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Lis: una lingua, una cultura, un popolo

Una comunità è tale perché condivide una comune identità. La cultura è l’humus profondo, vivificante del senso identitario e con questo non intendo riferirmi ad un sapere accademico anzi penso a tutto ciò che rende un popolo tale….penso al folklore, alle tradizioni, alla cucina, all’umorismo che solo chi è nato in un determinato luogo può comprendere fino in fondo.

La lingua è la struttura portante, l’ossatura del nostro essere individui di cultura, del nostro relazionarci gli uni agli altri in una ragnatela di senso e significato che costituisce il mio io e il mondo di cui faccio esperienza costante.
Ogni azione della vita di un essere umano è un atto comunicativo: il primo sguardo che la mamma rivolge al bambino, la prima carezza ,il primo sorriso.
La mamma costituisce in quel momento l’ universo non solo affettivo e biologico ma anche linguistico.
E….. se per caso…….sono sordo?????Non posso sentire la voce che pronuncia il mio nome, non posso sentir ridere, cantare, piangere.

La sordità è un deficit invisibile e subdolo, che come una prigione di cristallo chiude chi ne è vittima in un guscio di silenzio e solitudine. Uno strumento per potersi aprire al mondo è la Lis, acronimo per Lingua dei Segni italiana.

La comunicazione visivo-gestuale dei sordi è una lingua a tutti gli effetti, con le sue regole, una grammatica ed una sintassi proprie.È una lingua naturale, espressione di una comunità, quella dei Sordi.

In Italia questa lingua non è riconosciuta giuridicamente, nonostante ogni anno nascano 200/220 bambini sordi, uno ogni 15 km quadrati e il dato si allarga enormemente se includiamo tutti quei bambini che diventano sordi in fase pre-linguistica.

Il problema non è affrontare un discorso sulla disabilità ma una battaglia di civiltà poiché uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino è la libertà di espressione. Nel 1948 l’Assemblea generale dell’Onu stabiliva nel suo secondo articolo: ”Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.”

I nostri Padri lo sapevano bene, forse noi lo stiamo dimenticando…..

È questo il momento di non chiudere gli occhi: molti stanno lottando per il riconoscimento della Lis , persone sorde, le loro famiglie, chi lavora o comunque é a contatto per vari motivi con la sordità.
Esiste un universo parallelo al nostro che combatte per i propri diritti e per la propria autodeterminazione.

Noi udenti abbiamo il dovere come individui e cittadini di fare qualcosa, anche solo tramite un’informazione che apra la coscienza ad un problema fino ad ora troppo sommerso.
Chiara Grossi – Fonte infooggi.it

PER SAPERE DI PIU
Lingua dei Segni Italiana

3-dicembre-2016-giornata-internazionale-persone-disabilita

Disabilità, Blundo (M5S): introdurre lingua segni come disciplina insegnamento

La senatrice del M5S Enza Blundo, come ha scritto la stessa sul suo profilo FB, è intervenuta su una tematica molto delicata, ossia la disabilità sensoriale (vista e udito).

La pentastellata ha evidenziato il ritardo dell’Italia, rispetto ad altri Paesi europei riguardo, relativamente all’introduzione della lingua dei segni come disciplina di insegnamento nelle scuole di tutti gli ordini e gradi.

Addirittura, ha sottolineato la Blundo, in alcuni Paesi la lingua dei segni è prevista dalla Costituzione.

Questo il post della Senatrice:

“Sono intervenuta ieri per una tematica molto importante come quella della disabilita’ sensoriale.

Le persone disabili relativamente all’ udito e alla vista sono 189.000, ciò nonostante l’Italia è in clamoroso ritardo rispetto ad altri Paesi europei e la Finlandia, come l’Austria e il Portogallo, ha persino inserito la lingua dei segni nella Costituzione. Questa si una modifica utile e rispondente ai principi della democrazia!

Risultano esserci 9885 i minori in età scolare e nella Commissione Affari Costituzionali c’è un disegno di legge per l’introduzione nelle scuole di ogni ordine e grado dell’insegnamento della Lingua dei Segni LIS, ma è stato discusso l’ultima volta solo il 7 Giugno scorso, perché è stata data priorità ad altro, ovvero a togliere la democrazia parlamentare.

Occorre invece garantire a bambini e ragazzi sordi o sordo ciechi il diritto ad un pieno sviluppo cognitivo sia come persona che come appartenente ad una comunità sociale.

A tal proposito per prevenire situazioni critiche e di disagio e per favorire la piena integrazione il pedagogista scolastico può essere un’importante figura di raccordo tra tutti gli adulti che hanno a cuore i progressi d’apprendimento dei bambini: famiglia, insegnanti di classe, docenti che si occuperanno dell’insegnamento della LIS o della LIS tattile o del sostegno dei bambini.

Un progetto virtuoso, per la valorizzazione del potenziale del bambino cieco sordo o altro, è stato realizzato a Cossato; ma la situazione generale, però, è drammaticamente diversa, con molte cattedre di sostegno che risultano ancora vacanti e con il diritto allo studio, sancito dall’articolo 34 della Costituzione, che viene continuamente violato.”
Fonte: orizzontescuola.it

PER SAPERE DI PIU’
Senatrice Enza Blundo