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1826 – Stabilimento dei Sordomuti in Parma

Nel Ducato di Parma sorse nel 1826 una delle più vecchie istituzioni nella storia dell’educazione dei sordomuti in Italia, denominato «Stabilimento dei Sordomuti», perché poi i più grandi furono avviati all’addestramento professionale.
Il tentativo di apertura di un regolare istituto per sordomuti, a Parma, non fu semplice né facile nonostante la massima disponibilità della duchessa Maria Luisa d’Austria in persona.

Parma - ex Sede Istituto dei Sordomuti
Parma – ex Sede Istituto dei Sordomuti

Maria Luisa d'AustriaL’inizio dell’istruzione dei sordi di Parma avvenne nel 1826, con quattro sordomuti raccolti dall’Abate Antonio Gaibazzi, poi piano, piano iniziò a funzionare una scuola vera per sordomuti, che ebbe sede in Via del Consorzio, presso un complesso della Curia di Parma, con sovvenzione da parte delle Autorità amministrative dell’allora Ducato di Parma in favore dei privi dell’udito.
Il 30 agosto 1832 un decreto sancì che un benemerito Istitutore poteva dirigere l’istituzione per sordomuti poiché “…il mantenimento dei sordomuti nella nuova Istituzione sarà a carico dei rispettivi Comuni di appartenenza, qualora però non possano sopportare la spesa le famiglie dei medesimi, perché non agiate…”.
Nel 1841, affinché lo “Stabilimento” del Gaibazzi potesse essere dichiarato proprietà dello Stato,il parmense Ateneo propose un regolamento per la scuola dei sordomuti del Ducato di Parma.
Quell’Istituto avrebbe dovuto incrementare l’attività didattica come le altre Istituzioni appartenenti ai singoli Stati italici dell’Ottocento, ma la poca esperienza e le molte difficoltà ad affrontare le cose difficili da realizzare, come la metodologia, la dotazione del corpo insegnante e del personale ausiliario, l’economia dell’Opera pubblica ecc., ed anche per l’esiguo numero di sordomuti nella circoscrizione di Parma al novello Ente (Stabilimento dei Sordomuti in Parma) di seguitare il lavoro dopo la morte, avvenuta nel 1839, del fondatore Gaibazzi e anche a causa delle vicende socio-politiche nel Ducato di Parma e Piacenza.
Quando Gaibazzi era ancora in vita, il sordomuto Luigi Fontana gli chiese di essere assunto come “Educatore” nella scuola, ma la domanda non fu accolta, e non lo fu nemmeno dopo la sua morte, come “successore”, essendo lui “sordomuto”.
Un altro sacerdote, Eugenio Silvani di Parma, nel 1846, dopo aver visitato alcuni Istituti Italiani per comprendere meglio la situazione, cercò di continuare l’opera iniziata dal Gaibazzi, ma non poté evitare che i pochi alunni sordi (tre maschi e due femmine) fossero trasferiti nel vicino e più attrezzato Istituto per sordomuti di Modena, così dopo venti anni ebbe termine un’esperienza assai utile, ma non compresa.

ANTONIO GAIBAZZI

Sacerdote concistoriale del Duomo di Parma, nato il 29 ottobre 1776, iniziò tentando di istruire tre sordomuti adulti e un bambino di 8 anni cercando di capire quale fosse il metodo comunicativo più idoneo, consultando i libri della biblioteca ducale. Ebbe presumibilmente contatti con l’Abate Ottavio Assarotti di Genova.
Il suo tentativo di educare i sordomuti fu coronato da successo e pertanto il Gaibazzi è considerato Educatore dei sordomuti a livello medio ed è quindi il primo maestro di Parma e il fondatore dello “Stabilimento dei Sordomuti” nel ducato di Parma e Piacenza.
Morì a Parma il 21 settembre 1839.

NOTE RIEPILOGATIVE

1826 – Aperta la prima scuola per sordomuti a Parma;
1832 – Riconoscimento dello Stato allo Stabilimento per Sordomuti di Parma, con decreto ducale 30 agosto 1832;
1839 – Morto Antonio Gaibazzi, fondatore e primo educatore a Parma;
1841 – Proposta del Regolamento dell’Istituto;
1846 – Cessazione dell’attività istituzionale per i sordomuti a Parma.

NOTIZIE STORICHE DEL DUCATO DI PARMA E PIACENZA

Il Ducato fu creato dal Papa Paolo III, al secolo Giovanni Farnese, nel 1545, per assegnarlo al figlio Pier Luigi, e rimase ai Farnese fino al 1731, quando il trattato di Vienna stabilì il passaggio a Don Carlos, “infante di Spagna” figlio di Elisabetta Farnese, ma nello stesso anno, alla morte di Antonio Farnese, l’esercito austriaco prese possesso del ducato.
Dopo il trattato di Acquisgrana (1748) Filippo di Borbone ottenne il ducato che avviò ad una politica riformistica ed anticlericale provocando un conflitto con il papato e successivamente uno dei suoi discendenti l’abolì. Poi il Ducato fu occupato dalle truppe di Napoleone nel 1808 e fu annesso all’impero francese.
Dopo sette anni il Congresso di Vienna assegnò il ducato a Maria Luisa d’Austria che vi rimase fino al 1847, quando ritornò ai Borboni.
La rivoluzione parmense cacciò Carlo II (1848) e suo figlio Carlo III fu assassinato (1854).
In seguito a plebiscito il ducato di Parma e Piacenza, nel 1860 fu annesso al Regno di Sardegna e poi all’Italia.

is009 (1983) Franco Zatini

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