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1833 – Istituto Figlie della Carità per le Sordomute in Verona (1° Istituto Canossiano per le Sordomute)

Nella città dì Verona è molto conosciuta Santa Maddalena di Canossa per le sue grandi doti di Carità  per l’accoglimento delle fanciulle povere abbandonate anche sordomute attraverso le scuole di Carità.
In una povera casa, nel Rione San Zeno in Oratorio, fu fondata la scuola di carità nel 1806 e dopo due anni nacque l’istituto delle Figlie della Carità dove tutt’oggi è la casa madre del Convento Canossiano di San Giuseppe di Verona.
La Fondatrice pensò di istruire le prime sordomute accolte, affidandole alle esse suore che le seguivano con attenzione insegnando con la dattilologia e la mimica per condurle alla cognizione della lingua e per elevarle per mezzo della scrittura.
Con questo mezzo si occupò dell’educazione di una dozzina di sordomute nelle classi cosiddette speciali e successivamente passò al sistema della parola viva (oralismo)
Intanto a Verona era nata analoga istituzione per i sordomuti voluta da Don Antonio Provolo: la sua primissima iniziativa fu appoggiata dalla stessa fondatrice delle Figlie dì Carità, ma vicende successive fecero scegliere strade diverse a causa delle loro opinioni a proposito della istruzione: Don Provolo si dedicò solamente all’educazione dei sordomuti (fondò poi la Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti) invece la marchesa Maddalena si occupò di vari rami della Carità.
Intanto nel convento Canossiano (vedi foto) l’educazione per le sordomute funzionò continuamente e Don Provolo lo frequentò per aiutare l’ insegnamento.
La morte di Maddalena di Canossa (1835), la riconciliazione di Don Provolo con la Madre succeduta alla fondatrice (1839) e l’apertura della sezione femminile nell’altra istituzione (1841) portarono alla cessazione dell’apposita scuola per sordomute nel suddetto convento (1850-1855?). Le suore Canossiane educatrici poi estesero la loro opera nelle scuole per le sordomute presso i seguenti Istituti di Milano (1834), Bergamo e Venezia (1843), Cremona (1847), Como e Crema (1852), Mompiano-Brescia e Pavia (1856), Acireale e Catania (1889), Rogliano-Cosenza (1960) e Potenza (1962).
La casa madre del convento Canossiano di San Giuseppe è il segno del vivo ricordo per l’opera a favore di tante sordomute abbandonate accolte ed abbracciate dalla Santa Maddalena quando era nel suo amato Istituto.

SANTA MADDALENA DI CANOSSA
La Nobildonna Maddalena dei Marchesi Canossa nacque a Verona il 1 marzo 1774;  discendeva presumibilmente dall’albero del casato Canossa di cui un ramo ininterrotto in età antichissima (1046-1115), a Matilde da Canossa che esercitò la Signoria della Toscana e sostenne Papa Gregorio VII nella lotta contro l’infeu-damento imperiale alla Chiesa.
Essa si ritirò nel Castello di Canossa a vita clausurale.
Da giovane Maddalena ebbe esperienze molto mistiche ed ebbe contatti con le povere genti nelle strade offrendo denaro e pane, nonostante il divieto della sua famiglia.
Ma Dio la chiamò sempre più forte perchè intraprendesse la sua vocazione nell’opera caritatevole; infatti raccolse alcune bambine abbandonate nella sua casa e visitò gli ammalati nelle corsie dell’ospedale di Verona guidata di una profonda devozione verso la Madonna Addolorata. La futura Santa Maddalena si recò sempre al ritrovo dei fanciulli abbandonati fondato da Don Leonardi e porse la sua attenzione ad un piccolo sordomuto dalla nascita cercando di comunicare attraverso segni e gesti. Quel povero ragazzo un giorno mostrò di aver capito con un gesto e soprattutto con una particolare luce nel viso: il fine era raggiunto e Maddalena ne fu convinta e si inginocchiò in disparte per ringraziare il Signore.
Nella sua vita Maddalena ebbe contatti con molte sordomute nelle case da lei fondate. Aveva cercato anche di parlare dei sordomuti con il celebre educatore Don Antonio Provolo nella speranza di arrivare ad avere una futura congregazione maschile “Figli della Carità” ma non riuscì a realizzarla perchè ognuno scelse la propria strada nel rispettivo spirito di ispirazione.
Una notizia particolare dice che nella casa di Roma molti volevano avere un ritratto della fondatrice, però lei rifiutò sempre. Un giorno sua sorella Rosa la chiamò perchè andasse a casa sua a salutare una nipotina ammalata. Lei accettò subito. In casa c’era un pittore e quando entrò la Venerabile Maddalena completò il suo ritratto all’insaputa di lei. La sua sorella lo conservò  segretamente per anni. Ma una sordomuta lo vide ed un giorno innocentemente lo fece sapere a Maddalena. Ovviamente Santa Maddalena ne rimase afflitta e voleva rimproverare sua sorella Rosa ma non lo fece perchè era ammalata gravemente. Chissà perchè quel ritratto non fu più trovato.
Molte le cose sopranaturali fatte da lei. Misterioso l’enorme incremento della sua con-gregazione e della sua lunga estasi verso il Crocifisso miracoloso nella casa di Venezia.
Alla Congregazione “Figlie della Carità” fondata nel 1808 fu data la benedizione del Santo Padre Leone XII nel 1828.
Ciò fu per lei cosa di gioia immensa: lo vide come un segno provvidenziale per il futuro della sua grande opera di Carità.
Nell’imminenza della sua partenza verso la pace celeste, Maddalena chiamò le sue figlie che la circondarono piangendo e dette loro le sue ultime raccomandazioni.
Morì serenamente sorridendo davanti  alla Vergine Addolorata il 10 aprile 1835 all’età di 61 anni.
La Congregazione continua la sua opera con l’aiuto della Provvidenza delle figlie e dei figli di tutto il mondo.
Nel 1941 il Santo Padre Pio XII proclamò Beata Maddalena e Giovanni Paolo II la dichiarò Santa nella storica cerimonia di canonizzazione in Vaticano del 2 ottobre 1988. È una delle poche persone canonizzate che incontrò di persona i sordomuti.

