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25° anniversario del Mas

25° anniversario del Mas. Parole di Benvenuto dell’Assistente ecclesiastico nazionale del Mas

Buon pomeriggio! Vedo che nella sala sono affluite molte rappresentanze dei gruppi del nostro Movimento, provenienti da varie parti d’Italia.
Altre persone arriveranno per rendere più gioiosi i festeggiamenti per il venticinquesimo di fondazione del Mas …e del decimo anniversario del suo riconoscimento canonico da parte della Conferenza episcopale italiana.
A tutti il mio paterno e fraterno abbraccio di benvenuto: PACE E BENE A TUTTI, a cominciare dal Presidente nazionale cavaliere ufficiale Libero Marinato, ai presidenti e assistenti ecclesiali regionali e diocesani, a tutti i soci e amici.
Era più che doveroso ritrovarsi qui a Roma, città eterna, sede dei vicari di Cristo: ieri del papa  Giovanni Paolo II, oggi di Benedetto XVI.
All’apertura dei lavori è bene ricordarli ambedue.
Come dimenticare il caro Papa Wojtyla, così vicino ai disabili e alle persone sorde? (Chi non ricorda la Giornata del 3 dicembre dell’Anno giubilare del 2000 nella basilica di S. Paolo?).
Nel 1989 il Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II, ricevendo in udienza privata i padri capitolari della Piccola Missione per i Sordomuti, dopo aver affermato che le persone non udenti “non devono rimanere emarginate fra il Popolo di Dio”, esprimeva “un vivo compiacimento per la organizzazione del movimento apostolico sordomuti (MAS), che già opera tanto efficacemente per la diffusione del Regno di Dio tra i non udenti con il buon esempio di vita cristiana, con la preghiera e con la generosità, anche mediante testimonianze concrete di amore verso i fratelli di altri paesi, bisognosi di aiuto anche materiale”.
Le sue parole sono tradotte nello Statuto del Mas, nella cui prefazione si può leggere. «Lo statuto ha un’articolazione organica ed enuncia chiaramente le finalità ecclesiali dell’Associazione: promuovere “la formazione cristiana dei propri soci che offrono così la loro collaborazione per la diffusione del Vangelo con spirito di carità” (art. 2, 1); sostenere “l’azione missionaria dei soci” e offrire “la collaborazione a gruppi che si occupano di sordi poveri nel mondo” (art. 2, 4)».
Benedetto XVI, al quale va il nostro pensiero e la nostra solidarietà in questo periodo non facile del suo magistero e della vita della Chiesa,  h a fatto un’importante esortazione alle persone sorde nell’udienza del 20 novembre scorso, in occasione della 24ª Conferenza del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute sul tema: Effatà! La persona sorda nella vita della Chiesa.
Queste le sue parole testuali, senza commento:
“Cari fratelli e sorelle non udenti, voi non siete solo destinatari dell’annunzio del messaggio evangelico, ma ne siete, a pieno titolo, anche annunciatori, in forza del vostro Battesimo. Vivete quindi ogni giorno da testimoni del Signore negli ambienti della vostra esistenza, facendo conoscere Cristo e il suo Vangelo. In quest’Anno Sacerdotale pregate anche per le vocazioni, perché il Signore susciti numerosi e buoni ministri per la crescita delle comunità ecclesiali.
Cari amici, vi ringrazio per questo incontro e affido tutti voi qui presenti alla materna protezione di Maria Madre dell’amore, Stella della speranza, Madonna del Silenzio. Con questi voti, vi imparto di cuore la Benedizione Apostolica, che estendo alle vostre famiglie e a tutte le associazioni che attivamente operano nel servizio dei non udenti”.
In questi giorni avremo il tempo e il modo per riscoprire le nostre radici, per ravvivare e irrobustire il nostro carisma, in vista di nuovi sviluppi nella perfezione cristiana dei membri e nell’impegno missionario affidatoci dalla Chiesa…
portando la testimonianza della nostra fede anche nel mondo digitale.
Buon lavoro!
P. Vincenzo Di Blasio pms


S.E. Mons. Crociata ha presieduto Santa Messa

S.E. Mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della CEI, sabato 1° maggio a Roma, presso la Chiesa dei Santi Francesco e Caterina Patroni d’Italia ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nell’ambito del Convegno del Movimento Apostoslico Sordi (MAS), in programma dal 30 aprile al 2 maggio presso la Casa per ferie “Villa Maria” (L.go Berchet, 4) e dedicato al 25° anniversario dalla fondazione del MAS.

