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Impianti Cocleari per sordità asimmetriche e monolaterali

Impianti Cocleari per sordità asimmetriche e monolaterali (video sottotitolato). L’indicazione ad un impianto cocleare fino a qualche tempo fa era riservata ai casi di sordità profonda, soprattutto le sordità congenite per permettere ai bambini di avere un corretto sviluppo cognitivo e linguistico, ma negli ultimi anni sta cambiando sempre più l’indicazione, ampliando la chirurgia degli impianti anche alle sordità asimmetriche o monolaterali e consentendo così una migliore qualità di vita a chi non riesce a recuperare un udito sufficiente con un apparecchio acustico (molti anziani in ambienti rumorosi non riescono a percepire comunque distintamente le parole nonostante la protesizzazione) o a chi avendo una sordità monolaterale non riesce più a percepire la direzione da cui provengono i rumori.

Parliamo di tutto questo con il Prof. Roberto Filipo, Professore Emerito di otorinolaringoiatria a La Sapianza, Università di Roma e già Direttore del Dipartimento di Otorinolaringoiatria e Organi di Senso al Policlinico Umberto I di Roma che ci spiega come oggi i nuovi processori a contatto magnetico abbiano dimensioni tali da essere praticamente invisibili e che le tecniche chirurgiche sono mininvasive al punto da permettere un intervento che non supera le due ore, permettendo quindi anche a persone anziane di affrontare l’intervento.

Per quanto riguarda le sordità asimmetriche la possibilità di abbinare un impianto cocleare ad una protesi permette di ottimizzare l’udito anche grazie ad un sistema blue tooth in grado di far “dialogare” i due impianti per gestire il mappaggio delle funzioni consentendo soprattutto agli anziani di uscire dall’isolamento in cui spesso vengono costretti dalla sordità e di poter recuperare una socialità che migliora nettamente la qualità di vita. Per quanto riguarda le sordità monolaterali invece la possibilità di recuperare non tanto la quantità auditiva ma la qualità e la direzionalità permette di discriminare l’origine del rumore e per coloro che soffrono di acufeni l’impianto in funzione è in grado di annullarli.

Naturalmente intervenire precocemente è fondamentale per un recupero più completo, perchè minore è il tempo da cui si è instaurata la sordità più sarà facile riattivare la plasticità cerebrale con la stimolazione acustica. E con il Professore parliamo anche dell’importanza di uno studio accurato del tipo di sordità perchè spesso la visita si limita al classico esame audiometrico quando invece per ottimizzare il tipo di trattamento è necessario effettuare una audiometria vocale sia nel silenzio che nel rumore con sistemi computerizzati che valutano la risposta alla parola in ambienti silenziosi e con rumore di fondo.

PER SAPERE DI PIU’
Sito Medicina-Informazione

Impianti cocleari

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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini