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Nuove tabelle delle percentuali di invalidità civile

Lo schema di decreto ministeriale concernente l’approvazione delle nuove tabelle indicative delle percentuali di invalidità per le menomazioni e le malattie invalidità, ai sensi dell’art.20, comma 6, del D.L. 1° luglio 2009, n.78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 3 agosto 2009, n.102, presentato dal Ministero della Salute al Parlamento sottoponendo “il parere” con atto n. 507 della Camera dei Deputati (3 ottobre 2012).


Invalidita’ civile: audizione Fish su nuove tabelle
Una delegazione della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), ha lasciato da poco la Camera dei Deputati dopo l’audizione alla Commissione Affari Sociali dove e’ in esame lo schema del decreto che rivede le Tabelle usate per valutare l’invalidita’ civile. Secondo la Fish il testo e’ inemendabile.

”Basta ricordare che questo schema di decreto discende da un articolo di legge che aveva per titolo ‘Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile’ per capire che l’interesse primario non sia quello della tutela della salute delle persone”, commenta Pietro Barbieri, presidente della Federazione, all’uscita da Montecitorio.

La Fish ha espresso in Commissione tutte le sue critiche, ”a partire dalla patente violazione dei principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ratificata dall’Italia nel 2009: la visione e’ puramente sanitaria, senza alcuna attenzione alle difficolta’ e agli ostacoli all’inclusione e alle pari opportunita’.

Le nuove procedure, a causa delle numerose ulteriori certificazioni specialistiche previste, produrrebbero un aumento dei costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale e del Cittadino. Una complicazione e un sovraccarico che mal si coniugano con le recenti tendenze alla semplificazione amministrativa e alla spending review”.

La Federazione contesta anche ”la debolezza, inadeguatezza e arretratezza scientifica dello strumento di valutazione che si continua ad adottare. Si pensi solo che il concetto di ‘incapacita’ lavorativa generica’ risale agli anni Venti del Novecento.

Al contempo, lo schema di decreto, incredibilmente, non fornisce alcuna indicazione per la valutazione specifica degli atti quotidiani della vita, cioe’ del requisito principale per accedere all’indennita’ di accompagnamento, preferendo lasciare carta bianca all’INPS”.

”Nei prossimi giorni – avverte l’organizzazione – chiederemo al Ministro Balduzzi di ritirare lo schema di decreto e di avviare un confronto per giungere a criteri di valutazione della disabilita’ rispettosi dei principi fissati da un atto internazionale sottoscritto e ratificato anche dal nostro Paese: la Convezione Onu sui diritti della persone con disabilita”’.

”Al termine dell’audizione – riferisce la Fish – l’onorevole Miotto ha anticipato che il Gruppo del Pd chiedera’ il ritiro dello schema di decreto. Una profonda revisione viene chiesta anche dall’onorevole Porcu (PdL). Di cultura del sospetto, quale retropensiero del documento in discussione, parla l’onorevole Binetti (Udc) invitando i colleghi a suggerire il ritiro dello schema di decreto”.
Fonte: asca – nw161 – 30 ottobre 2012

INFO:

Visualizza la nuova tabella delle percentuali d’invalidità civile

Relazione illustrativa del Ministero della Salute

Parere Stato-Regioni del 26 settembre 2012

VISUALIZZA:

Invalidità, guerra alle nuove tabelle. L’Anmic: “Rigide e burocratiche, ecco perché non vanno