha il dubbio di essere esposto a livelli troppo elevati di rumore. Deve denunciarlo agli enti di controllo e sottoporsi ad un esame dell’udito”, conclude Cianfrone.


Poliambulanza aderisce alla giornata contro la sordità

(red.) Fondazione Poliambulanza aderisce alla VII edizione della Giornata Nazionale A.I.R.S. (Associazione Italiana per la lotta alla sordità) contro la sordità, iniziativa che si terrà il prossimo 29 ottobre.
A partire dalle 11, 00 e fino alle 17, 00 presso l’ambulatorio n. 4 di Otorinolaringoiatria, medici ed infermieri saranno a disposizione per effettuare esami audiometrici gratuiti.
L’iniziativa è promossa al fine di sensibilizzare i cittadini alla prevenzione della sordità e, viene sottolineato con forza, è riservata alle persone che non hanno una malattia dell’apparato uditivo già nota.
La sordità ed i disturbi uditivi ad essa legati costituiscono un serio problema medico e sociale, ancora oggi sottovalutato, nonostante ne soffra circa il 10/ 15% della popolazione.
Colpisce gravemente l’età infantile  in cui può provocare severe alterazioni nello sviluppo del linguaggio e conseguenti problematiche nella comunicazione e nell’assetto psicologico del bambino e gravi situazioni di disagio sociale nelle famiglie.
Interessa fortemente anche l’età giovanile come conseguenza di stili di vita ed abitudini errate, l’età lavorativa, a causa dell’esposizione al rumore, e la popolazione anziana per gli inevitabili processi di deterioramento sensoriale legati all’età.
Vi è poi il problema dell’inquinamento acustico ambientale che interessa milioni di italiani e può provocare seri disturbi uditivi e di altri apparati vitali.
Gli acufeni o ronzii sono spesso disabilitanti e costituiscono un problema medico in parte ancora da risolvere.
L’associazione Airs nasce per promuovere e finanziamento la ricerca scientifica sulla sordità e sui più gravi disturbi uditivi mediante la raccolta dei fondi ed il miglioramento delle conoscenze sulle possibilità di prevenzione e cura.
Inoltre, si pone l’obiettivo di fornire notizie ed aggiornamenti medici, assistenziali e normativi ai propri sostenitori, sensibilizzare l’opinione pubblica, le amministrazioni ed i mezzi di informazione su tutte le problematiche connesse alla sordità.
Non meno importanti offrire servizi di assistenza, consulenza, orientamento ed aggiornamento nel campo della prevenzione, diagnosi e trattamento dei problemi uditivi attraverso i più idonei strumenti di comunicazione ed il proprio sito web (www.associazioneairs.it).
La ricerca audiologica è ancora un cantiere aperto: negli ultimi anni si sono registrati incoraggianti progressi sia in laboratorio che nell’uomo, come nel campo della individuazione di molte sordità genetiche, della diagnosi precoce della sordità infantile già a pochi mesi di vita, del trattamento bio-elettronico delle forme più gravi di sordità neurosensoriale mediante chirurgia implantologica, degli studi sul possibile impiego riparativo delle cellule staminali, dell’individuazione delle sordità causate da disordini autoimmunitari, dello studio e trattamento moderno degli acufeni, dell’impiego di nuovi farmaci protettivi per l’udito, della realizzazione di moderni apparecchi acustici correttivi di tipo digitale.
Gli interessati potranno prenotare le visite dal 22 ottobre telefonando al n. 030/3518600 del cup oppure recandosi direttamente in Poliambulanza allo sportello prenotazioni al piano terra negli orari di apertura delle prenotazioni dalle 8, 15 alle 15, 45.
Le prenotazioni saranno ricevute fino ad esaurimento dei posti disponibili e, vista la presumibile alta adesione all’iniziativa, si consiglia di prendere contatti per tempo con il servizio prenotazione.
Per ogni ulteriore informazione è possibile contattare la segreteria dell’unità ospedaliera di Otorinolaringoiatria al numero di telefono 030/3518741.
Fonte: quibrescia