SALUTO di Mons. Crociata
Ai partecipanti al convegno del Movimento Apostolico Sordi per il venticinquesimo di fondazione

Caro Presidente,
cari fratelli e sorelle del Movimento Apostolico Sordi,

con grande gioia ho accolto il Vostro invito a portare il saluto della Conferenza Episcopale Italiana e a presiedere la Concelebrazione Eucaristica in occasione del Convegno nazionale del vostro movimento, che si tiene in occasione del 25° anniversario di fondazione del movimento stesso. Voglio ringraziarvi per avermi dato l’occasione di essere qui con voi e ancor di più per il vostro impegno a servizio della Chiesa e delle persone non-udenti.

Mons. Mariano Crociata Il vostro convegno di oggi si situa nella scia del convegno internazionale Effatà! La persona sorda nella vita della Chiesa promosso dal Pontifico Consiglio per la Pastorale della Salute nel novembre 2009. Significativamente, il versetto del Salmo 24 che dà il titolo a questo Convegno Mostrami, o Signore, le tue vie, istruiscimi nei tuoi sentieri, riassume assai bene alcuni temi fondamentali dibattuti nell’assise internazionale del novembre scorso. A partire da questo versetto del Salmo 24 vorrei sviluppare tre punti, che sono a mio avviso assolutamente centrali per la vita del MAS oggi, cioè la vostra peculiare identità, la comunione ecclesiale con i Vescovi e la missione dell’apostolato che vi proponete. Si tratta di punti essenziali e qualificanti riguardo l’attività del MAS nel contesto attuale della Chiesa che è in Italia e perciò vorrei, seppur brevemente, fare con voi qualche considerazione al riguardo.

In primo luogo, le parole del Salmo dicono l’apertura e la disponibilità a lasciarsi istruire dal Signore, che è condizione essenziale per ogni battezzato e ancor di più per quanti, all’interno di associazioni e movimenti della Chiesa rendono un servizio a Dio e ai fratelli. La compromissione dell’udito, non può e non deve chiudere il cuore all’ascolto della Parola e all’azione della Grazia che salva! Proprio per questo, e partendo dalla serena accettazione della menomazione nell’udito, voi vi impegnate a formarvi nella vita di fede, a nutrirvi della Parola e dell’Eucaristia e ad essere, con spirito di carità, al servizio di tutti gli uomini che sono alla ricerca di Dio e specialmente dei vostri fratelli non udenti. La ragione identitaria e fondativa del MAS sta proprio nella promozione del bene spirituale dei suoi associati e nella testimonianza di fraternità e di servizio che essi possono dare a tutti, come si vede dall’art. 2 dello Statuto e dal Regolamento, nella cui conclusione si legge: «A margine delle linee normative esposte nello Statuto e in questo Regolamento si ricordi soprattutto che il MAS è un movimento ecclesiale, che opera quindi all’interno della Chiesa, vivendo dello stesso Spirito che alimenta la Chiesa universale, e che quindi deve sempre trovarsi in sintonia con gli indirizzi proposti dal Santo Padre, dai Vescovi, dai Sacerdoti. Il fine primo del MAS è il bene dello spirito dei fratelli sordi, che passa attraverso la fratellanza, la comprensione, l’amorevole correzione fraterna, la carità, la collaborazione vicendevole, per poi portarle nel mondo a tutti quelli che ci incontrano, soprattutto a coloro che sono dimenticati e soli».

In secondo luogo, dunque, e proprio in relazione alla vostra identità, la comunione con i pastori, il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti permette il raggiungimento delle finalità del Movimento, vi sostiene nel cammino e vi conferma nelle vie di Dio. Nell’attuale situazione della Chiesa e della nostra Italia, i Vescovi hanno individuato nel compito dell’educazione un tema urgente, delicato e necessario che richiede lo sforzo di tutti per veicolare i contenuti della fede e insieme anche quelli di un’autentica visione dell’uomo e della società che promuova il bene comune attraverso la tutela della vita, della famiglia e della giustizia sociale. Proprio per questo, nelle vie e nelle forme proprie della vostra associazione, è necessario riflettere su questo tema, collaborare con le altre realtà associative e con le diocesi per promuovere l’attenzione educativa e mettere al centro del vostro apostolato i temi dell’educazione alla fede e alla vita.

