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Sordità infantile riguarda un neonato su 1000

Sordità infantile riguarda un neonato su 1000. Convegno al Bambin Gesù, una strada condivisa per la cura

(ANSA) – ROMA, 21 MAG – Uno screening dell’udito al momento della nascita, seguito da un eventuale ricorso alle protesi acustiche e alla chirurgia di ultima generazione. Si tratta della strada condivisa per la salute dei piccoli con problemi di udito, tracciata nel corso del convegno “Percorso diagnostico e riabilitativo del bambino sordo” organizzata dal Bambin Gesu’. In Italia un bambino su 1000 nasce sordo e il numero sale a 5 se si considerano solo i nati tra i bimbi a rischio sordità. Ogni anno nel nostro Paese vengono dunque alla luce dai 600 ai 1200 piccoli con sordità e in generale sono circa 7 milioni le persone che soffrono di una ridotta capacità uditiva. Nel convegno che ha riunito pediatri ospedalieri e di famiglia, otorinolaringoiatri, audio-protesisti, logopedisti, rappresentanti delle società scientifiche, della comunità dei sordi e di associazioni di genitori, sono state messe a confronto diverse esperienze e presentate le più recenti acquisizioni scientifiche in tema di sordità infantile che si affronta, secondo gli esperti, cominciando dalla diagnosi precoce. Attraverso uno screening dell’udito al momento della nascita, sarà infatti possibile escludere o rilevare tempestivamente problemi a livello dell’apparato uditivo che potranno essere trattati già dai 4-6 mesi di vita adottando tutte le strategie più efficaci per favorire il percorso di apprendimento del linguaggio. Il percorso terapeutico presentato contempla non solo il ricorso mirato – dopo adeguate indagini specialistiche – alle protesi acustiche, ma anche alla chirurgia di ultima generazione, rappresentata dagli impianti cocleari che donano l’udito ai bambini nati sordi e consentono loro di imparare a parlare senza ritardi né condizionamenti. “Questo convegno – spiega Alberto Villani, responsabile di pediatria generale e malattie infettive dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù – nasce dalla sentita esigenza di trovare soluzioni concrete e condivise tra pediatri e otorinolaringoiatri nell’interesse dei piccoli pazienti con disturbi dell’udito – Percorsi assistenziali ben delineati e ottimizzazione delle competenze sono il miglior servizio che come professionisti possiamo garantire ai nostri piccoli pazienti e alle loro famiglie”. (ANSA).

Ipoacusie infantili su base genetica



Sordità infantile: prevenzione con lo screening neonatale
In Italia un bambino su 1.000 nasce sordo e il numero sale a cinque se si considerano solo i nati tra i bimbi a rischio sordità. Ogni anno nel nostro Paese vengono dunque alla luce dai 600 ai 1.200 piccoli con sordità e in generale sono circa 7 milioni le persone che soffrono di una ridotta capacità uditiva. Sabato 21 maggio si è tenuto all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù il Convegno ‘Percorso Diagnostico e Riabilitativo’ del bambino sordo,  a cui hanno partecipato pediatri ospedalieri e di famiglia,otorinolaringoiatri, audio protesisti, logopedisti e rappresentanti della comunità dei sordi ed altre associazioni di genitori di bambini sordi.

Lo screening dell’udito al momento della nascita permette di diagnosticare precocemente la sordità infantile. Per tale motivo questo esame deve diventare una prassi consolidata al quale sottoporre tutti i nuovi nati. In questo modo infatti sarà possibile individuare eventuali problemi all’apparato uditivo e mettere in pratica le giuste mosse terapeutiche già all’età di 4-6 mesi, in maniera tale da non pregiudicare il percorso di apprendimento del linguaggio del bambino, così come quello di relazione con gli altri.

Il trattamento della sordità infantile prevede non solo il ricorso alle protesi acustiche, ma anche alla chirurgia più innovativa, sopratutto in riferimento agli impianti cocleari fondamentali nel restituire l’udito al bambino nato sordo.

Quindi la possibilità di fare ricorso a cure mediche mirate anche chirurgiche rende possibile evitare ritardi nell’apprendimento e nella comunicazione e come sottolinea il professore Alberto Villani, responsabile di pediatria generale e malattie infettive dell’ospedale considerato, “il convegno nasce dalla sentita esigenza di trovare soluzioni concrete e percorsi assistenziali ben delineati” per i bambini che nascono con tali disturbi.

Fonte: mammedomani.it