Udito, 7 italiani su 10 a rischio per rumore oltre limiti
21/10/09 – L’udito degli italiani è messo a dura prova dal rumore. Oltre 7 italiani su 10 (fino al 75% della popolazione) sono esposti nella vita quotidiana a livelli di rumore superiori ai limiti previsti dalla legge e tollerati dal nostro organismo. Con rischi non solo per l’orecchio, ma per la salute in generale. Come ha spiegato Giancarlo Cianfrone, presidente dell’Associazione italiana per la ricerca sulla sordità (Airs), durante la presentazione della ‘Giornata nazionale Airs contro la sordità’, in programma il 29 ottobre con il patrocinio, tra gli altri, della Regione Lazio, e tenutasi oggi a Roma presso il Palazzo dell’Informazione del Gruppo GMC-Adnkronos, che sostiene l’iniziativa. La giornata vede la partecipazione di 271 strutture ospedaliere, 8 in più rispetto all’edizione 2008.

Secondo Cianfrone, il rumore è sicuramente una delle cause dell’aumento dei problemi di udito, di cui già soffrono circa 8 milioni di italiani. Un “fenomeno destinato ad aumentare di almeno il 2% nei prossimi decenni”, secondo l’esperto, che ha anche ribadito come “più del 70% degli italiani è esposto a rumori di livello superiore a 60-65 decibel”. “Un ‘volume’ – ha aggiunto – che comincia a essere nocivo per lo stato di salute in generale delle persone”. E non solo per l’orecchio. “Ma anche – ha aggiunto – per l’apparato endocrino, ormonale, cardiovascolare, psichico, respiratorio. Gli 80 decibel che sono invece il limite di rischio diretto per l’apparato uditivo interessano una popolazione inferiore, intorno al 30%; in questa fascia, però, i danni sono evidenti, oltre che sugli altri apparati, anche su quello acustico”.

L’esperto ha invitato quindi a puntare sulla prevenzione e sull’educazione. “Esistono norme in Italia, mutuate della Comunità europea, per la zonizzazione (suddivisione delle aree per livelli di rumore consentiti) dei centri abitati – ha ricordato – che andrebbero rispettati. Innanzitutto, dalle amministrazioni locali e sappiamo che, purtroppo, solo una quota del 30-35% degli enti locali si è adeguata a queste norme. Nelle discoteche, inoltre, esistono limiti di legge – ha fatto notare l’esperto – ma soltanto una parte dei locali si adegua alle indicazioni. Per l’ambiente di vita di tutti i giorni (condominio, traffico, aerei eccetera), poi, non esistono ancora norme ad hoc; siamo in una situazione un po’ da giungla ed è il singolo cittadino che deve proteggersi se ha il dubbio di essere esposto a livelli troppo elevati di rumore. Deve denunciarlo agli enti di controllo – ha concluso Cianfrone – e sottoporsi ad un esame dell’udito”.

E per contrastare l’insorgere di problemi all’udito, il sottosegretario al Lavoro, Salute e Politiche sociali, Francesca Martini, ha annunciato, nel corso dell’appuntamento di oggi, la costituzione di un gruppo di lavoro per la lotta alla sordità, in collaborazione con il Ministero, le associazioni dei pazienti, le Regioni e gli specialisti. “Questo gruppo di lavoro – ha spiegato Martini – deve essere
creato per poter coadiuvare tutte le azioni in campo per la lotta alla sordità, in particolare quelle già stabilite dal piano sanitario nazionale per la prevenzione, che dovranno essere messe a disposizione, con grande equità, di tutti i cittadini”. L’obiettivo è quello di facilitare “l’integrazione delle persone con problemi di udito, la diffusione di buone prassi, la realizzazione diagnosi precoci che permettono di vivere in autonomia nel tempo”.

