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La Lotta resta fuori dalle Olimpiadi ma non si cancella la Storia sportiva dei Sordi

La Lotta resta fuori dalle Olimpiadi ma non si cancella la Storia sportiva dei Sordi.
Il CIO (Comitato Internazionale Olimpico), nella sua ultima seduta, di martedì 12 febbraio 2013, ha deciso di escludere la lotta (greco-romana e stile libero) dall’elenco delle 25 discipline principali, che rappresentano la base del programma dei Giochi del 2020.

Così per la lotta greco-romana quella delle Olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro sarà l’Olimpiade dell’addio, dopo secoli di onorata presenza. La decisione è stata presa a scrutinio segreto dai 15 membri del Comitato olimpico, nella sua sede di Losanna, in Svizzera. Le esatte motivazioni dell’esclusione non sono state rese note.

La decisione pare assurda: togliere uno sport dalla tradizione millenaria per dare spazio ad altri sport come il golf e il rugby a sette che nulla hanno a che vedere con la tradizione e lo spirito olimpico!

«Il CIO sta facendo una pazzia totale! Come possono pensare di togliere dalle Olimpiadi la più antica delle discipline sportive?  – sbotta Andrea Minguzzi, medaglia d’oro nella lotta ai Giochi di Pechino, tornato ad allenarsi dopo un lungo stop per infortunio in vista dei mondiali di settembre a Budapest, – Spero che da qui a settembre tutte le federazioni nazionali facciano sentire la loro voce al CIO affinché si cambi questa pazzia. Che Olimpiadi sarebbe senza la lotta?»

Infatti, la parola “fine” potrebbe non essere stata ancora scritta. C’è la possibilità che il Comitato Olimpico possa cambiare la sua decisione a maggio, quando verrà scelto uno sport da aggiungere ai 26 dei Giochi del 2020. Negli ultimi anni, il CIO si era preoccupato per le dimensioni crescenti dei Giochi estivi, decidendo anche di limitare il numero di atleti ammessi. Allo stesso modo i membri del comitato avevano espresso l’esigenza di modernizzare il programma.

Lotta greco romana

La lotta è una delle più antiche discipline delle Olimpiadi: fu introdotta per la prima volta nell’edizione delle Olimpiadi antiche del 708 a.C. ed è stata una delle discipline più importanti e rappresentative dall’inizio delle Olimpiadi moderne, a partire dall’edizione del 1896 ad Atene.

Per i sordi, la notizia è traumatica, anche se da anni la lotta non è più nel programma della Federazione Sport Sordi Italia, ma la Storia dello Sport Silenzioso ben rammenta che fu proprio la F.S.S.I. quando nel 1957 organizzò a Milano gli 8i Giochi Internazionali Silenziosi, a inserire quella disciplina nel programma delle “olimpiadi”  dei sordi. Allora l’Italia vantava un sordo, Ignazio Fabra, che era stato campione del mondo e due volte medaglia d’argento alle Olimpiadi, Helsinki 1952 e Melbourne 1956, e dal successo di quel torneo di lotta greco-romana e a stile libero fra i sordi di tutto il mondo, il Comitè International Sport des Sourds accolse la proposta italiana e decise di inserire ufficialmente la Lotta greco-romana e a Stile Libero nel programma dei quadriennali Giochi Internazionali “estivi” dei Sordi, che oggi si chiama Deaflympics, e la lotta è uno sport importante di quel torneo. Oltre a Fabra, due volte medaglia d’oro, altri sordi italiani hanno vinto medaglie, d’argento o bronzo, alle olimpiadi silenziose: Cognato, Caserta, Simonetti, Lucchese, Mercogliano, Pampini, Mele e Telleri.

Ora che il CIO ha deciso di “cancellare” la lotta dalle Olimpiadi, dovrà però sopravvivere la Storia che è stata scritta dal grande lottatore sordo Ignazio Fabra per il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e per la gloriosa FSSI (Federazione Sport Silenziosi d’Italia) quando quella Federazione era l’organismo di Educazione Fisica dell’Ente Nazionale Sordi, e nelle Scuole ENS di Roma e Palermo la lotta era una disciplina dell’educazione  fisica, da cui uscirono schiere di uomini completi, non solo campioni sportivi.

Marco Luè – nw020 – 13 febbraio 2013

PER SAPERE DI PIU’

Ignazio Fabra

CIO – Comitato Olinpico Internazionale

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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini