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Il Parlamento europeo chiede un’Europa più a misura dei disabili

Strasburgo approva il mandato negoziale sulla direttiva per adeguare servizi, palazzi e infrastrutture alle esigenze dei portatori di handicap.

Non vedenti, non udenti, non deambulanti: la vita dei diversamente abili va cambiata in meglio, perché c’è un Europa che chiederà sempre di più di essere veramente per tutti. Il problema c’è, e l’Europa intende dare risposte. Attualmente sono circa 80 milioni le persone con una forma di disabilità, e a causa dell’invecchiamento della popolazione, si prevede che entro il 2020 tale cifra salirà a 120 milioni. Nel giro di meno di tre anni aumenterà del 50%. Con tali prospettive il Parlamento europeo ha approvato il mandato negoziale per discutere con il Consiglio la proposta dell’atto europeo sull’accessibilità, concepito per rendere alla portata dei diversamente abili una serie di prodotti e servizi.

La bozza normativa è stata approvata a larga maggioranza (537 favorevoli, 12 contrari, 89 astenuti), estendendo la portata della proposta anche alle persone con impedimenti parziali (anziani) e temporanei (donne incinte). Distributori automatici di biglietti e check-in, bancomat, Pc e sistemi operativi, telefoni e televisori, servizi bancari. Tutto deve essere ripensato per essere alla portata di non vedenti, non udenti, non deambulanti. E ancora: e-book, e-commerce, terminali di pagamento, trasporto locale (tram, bus, metropolitane) sono altri ambiti da rendere accessibili a tutti.

Il voto ha affrontato i dubbi legati alla sostenibilità economica del provvedimento. L’adeguamento delle infrastrutture e delle imprese, specie quelle più piccole, sono state oggetto di critiche da parte delle parti interessate e di un parte dell’Aula, che ha chiesto e ottenuto l’esenzione per le micro-imprese (meno di 10 dipendenti e fatturato annuo non superiore ai 2 milioni di euro) dai requisiti obbligatori, causa delle loro dimensioni, risorse e natura. Soddisfatto Morten Løkkgaard (Alde), relatore del testo, per il risultato ottenuto. “Si trattava di trovare un equilibrio tra innovazione di prodotti e servizi più accessibili, garantendo che allo stesso tempo non si creassero nuovi oneri per le imprese in tutta Europa, e il voto di oggi dimostra che questo equilibrio è possibile”. Il Parlamento ora è pronti a negoziare, e attende che il Consiglio approvi la sua posizione, non ancora definita dagli Stati membri.

“La Direttiva consentirà a un numero molto più ampio di cittadini di vivere in maniera indipendente e partecipare attivamente alla società”, afferma l’eurodeputato del Pd Brando Benifei che rivendica: “Se siamo riusciti a ottenere questo risultato, è soprattutto grazie all’impegno dei progressisti, che non hanno ceduto a meri interessi economici di parte, come invece hanno fatto i nostri colleghi di Forza Italia”.
Emanuele Bonini. eunews.it

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Parlamento Europeo

EUD

Risoluzione Parlamento Europeo 23 novembre 2006