Per il sottosegretario Martini, inoltre, serve più attenzione ai giovani per combattere la sordità, attraverso una valutazione degli effetti, nel tempo, dell’esposizione alla musica a tutto volume nelle discoteche. Ma anche attraverso maggiori controlli sull’udito a scuola. “Mi sembra importante – ha detto Martini – valutare i fattori di rischio per l’udito legati all’esposizione dei giovani ai decibel ‘sparati’ al massimo nelle discoteche o alla musica ascoltata a volume elevato. Per la prevenzione bisogna certamente lavorare sulla diagnosi precoce neonatale, ma è fondamentale anche continuare con l’attività, che già si faceva quando io ero piccola, di valutazione del bambino a scuola”.
Fonte: Regione Lazio


ALLARME SORDITA’: TROPPO RUMORE PER 7 ITALIANI SU 10
21 ott. – L’udito degli italiani e’ messo a dura prova dal rumore. Oltre 7 italiani su 10 (fino al 75% della popolazione) sono esposti nella vita quotidiana a livelli di rumore superiori ai limiti previsti dalla legge e tollerati dal nostro organismo. Con rischi non solo per l’orecchio, ma per la salute in generale, come ha spiegato Giancarlo Cianfrone, presidente dell’Associazione italiana per la ricerca sulla sordita’ (Airs), durante la presentazione, oggi a Roma presso il palazzo dell’Informazione del Gruppo Adnkronos, della Giornata nazionale Airs contro la sordita’ che si celebra il 29 ottobre.
E il rumore e’ sicuramente una delle cause dell’aumento dei problemi di udito, di cui gia’ soffrono circa 8 milioni di italiani. Un “fenomeno destinato ad aumentare di almeno il 2% nei prossimi decenni”, stima l’esperto.
“Piu’ del 70% degli italiani – ribadisce Cianfrone – e’ esposto a rumori di livello superiore a 60-65 decibel. Un ‘volume’ che comincia a essere nocivo per lo stato di salute in generale delle persone”. E non solo per l’orecchio, aggiunge Cianfrone, “ma per l’apparato endocrino, ormonale, cardiovascolare, psichico, respiratorio. Gli 80 decibel che sono invece il limite di rischio diretto per l’apparato uditivo interessano una popolazione inferiore, intorno al 30%.
In questa fascia, pero’, i danni sono evidenti, oltre che sugli altri apparati, anche su quello acustico”. L’esperto invita a puntare sulla prevenzione e sull’educazione. “Esistono norme in Italia, mutuate della Comunita’ europea, per la zonizzazione (suddivisione delle aree per livelli di rumore consentiti) dei centri abitati – ricorda – che andrebbero rispettati. Innanzitutto dalle amministrazioni locali e sappiamo che, purtroppo, solo una quota del 30-35% degli enti locali si e’ adeguata a queste norme. Nelle discoteche, inoltre, esistono limiti di legge, ma soltanto una parte dei locali si adegua alle indicazioni. Per l’ambiente di vita di tutti i giorni (condominio, traffico, aerei eccetera), poi, non esistono ancora norme ad hoc. Siamo in una situazione un po’ da giungla ed e’ il singolo cittadino che deve proteggersi se ha il dubbio di essere esposto a livelli troppo elevati di rumore. Deve denunciarlo agli enti di controllo e sottoporsi ad un esame dell’udito”, conclude Cianfrone. (Ansa)