In terzo luogo, infine, va sottolineata costantemente l’azione missionaria di tutto il popolo di Dio, mandato derivante “per essenza” dalla vocazione ricevuta nel Battesimo. Oggi più che mai essa va  promossa fortemente, per contrastare la progressiva erosione del tessuto cristiano, un fenomeno sempre più evidente nella nostra società. Esiste purtroppo una sordità che è ben peggiore della pur dolorosa mancanza dell’udito: è la sordità del cuore alla voce di Dio. È quella durezza che impedisce alla Parola di Dio di trovare accoglienza in noi, di aprirci all’abbraccio misericordioso del Padre, di insegnarci la vita dei figli Dio, che sanno essere fratelli per tutti gli uomini, specie quelli in difficoltà. Per vincere questa sordità è necessario un impegno di apostolato da parte di tutti, udenti e non-udenti. Anzi, la vostra sordità può diventare testimonianza efficace del fatto che ciò che ascoltiamo con le orecchie non basta se a questo non si aggiunge la pronta disponibilità del cuore. «Effatà, Apriti!» è il comando che Gesù dà al cuore prima che all’orecchio. Di questo imperativo del cuore noi tutti dobbiamo farci interpreti. C’è un linguaggio dei segni che dobbiamo imparare meglio tutti. Certo, la lingua dei segni che serve per comunicare con i non udenti è uno strumento importante ed è auspicabile che le comunità cristiane possano dotarsi di sacerdoti, catechisti e animatori pastorali in grado di comunicare in questo modo. Dobbiamo però essere capaci di essere segni di amore e di comunione con la nostra testimonianza di vita, di cogliere a fondo i segni e i gesti della liturgia, di saper leggere i segni dei tempi alla luce del Vangelo per orientare le nostre e le altrui scelte, di porre in essere opere-segno e comunità-segno, che sappiano accogliere ed educare alla fede, alla speranza, alla carità. Questo insieme di segni è il modo in cui Dio continua ad educare e istruire il Suo popolo e lo guida attraverso i Suoi sentieri. Tanti uomini e donne cercano questi segni per poter incontrare il Dio vivente! Vi esorto, perciò, cari fratelli del Movimento Apostolico Sordi a perseverare nel vostro impegno di apostolato, anzi ad accrescerlo. Non lasciatevi sconfiggere dalle inevitabili difficoltà, dalle incomprensioni e dall’indifferenza che sicuramente incontrate e incontrerete. Non cedete alla tentazione della sfiducia e dello scoraggiamento. A fronte di sentieri impervi e di ostacoli faticosi da superare, l’azione dello Spirito vi rinfranca, vi consola e vi dona nuove energie, affinché il vostro apostolato sia fecondo.

Lasciarsi educare e istruire dal Signore, nella Parola e nei sacramenti; educarsi alla comunione e alla partecipazione attiva alla missione della Chiesa, in comunione con i pastori; educare alla fede, con tutte le risorse possibili, le tante sordità fisiche e spirituali che incontriamo ogni giorno: è questo il cammino che desidero indicarvi. È un grande compito quello che ci attende come Chiesa nel nostro tempo e richiede la capacità di crescere nella comunione, per poter meglio servire tanti nostri fratelli e sorelle. Penso a coloro che nascono con problemi di udito o che li manifestano in tenera età e non hanno i necessari ausili tecnici, affettivi e relazionali per essere aiutati. Penso alle tante persone che invecchiando manifestano gravi problemi di udito e non sono aiutate e a tutti coloro che a causa della sordità restano rinchiusi dietro una coltre di silenzio, quasi isolati in un mondo a parte e dimenticati. Penso alla possibilità di utilizzare internet e altri mezzi di comunicazione oggi disponibili per superare le barriere della sordità fisica e per avvicinarsi a tante solitudini e sordità spirituali, specie dei giovani. Per perseguire più efficacemente questi scopi vi invito, cari amici del Movimento Apostolico Sordi, a rimanere in contatto con i vostri Vescovi diocesani, a lavorare insieme alle altre associazioni ecclesiali e alle comunità parrocchiali e a mantenere una stretta collaborazione con l’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute e con l’Ufficio Catechistico Nazionale, che sono a vostra disposizione per sostenervi in questo cammino.

A conclusione di questo saluto consentitemi di rinnovarvi l’invito che il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto ai partecipanti all’udienza del Convegno internazionale «Effatà!», prima ricordato.  «Cari fratelli e sorelle non udenti,» diceva il Papa «voi non siete solo destinatari dell’annunzio del messaggio evangelico, ma ne siete, a pieno titolo, anche annunciatori, in forza del vostro Battesimo. Vivete quindi ogni giorno da testimoni del Signore negli ambienti della vostra esistenza, facendo conoscere Cristo e il suo Vangelo. In quest’Anno Sacerdotale pregate anche per le vocazioni, perché il Signore susciti numerosi e buoni ministri per la crescita delle comunità ecclesiali.»

A Maria, Madre della Chiesa, Aiuto dei cristiani e Vergine del Silenzio, affido il vostro apostolato affinché l’annuncio della Buona Novella di Cristo possa risuonare e regnare nei cuori di tutti gli uomini di buona volontà.
Mariano Crociata