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La Regione Piemonte riconosce la LIS come eccellenza territoriale

La Regione Piemonte riconosce la LIS come eccellenza territoriale. Accordo sulla convenzione triennale per la prosecuzione del progetto e immediato impegno per finanziamento.

A dicembre, presso la Regione Piemonte si era tenuto un incontro tra l’assessore Alberto Cirio, l’assessore Mariella Biollino, i consiglieri Lorenzo Leardi e Wilmer Ronzani , l’assessore Pier Ercole Colombo del Comune di Cossato e i referenti territoriali del progetto “Bilinguismo – Lingua Italiana – Lingua Italiana dei Segni (LIS) in essere dal 1994: la dirigente Silvana Stesina, la presidente di Vedovoci Melania Vaccaro, il preside della scuola media di Cossato. In tale occasione l’assessore Cirio si era mostrato molto attento e sensibile al progetto LIS, ipotizzando una convenzione pluriennale al fine di dare stabilità al corso.

Venerdì 13 gennaio, l’assessore all’istruzione provinciale, Mariella Biollino, ha riunito nuovamente tutti gli attori del primo incontro in Provincia; la Regione era rappresentata dalla dott.ssa Paola Casagrande, direttrice del settore istruzione, formazione e lavoro. . Erano presenti anche i referenti della Fondazione CRB (dott. Quaregna e Policante) che da sempre sostiene il progetto, L’IRIS (Isabella Scaramuzzi) , alcuni Comuni che hanno ragazzi nella scuola di Cossato (Biella con il vicesindaco Caldesi, Candelo, Gaglianico, Cossato), Melania Vaccaro di Vedovoci, in rappresentanza dei genitori.

Durante la riunione, grazie all’ampia disponibilità della Regione e di tutti i presenti si sono fatti notevoli passi avanti per risolvere le problematiche finanziarie connesse alla scuola LIS in essere sin dal 1994 presso la Direzione Didattica e la Scuola Media di Cossato .

Non erano purtroppo presenti, pur essendo stati invitati e pur avendo ragazzi nella scuola di Cossato, i comuni di Vallemosso, Ponderano e Sagliano Micca . Verranno nuovamente convocati in provincia Martedì 17 alle ore 10.00.

I presenti, grazie all’impegno di tutti e alla disponibilità della Regione, hanno concordato di redigere a breve una convenzione triennale per la prosecuzione del progetto ed un immediato impegno per il finanziamento delle attività in corso per l’anno 2012.

L’intesa riguarderà, inoltre, la prosecuzione dell’iniziativa nell’ambito delle scuole secondarie di secondo grado, già avviata dalla Provincia a partire dal 2007 in collaborazione con la scuola polo I.I.S. “Q. Sella”.

La regione investirà 40.000,00 euro annui; per l’anno scolastico in corso la regione sosterrà i costi per un docente alle elementari e medie e, se fattibile, anche per le superiori, previa richiesta delle scuole. La Fondazione CRB interverrà con una cifra cospicua , i comuni sosterrano le spese in rapporto al numero dei ragazzi e l’IRIS verserà un contributo. La Provincia sosterrà le spese per le superiori.

La Provincia si è fatta carico di coordinare, insieme alla direzione di Cossato, la stesura della convenzione con indicazione delle cifre. A breve, la firma.

Il positivo risultato ottenuto, vista l’importanza della progettualità LIS, è frutto di una collaborazione generale e trasversale, che ha visto anche la partecipazione costruttiva dei consiglieri Leardi e Ronzani, da sempre favorevoli all’iniziativa.

L’esperienza delle scuole di Cossato rappresenta un’eccellenza nel contesto piemontese e nazionale. Si è però ancora in attesa dell’approvazione di una specifica normativa, nazionale e regionale, a tutela e riconoscimento della lingua dei segni, che consenta il sostegno e consolidamento delle attività ad oggi realizzate con grande impegno e tenacia a livello locale.