Disturbi dell’udito
Giovedì 29 ottobre in tutta Italia sarà possibile ricevere una valutazione clinica dello stato del proprio udito in uno dei 271centri ospedalieri che aderiscono alla Giornata Nazionale per la Lotta alla Sordità promossa dall’AIRS – Associazione Italiana Ricerca Sordità (per conoscere l’ospedale più vicino è possibile contattare il numero verde 800.066.763 o ci si può collegare al sito www.associazioneairs.it).
L’occasione può essere davvero utile se si osservano i numeri: circa otto milioni di italiani hanno un problema all’udito, uno su 7 non ha un udito nella norma, uno su 6 presenta un problema tale da creare difficoltà nello svolgimento di attività quotidiane, uno su 10 è costretto a portare un dispositivo per l’udito e più di mezzo milione di persone fa i conti con una sordità grave e invalidante.
Quello della sordità è un problema socialmente rilevante eppure non sembra essere una delle priorità né delle istituzioni né dei cittadini: nel 2008, proprio a seguito di una visita gratuita durante la Giornata Nazionale AIRS, un terzo dei soggetti che hanno effettuato per la prima volta un controllo ha scoperto di avere un problema all’udito.
Sono, dunque, sempre più numerosi i nemici di un udito perfetto: inquinamento acustico (anche notturno), strumenti come lettori mp3 che accompagnano, soprattutto i giovani, con musica a volumi dannosi, discoteche che superano di parecchio i limiti consentiti e molto altro caratterizza la vita frenetica di tutti i giorni.
Il rischio è talmente elevato, soprattutto per le nuove generazioni, che l’Unione Europea ha lanciato l’allarme proprio qualche settimana fa: sono circa dieci milioni i cittadini europei che rischiano di diventare sordi a causa di un uso non corretto e pericoloso di dispositivi come i già citati lettori mp3 (i rischi incidono su chi ascolta musica a un volume superiore agli 89 decibel per più di un’ora al giorno ogni settimana per almeno cinque anni).
La richiesta dell’UE è diretta soprattutto alle case produttrici di questi dispositivi affinché abbassino di default il livello del volume emesso dal lettore e diano il via a campagne di sensibilizzazione per informare sui rischi connessi all’ascolto a volumi troppo alti.
Ma la sordità può anche colpire i bambini sin dalla nascita. Il presidente dell’AIRS, Giancarlo Cianfrone, ha dichiarato che più di mille bambini ogni anno vengono alla luce con una sordità congenita che compromette lo sviluppo linguistico e l’integrazione nella scuola e nella società.
Oggi i medici specialisti hanno a disposizione specifici screening neonatali che permettono di conoscere il problema uditivo e di risolvere eventuali anomalie tempestivamente.
Una diagnosi precoce, fatta entro i primi mesi di vita, è, infatti, di fondamentale importanza per offrire al piccolo paziente le più ampie possibilità di recupero.
Per questo gli screening neonatali dell’udito sono stati inseriti nei livelli essenziali di assistenza e, come dichiarato dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, è stato costituito un gruppo di lavoro per la lotta alla sordità, che vede impegnati il Ministero, le associazioni dei pazienti, le Regioni e gli specialisti.
Fonte: pagine mediche.it


Martini, contro sordità attenzione anche a discoteche
Serve più attenzione ai giovani per combattere la sordità, attraverso una valutazione degli effetti, nel tempo, dell’esposizione alla musica a tutto volume nelle discoteche. Ma anche attraverso maggiori controlli sull’udito a scuola. Ne è convinta il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, intervenuta alla presentazione della Giornata Airs per la lotta alla sordità, in calendario il 29 ottobre, ieri a Roma al Palazzo dell’Informazione Adnkronos.

“Mi sembra importante – ha detto Martini – valutare i fattori di rischio per l’udito legati all’esposizione dei giovani ai decibel ‘sparati’ al massimo nelle discoteche o alla musica ascoltata a volume elevato. Una sollecitazione che in qualche modo provoca uno stress forte sulle strutture molto delicate dell’orecchio. Per la prevenzione bisogna certamente lavorare sulla diagnosi precoce neonatale, ma è fondamentale anche continuare con l’attività, che già si faceva quando io ero piccola, di valutazione del bambino a scuola”.

E per potenziare questi controlli fra i banchi, spiega Martini, è necessario “un impegno delle Regioni che devono stabilire, a mio avviso, programmi di verifica, controllo e valutazione dei bambini. Programmi molto semplici, ma che poi ci possono aiutare a evidenziare in fase precoce alcune situazioni di rischio”. Il sottosegretario, infine, ha invitato a non dimenticare gli anziani, “visto anche che l’aumento della vita media porta a patologie legate all’udito. Se vogliamo parlare di allungamento della vita in salute e mantenimento dell’autonomia, dobbiamo senz’altro considerare anche questi aspetti”.
Fonte: vitadidonna.it.


Newsletter della Storia dei Sordi n. 733 del 27 ottobre 2009