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Riscopriamo Manlio Marcioni a 10 anni dalla sua dipartita

Riscopriamo MANLIO MARCIONI a 10 anni dalla sua dipartita, riproponendo una sua intervista dell’anno 2005 (15 anni fa).

Marcioni e Collu

Credo sia utile riscoprire il pensiero del Commendator Manlio Marcioni, morto a 77 anni il 28 maggio 2009:
Manlio Marcioni nacque a Milano il 3 luglio 1931, divenuto sordo a circa 9 mesi, ha frequentato la Scuola “Giulio Tarra” di Milano e poi si diplomò Disegnatore Progettista Meccanico, e con quella patente professionale aveva lavorato tre anni alla CGC e sei anni alla Face Standard, prima di essere assunto alla Azienda Elettrica Municipale, sempre come Disegnatore Progettista, da dove è stato collocato in quiescenza nel 1989.
Nonostante non avesse potuto fruire di facilitazioni di orario, oggi concesse ai lavoratori sordi dalla Legge 104, Marcioni ha svolto una assai intensa e proficua attività come Presidente della Sezione Provinciale ENS di Milano, dal 1958 al 1975, quando dovette dimettersi da quella carica, perché eletto nel Consiglio Direttivo Nazionale ENS. Ora che Marcioni ha rinunciato per la prima volta, per ragioni di salute, a ricandidarsi dopo 30 anni in cui era sempre stato nel Direttivo ENS Centrale, vogliamo ora rivolgergli alcune domande, a cui Manlio ha volentieri dato riscontro:

Cosa è per te l’Ente Nazionale Sordi?
L’ENS è un’Associazione voluta dai sordomuti italiani che ne sono Soci, e tramite loro i dirigenti provinciali, regionali e nazionali predispongono programmi rivendicativi a tutti i livelli, alle Autorità, alla classe politica, ecc., per ottenere giusti riconoscimenti e consentire ai sordi di vivere nella società, che spesso non sa cosa significa la sordità e quali siano i relativi bisogni dei sordi.
L’ENS ha uno Statuto e un proprio Regolamento Generale Interno, dove sono indicati con precisione gli scopi fondamentali e i fini istituzionali cui i Dirigenti sordi si devono attenere.
Da parte dello Stato, l’ENS ha ottenuto per legge la rappresentanza della categoria. Ora è Ente Morale ONLUS e dovrebbe diventare Ente di interesse Pubblico, se andrà in porto la proposta legislativa.

Cosa è stato per te rappresentare l’ENS prima come Presidente a Milano, poi come membro del Direttivo nazionale per ben 46 anni?
È stata un’esperienza bellissima all’interno dell’ENS, ma per 49 anni, non 46. Ho potuto imparare molte cose dai contatti con le persone sorde, alla conoscenza dei loro bisogni fondamentali nella vita quotidiana, ai contatti con le varie Autorità, alle quali venivano sottoposti i problemi di comunicazione dei sordi.
Quando, alla fine del 1974, lasciai per scelta personale l’incarico di Presidente della Sezione ENS di Milano, scelta fatta a malincuore, per passare alla dirigenza nazionale, ho cercato di portare a Roma l’esperienza maturata a Milano, con la sua operosità Milano era allora un faro per l’Italia.
A Milano, all’inizio dell’ENS con la sua veste giuridica, era la fucina di moltissime iniziative sociali, culturali e sportive, ed era l’orgoglio dei sordi milanesi. Basterebbe rileggere gli articoli di allora, pubblicati sulla
“Settimana del Sordomuto”, dove erano riportati gli argomenti di vita milanese.Anche l’opuscolo “Silenziosi a Milano”, predisposto dalla Sezione milanese dell’ENS, racconta in modo sintetico e chiaro la vita delle Associazioni conviventi in armonia nella “Casa del Sordoparlante di Via Boscovich, 38, con i rispettivi scopi.
A Milano, il clima associativo era molto diverso dall’attuale, con più ordine e disciplina, eravamo consapevoli di aiutarci reciprocamente, ed eravamo più amici. I sordi milanesi possedevano il senso del dovere, del rispetto, e avevano più modestia, eravamo onesti.