LA CONGREGAZIONE DELLE FIGLIE DELLA CARITÀ  (CANOSSIANE)
La grande opera della congregazione fu fondata da Santa Marchesa Maddalena da Canossa nel 1802 e li nacque il primo ‘‘Ritiro Canossa” affidato a due pie maestre con un numero di bambine povere raccolte da lei da qualche anno.
Il 1808 è l’anno della fondazione del primo Istituto delle figlie della Carità ubicato nell’ex monastero agostiniano dei Santi Giuseppe e Fidenzo a Verona che tutt’ora è la casa madre. La seconda casa fu costituita a Venezia, poi vennero le case di Milano e di Bergamo: in seguito le case si moltiplicarono e si sparsero in Italia e nel mondo.
Le regole della Congregazione femminile furono ispirate dalla Santa fondatrice e furono approvate da Leone XII nel 1828. Dopo tre anni la stessa fondatrice aprì la Congregazione maschile in Venezia ‘‘Figli della Carità” (Canossiani) nel 1831. Anche questa Congregazione attraversò momenti difficili dopo la morte della fondatrice ma con l’aiuto della Provvidenza li superò felicemente ed ultimamente che ha avuto in grande sviluppo l’opera in molte città d’ Italia, nelle Filippine e in Brasile.
Gli scopi principali delle regole canossiane riguardano tre rami dell’Opera di Carità:
la visita degli Ospedali,
l’istruzione civile e morale ed
il catechismo da apprendersi nelle parrocchie.
A queste finalità erano guidate le fanciulle. A proposito delle istruzioni, le Suore di Carità raccolsero le fanciulle abbandonate nei tempi difficilissimi dell’ottocento e soprattutto le più colpite cioè quelle persone che non sentono. Successivamente migliaia di sordomute sono state rieducate e restituite alla società civile per opera delle Canossiane in Italia.
Nella realtà di oggi, le difficoltà sorte sul campo della sordità fanno si che le suore canossiane comincino a ritirarsi dalla loro opera caritatevole per i sordi ciò è gia avvenuto in alcune città a causa della brusca diminuzione delle ammissioni delle fanciulle iscritte nella scuola dei normali. Le suore continuano la loro attività verso le persone sorde più bisognose. Solo in alcuni Istituti  le suore continuano con tanta dedizione l’educazione speciale.
La Curia generalizia della Congregazione canossiana è in Roma (Via Stazione Ottavia n. 70).

NOTE DI EVIDENZA E RIEPILOGATIVE
1808 – Fondazione della Congregazione “Figlie di Carità”;
1833 – Apertura della prima scuola per le sordomute ad opera di Santa Maddalena da Canossa
1835 – Morte della fondatrice Maddalena di Canossa
1837 – Applicazione del metodo “oralismo” a Verona;
1839 – Risoluzione delle vicissitudine tra Don Provolo e la Fondatrice
1842 – Le prime suore educatrici si diffusero altri istituti Canossiani in Italia per l’educazione delle sordomute
1855 – La scuola per sordomute nel convento canossiano di San Giuseppe cessò ma l’opera delle Canossiane continua a sussistere in altri rami della Carità, mentre il ramo per l’educazione alle sordomute continua ad operare negli Istituti Canossiani esistenti in Italia.

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INFO:

Comune di Verona

is017 – Versione rivista (2008)


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