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Sanremo 2021, un Festival accessibile e inclusivo

Grazie al lavoro di Rai Pubblica Utilità, anche la 71esima edizione del Festival di Sanremo, cosi come la precedente, è all’insegna dell’inclusione e dell’accessibilità
Tutte e cinque le serate in onda su Rai1 vengono interamente sottotitolate in diretta alla pagina 777 di Televideo e audiodescritte sul canale audio dedicato, per restituire al meglio ai sordi e ai ciechi voci, ritmi, immagini, colori, atmosfere che si succedono sul palco dell’Ariston. L’audiodescrizione è presente su RaiPlay anche in streaming e sul contenuto on demand nei giorni successivi; anche i sottotitoli sono fruibili on demand su RaiPlay, per ciascuna serata a partire dal giorno successivo.
In parallelo, su un canale dedicato su RaiPlay – come già avvenuto a partire dalla scorsa edizione – tutte le serate sono rese integralmente accessibili ai sordi segnanti, anche attraverso la Lingua dei Segni Italiana.
Dallo Studio 5 di Via Teulada, infatti, in contemporanea con il Teatro Ariston di Sanremo, all’interno della produzione Sanremo Live Lis, 12 performer – molti dei quali hanno già conquistato il pubblico nella precedente edizione 2020 – interpretano in LIS tutti i brani musicali, quelli in gara, quelli della serata “Cover” e quelli presentati dagli artisti ospiti A loro si affiancano gli interpreti istituzionali, abituali collaboratori di Rai per la traduzione in LIS dei tg, impegnati a restituire l’interpretazione in LIS dei conduttori e di tutti i personaggi non artistici che prenderanno parte alla manifestazione.
Nel Sanremo Live Lis la ricettività in termini di contenuti, ritmi ed emozioni dei brani musicali, viene aumentata anche attraverso l’utilizzo di realizzazioni grafiche studiate ad hoc e, in particolare durante la serata dedicata alle “Cover”, l’ascolto delle canzoni è accompagnato da giochi grafici e di visual design di grande impatto comunicativo.
L’impegno verso l’inclusione non si arresta ed anche in periodo di Covid, con tutte le difficoltà che l’emergenza sanitaria comporta ed impone, gli operatori dell’accessibilità si adoperano con l’intento di trasmettere il mondo di Sanremo a tutta l’utenza.
Ufficio Stampa Rai

Sanremo, il pubblico non c’è, i Lis performer sì. Ecco i 12 che segneranno le canzoni

Tornano, per il secondo anno, i giovani artisti che traducono testi e musica con le mani e con il corpo. Nicola Noro: “Tante restrizioni per la pandemia, ma siamo qui, insieme, in una bolla diversa dalla realtà che viviamo da un anno”

Martina Romano


ROMA – Niente casting, preparazione su Zoom, tampone ogni tre giorni, mascherina, distanziamento e non più di due artisti in studio contemporaneamente: sono le nuove regola a cui devono attenersi i 12 giovani Lis performer che, per il secondo anno consecutivo, permetteranno anche agli spettatori sordi di “sentire” le canzoni del festiva di Sanremo. Il loro debutto è avvenuto lo scorso anno, quando la pandemia iniziava appena ad affacciarsi e l’Ariston ancora si poteva riempire di spettatori. Quest’anno le poltrone resteranno vuote, ma da casa si potranno di nuovo “vedere”, oltre che ascoltare, tutte le canzoni, in concorso e fuori concorso. Tornano infatti i Lis performer, voluti dalla Rai per rendere Sanremo accessibile e selezionati, lo scorso anno, da Rai Casting. “Quest’anno niente casting, per via del Covid – ci racconta Nicola Noro, che abbiamo intervistato anche lo scorso anno e che è arrivato a Roma dal Veneto venerdì scorso, per il suo secondo festival da Lis performer – Hanno riconfermato la squadra dell’anno scorso”. Uno di loro non ha accettato ,per paura del virus, che impone regole e limitazioni: “L’anno scorso, avevamo fatto due settimane di preparazione qui a Roma – racconta – mentre quest’anno ci siamo preparati attraverso videochiamate su Zoom con la coreografa. Siamo arrivati a Roma solo per le ultime prove. Poi, naturalmente, tamponi e distanze, sia durante le prove che durante le performance in coppia o in gruppo. Ma l’importante è che, nonostante queste limitazioni, saremo insieme: in studio, a pranzo, in albergo…. Ci sembra di vivere in una bolla così diversa rispetto alla realtà a cui da un anno ci siamo dovuti abituare”.
Un anno che, tra mille difficoltà e preoccupazioni, non ha fatto mancare le preziose opportunità, almeno per Nicola Noro: “Ho iniziato diverse collaborazioni, soprattutto con la Rai, che mi ha coinvolto nella traduzione del Rigoletto e di una fiction che uscirà a breve, come pure nel concerto del 1 maggio. Collaboro anche con la Fenice di Venezia, che per le scuole che quest’anno non possono andare a teatro, ha realizzato video didattici delle opere liriche, con illustrazioni e con le mie performance. E poi, credo che la pandemia abbia fatto diffondere la Lis e l’attenzione a chi non sente: forse perché ci siamo abituati a vedere sempre l’interprete Lis nelle conferenze di Conte”.
Ed ecco la squadra dei Lis performer che debutterà questa sera: Francesca Fantauzzi, 37 anni, è Lis performer “ufficiale”dal 2008, “ma già da bambina mi divertivo a segnare le canzoni. La Lis mi ha accolto tra le braccia quando sono nata, perché mio padre è sordo, mia mamma udente. Insomma sono ‘padrelingua Lis’, se così si può dire”.
Nicola Noro ha 24 anni, è performer Lis da cinque anni, ma “mio fratello maggiore è sordo dalla nascita, quindi sono nato e cresciuto nella comunità segnante”. Martina R. Romano ha 26 anni ed è performer “dai tempi dello Zecchino d’Oro. Avevo circa 2 anni quando sono diventata sorda e mia mamma non sapeva come comunicare con me. Grazie alla Lis, è riuscita a farlo”. Gli altri Lis perdormer sono Giulia Pasquini, Ilaria Calcina, Gloria Antognozzi, Zena Vanacore, Sabrina Gabrieli, Valentina Di Leva, Davide Falco, Giulia Clementi e Daria Appetiti.
Chiara Ludovisi. Fonte: redattoresociale.it

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