ENS Provinciale di Milano e ENS Centrale di Roma hanno due funzioni distinte, ma complementari. Secondo te, funzionano in sintonia, o vorresti dare qualche indicazione, per rendere l lavoro di ciascuna istituzione più redditizio?
Milano e Roma hanno due funzioni distinte: a Milano, come nelle altre Province, le attività gestionali vengono curate ed attuate dai rispettivi Presidenti e Consiglieri in base al programma annuale di attività e al bilancio di previsione delle spese che sono approvate dalla Sede Centrale, che pure ha il compito, oltre al controllo di rito, di intervenire nelle spese non previste nel normale bilancio. Tutto questo avviene di rado, per mancanza di personale competente in materia. Non desidero offendere nessuno, ma l’esperienza romana mi ha insegnato che esiste una diversa mentalità nel lavoro e nell’azione, differente da quella dei settentrionali. Il lavoro potrebbe migliorare se il Parlamento italiano approverà la proposta legislativa di riconoscere le Associazioni storiche come Associazioni di Patronato; ma tale proposta non è gradita per ragioni politiche, alle organizzazioni sindacali del Paese.

Storia dei Sordi

Tu sei stato uno sportivo: come vedi la situazione futura dello Sport Silenzioso… oltre l’incerto presente?
Prima di tutto, debbo ringraziare i pionieri sportivi del passato che fu, i quali mi spinsero alla pratica dello sport nell’atletica leggera e nel tennistavolo. Assunsi fin dall’inizio, nel 1952, La carica di Segretario della prima Società Sportiva, sorta a Milano nel 1925. Fui presente all’Assemblea per l’incorporazione del CSSI nell’ENS, da pochi anni ricostituito. Ho ricoperto, allora, parte degli incarichi di dirigere lo sport con l’animatore dello sport silenzioso, Francesco Rubino.
Da ultimo, sono stato Vice-presidente vicario della nuova FISD, e responsabile con funzioni di Presidente del settore ex FSSI. Mi ritengo ottimista sulla situazione futura dello sport silenzioso, malgrado i forti contrasti che derivano da prese di posizione personali di invidia di ex dirigenti sportivi sordi, malati di protagonismo e di megalomania. Sono convinto che con dirigenti nuovi e puliti, le attività possono riprendere, ora che gli atleti hanno fatto la voce grossa, e attendono la normalità per poter tornare a gareggiare fra loro-

Al Congresso nazionale di Paestum 2008, tu non eri fra i candidati. Ci pare strano…
Invece è stato così! Io ho alle spalle ben 49 anni di dirigenza!… Nella mia decisione meditata, ponderata e sofferta. Ho ritenuto opportuno cedere il posto ad altri, anche se avrei ottenuto il consenso dei voti dei sordi italiani. Spero che chi subentrerà al mio posto, sia un dirigente onesto, ragionevole, amante dell’organizzazione ENS. Io starò alla finestra ad osservare: se la Dirigenza Centrale o Periferica mi dovesse interpellare su questioni associative importanti e delicate, mi metterò a disposizione.

Cosa vorresti raccomandare ai sordi milanesi. E se vuoi anche ai sordi di tutta Italia, tramite le pagine del Bollettino Informativo di ENS Milano, che ricordiamo fosti tu a volerlo stampare, quando eri Presidente provinciale a Milano?
La mia risposta conclusiva è unica: “Voletevi bene e amate l’ENS, che vi ha aiutato a migliorare la vostra vita di relazioni nella società. Ricordatevi sempre che i sordi di allora, quelli che vollero la costituzione di ENS, erano degli umilissimi lavoratori e artigiani, i quali non avevano le provvidenze di cui dispongono i sordi di oggi.
Leggete tutte le notizie che vi riguardano, e se non siete convinti, chiedete spiegazioni ai vostri fratelli maggiori…! Viva l’unità e W.W. l’Ente Nazionale Sordi.
Grazie dal Comm. Manlio Marcioni.
Marco Luè

PER SAPERE DI PIU’
Manlio Marcioni
Silenziosa Milano

500 anni Leonardo. Manlio Marcioni 10 anni della morte 2009 2019