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L’UE conferma i tagli alla disabilità

L’UE conferma i tagli alla disabilità. Il mese scorso l’Europarlamento ha respinto l’accordo raggiunto dai leader dei 27 Stati membri sul bilancio 2014-2020 dell’UE. Perchè considerato insufficiente per far fronte ai bisogni di sviluppo e agli obiettivi che l’Unione si è data nella strategia Europa 2020. In questo contesto, quale spazio avranno i progetti europei sulla disabilità?

«Colloqui tra i tre attori principali (Consiglio, Commissione e Parlamento) sono in corso e appare difficile trovare facilmente una posizione condivisa», sostiene Ádám Kósa, presidente dell’Inter-gruppo sulla disabilità dell’Europarlamento. «L’eurozona sta affrontando un periodo di recessione profonda: in un tale scenario, i governanti prendono in considerazione solo tagli alla spesa, invece di adottare misure anti-cicliche di sostegno e politiche attive. In simili circostanze – continua l’eurodeputato ungherese – è difficile mettere sul tavolo la questione disabilità, giacché è probabile che i governanti non abbiano la volontà o gli strumenti per dedicarsi a questo genere di questioni.»

«Nonostante questo, il bilancio pluriennale può contribuire decisamente allo sviluppo di progetti collegati alla disabilità.» Per il primo europarlamentare sordo della storia, infatti, il prossimo bilancio sarà basato sugli obiettivi della strategia Europa 2020 tra quali figurano la formazione permanente, l’inclusione sociale e l’educazione. Tutte questioni che interesseranno particolarmente la vita dei disabili. «Come presidente dell’Inter-gruppo Disabilità sto lavorando per promuovere l’attuazione dei diritti dei disabili troppo spesso trascurati; anche lavorando a stretto contatto con il Forum europeo della disabilità, al fine di trovare le migliori soluzioni per aumentare l’integrazione.»

Mentre le Istituzioni europee continuano a confrontarsi sul bilancio al momento non si vedono misure concrete per gli 80milioni di disabili europei. Tuttavia, molti eurodeputati rimangono sensibili alla questione con interrogazioni e iniziative parlamentari. Nel 2011, l’Assemblea di Strasburgo ha adottato la relazione di Kósa su mobilità e integrazione sociale. «Nonostante la libera circolazione dei lavoratori sia uno dei più importanti acquis dell’Ue, risulta spesso incomprensibile per le persone con disabilità. Accade di frequente – sostiene l’eurodeputato – che un disabile non possa usare la sua carta d’invalidità in un altro paese. Un’iniziativa a riguardo è stata avanzata dalla Commissione ed un vasto dibattito è attualmente in corso circa la corretta attuazione di una nuova Tessera Europea dei Disabili, per promuovere una maggiore inclusione.»

Se si vuole migliorare la vita dei disabili per Ádám Kósa bisogna anche «richiamare l’attenzione dei politici nazionali e locali al fine di implementare effettivamente la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità», ratificata dall’Ue e da quasi tutti gli Stati membri. C’è molto lavoro da fare a partire dall’adozione di criteri comuni di costruzione che garantiscano l’accessibilità, fino all’effettiva apertura del mercato del lavoro ai disabili. «Sono sicuro che il nostro impegno avrà successo solo se gli organismi nazionali responsabili comprenderanno le esigenze e saranno disposti a lavorare in questo campo anche in collaborazione con le ONG», conclude Kósa.

Ivano Abbadessa. Fonte: west-info.eu – nw056 – 23 aprile 2013

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