Per quanto riguarda le scuole del primo ciclo, l’iniziativa favorisce l’integrazione scolastica per l’a.s. 2012/13 di tredici alunni sordi, ma l’impostazione del progetto, che considera i sordi come una minoranza linguistica, coinvolge nel loro complesso tutti gli alunni frequentanti a Cossato, siano essi udenti o meno, sviluppando capacità di comunicazione secondo la lingua italiana dei segni nell’ambito dell’intero gruppo classe. Terminata la scuola dell’obbligo, i ragazzi frequentano le superiori; anche qui occorrono interpreti della lingua dei segni per non disperdere quanto avviato nelle scuole dell’obbligo.

Fonte: Provincia di Biella (17 febbraio 2012)


Una “proposta di legge inutile e dannosa, che norma quanto già normato dalle leggi nazionali”: così il Comitato nazionale genitori familiari disabili uditivi definisce la proposta di legge 86 della regione Piemonte che reca “Disposizioni per la promozione del riconoscimento della lingua dei segni italiana e per la piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva”. La prima annotazione è che “tutte le materie indicate nella pdl stessa, sono già previste dalla normativa nazionale”, che garantisce interpreti a scuola, all’università, in sede giurisdizionale e in alcuni telegiornali. La stessa normativa nazionale prevede l’attuazione della Legge 104/92 per l’inserimento scolastico e lavorativo e, a spese degli interessati l’accompagnamento di interpreti gestuali in tutti gli uffici pubblici.

Per quanto riguarda il progetto di legge regionale, il Comitato elenca schematicamente i principali nodi critici: primo, il “mancato riferimento al piano sanitario ragionale, fiore all’occhiello e motivo di vanto e orgoglio della regione Piemonte, che tramite la Rete audiologica predispone e organizza un percorso programmato finalizzato alla diagnosi e al trattamento precoce dei difetti di udito neonatale. Il secondo punto critico è il riferimento al primo testo della pdl C. 4207, approvato in Senato e modificato con un nuovo testo base”: una proposta di legge, scrive il comitato, “che ci vede ancora contrari, ma che ha eliminato dal titolo il riferimento al ‘riconoscimento della Lingua dei segni italiana’. La proposta di legge nazionale C. 4207 è oggi ancora all’esame delle competenti Commissioni della Camera dei Deputati, ma il suo iter è di fatto fermo”.

Al terzo punto, il comitato denuncia il carattere “unilaterale e ghettizzante di questa proposta di legge, che indica nella cosiddetta Lingua dei Segni lo strumento di ‘comunicazione tra udenti e sordi’. Ma se il reale intento di questa legge fosse la richiesta di parità di accesso dei cittadini non udenti alla pubblica amministrazione regionale, che fine hanno fatto tutti quei mezzi comunicativi informatici e la sottotitolazione, servizi di cui sicuramente c’è bisogno e che sarebbero molto meno dispendiosi, duttili, e maggiormente aggiornabili nonché utili non solo alla persona sorda ma anche ai cosiddetti normoudenti? In realtà – affermano gli autori della lettera – dietro a questa proposta di legge, che cerca di celare i suoi reali intenti dietro alla richiesta di parità di accesso dei cittadini non udenti alla pubblica amministrazione, c’è solo l’unico e vero interesse: il riconoscimento della Lingua Italiana dei Segni, legato a benefici economici collegati allo status di minoranza linguistica sorda”.

Il documento denuncia poi, nei punti successivi, “l’abusato riferimento” alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e all’articolo 3 della Costituzione italiana: “per raggiungere l’obiettivo della piena inclusione, della pari dignità sociale, è necessario la messa in atto di un adeguato protocollo sanitario (screening neonatale, diagnosi, protesizzazione o impianto cocleare e abilitazione alla parola), educativo e scolastico. La Regione Piemonte ha una politica attenta e avanzata in questo campo, che può e deve essere migliorata, non certo celando il problema dietro il riconoscimento di uno strumento comunicativo anacronistico e ghettizzante”.

In conclusione, il Comitato “chiede che sia portato alla luce il reale e unico fine di questa proposta di legge, che sia abbandonata ogni velleità ingiustificata di stigmatizzazione della persona sorda, per operare proficuamente alla costruzione di cittadini orgogliosi di essere semplicemente italiani. Cestinate quel disegno di legge, avrete onorato la cultura dei diritti umani”.

Fonte: superabile.it 17 gennaio 2012