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La Stanza delle Meraviglie

Il film, genere drammatico, diretto da Todd Haynes è tratto dal libro illustrato di Brian Selznick che ha scritto anche la sceneggiatura, presentato all’ultimo festival di Cannes, uscirà nelle nostre sale il 14 giugno. Vengono raccontate le storie parallele di due bambini, ambientate in epoche e città diverse. La piccola Rose, interpretata dall’attrice non udente Millicent Simmonds, e da Julianne Moore, quando diviene adulta, abita nel New Jersey nel 1927, Ben (Oakes Fegley) vive nel Minnesosota nel 1977.

I bambini sono accomunati dalla sordità e dal desiderio di avere una vita diversa e migliore al di fuori delle mura domestiche in cui sono rinchiusi e sono legati da una misteriosa connessione. Rose, tenuta isolata dal resto del mondo da un padre troppo protettivo che vuole difenderla dalla sua stessa disabilità, sogna di incontrare un’attrice del cinema muto Lillian Mayhew (Julianne Moore), di cui raccoglie foto e notizie dai giornali, conservandole gelosamente in un album, Ben vorrebbe incontrare il padre mai conosciuto. Un giorno Rose fugge per andare a New York a conoscere l’attrice dei suoi sogni e dopo cinquant’anni Ben farà la stessa cosa, dopo aver scoperto in un segnalibro, un indizio lasciatogli dalla madre defunta Elaine (Michelle Williams), decidendo di andare nella Grande Mela per scoprire le sue origini ed incontrare suo padre.

Per entrambi i bambini New York rappresenta il simbolo della libertà, della rinascita ad una nuova vita nonostante i limiti imposti dal loro Handicap. Il film incentrato sulla sordità e sull’incredibile immaginazione dei bambini, presenta una perfetta ricostruzione degli ambienti grazie alla fotografia di Ed Lachman e ai costumi di Sandy Powell e ha la capacità di farci rivivere in prima persona il mondo dei non udenti, il suo fascino terribile ed angosciante. Il regista utilizza poco i dialoghi, affidando l’espressione della differenza sensoriale ad immagini in bianco e nero senza l’uso delle parole che si alternano al colore accompagnato dal sonoro, le emozioni vengono comunicate attraverso sensazioni tattili come quelle rappresentate da una matita che disegna su di un foglio il volto dell’attrice che Rose non vuole dimenticare. Il film è un inno alla diversità, all’amicizia e all’amore che consentono ai due protagonisti di superare la solitudine e di trovare finalmente il loro spazio nel mondo.
Fonte: corrieresalentino.it

Nelle sale cinematografiche d’Italia dal 14 giugno 2018

PER SAPERE DI PIU’
La Stanza delle Meraviglie di T. Haynes

Le stanze delle meraviglie locandina