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1850 – Istituto Gualandi per i Sordomuti e le Sordomute in Bologna (Casa Madre)

Istituto Gualandi per i sordomuti e le sordomute di Bologna e gli Istituti dipendenti di Roma, Firenze e Giulianova (Teramo)
Prima scuola
La vocazione del giovane sacerdote bolognese Giuseppe Gualandi (1826-1907) di dedicarsi ai sordomuti si manifestò nel 1949 – 8 luglio – quando si trovò ad assistere con profondo turbamento alla celebrazione della Santa Messa nella Parrocchia della Santissima Trinità, durante la quale una sordomuta ventenne veniva ammessa alla prima Comunione.

 

Giuseppe e Cesare Gualandi

Di questo momento decise di dedicarsi alla redenzione dei sordomuti, dopo avere visitato le sordomute che si recavano presso le sorelle “Ranuzzi” (1) e dopo avere visitato anche le scuole per sordomute di Modena (2). Il fratello don Cesare (1829-1886) si unì a lui per portare avanti la prima scuola, posta in via dé Butteri, n.151, aperta il 10 settembre 1850. Aumentando il numero degli alunni don Giuseppe Gualandi fu obbligato ad occupare vari sedi, finché nel 1855 con i suoi ragazzetti, si trasferì nella sede definitiva di Via Nosadella, acquistata con il concorso di tutta la cittadinanza bolognese. Lì ha sede anche attualmente l’Opera Pia “Istituto Gualandi” (3).

 Bologna

Uno degli Istituti più potenti d’Italia
L’Opera si sviluppò progressivamente, accogliendo sordomuti da ogni parte d’Italia, fino a diventare uno degli istituti più noti, più grandi e più potenti d’Italia.
L’Istituto fu eretto in ente morale nel 1869 e divenne Opera Pia, in base alla Legge del 1890, nel 1898. Nel 1926 l’Istituto bolognese fu riconosciuto scuola pubblica per sordomuti.
Metodo educativo
Il metodo didattico fu fin dagli inizi eclettico, cioè sceglieva il meglio di ogni metodo e lo applicava alle esigenze particolari del soggetto da istruire. All’inizio si servirono della dattilologia francese e della scrittura, senza escludere, specialmente dopo il 1872, il metodo orale.
Due Congregazioni religiose: Piccola Missione per i Sordomuti
Preoccupati di fissare un aiuto duraturo e universale per l’educazione soprattutto religiosa del sordomuto, nel 1872 il Cardinal Morichini di Bologna approvò la Famiglia dei sordomuti, composta da sacerdoti per i sordomuti e da Pie sorelle per le sordomute.
Quest’associazione religiosa prese poi il nome di Piccola Missione per i sordomuti: una congregazione
religiosa, formata da due famiglie per i maschi e per le femmine.
La prima giovane che si presentò a prendere in mano la sezione femminile in Via Nosadella, fu Orsola Mezzini (1853-1919) seguita poi da altre giovani.

La congregazione fu approvata definitivamente con le sue regole adattate alle disposizioni del Concilio
Vaticano nel 1963. Le due famiglie ebbero anche il riconoscimento civile dallo Stato italiano.
I religiosi e le religiose collaborano attivamente e concordemente all’Opera Pia Istituto Gualandi.


Roma …
I fratelli Gualandi estesero la loro missione fondando nel 1884 un istituto a Roma, il quale oltre la scuola per sordomuti, permise l’apertura di un centro studentesco per la formazione dei nuovi maestri religiosi. Nel 1913 l’Istituto ebbe la sua sede in Via Vincenzo Monti in posizione panoramica.


… Firenze
Nel 1885 i fratelli Gualandi accettarono l’invito dell’arcivescovo di Firenze, Eugenio Cecconi, acquistarono uno stabile in Via Ripoli, all’ex Convento “Santonovo”. L’istituto resta legato alla attività, oltre che di Don Cesare Gualandi, del Padre Ferdinando Buoni, giovane sacerdote fiorentino che si unì ai due fratelli e, dopo la morte di don Cesare, fu sostenitore fedele dell’opera di don Giuseppe Gualandi a Roma ed a Firenze.
La popolazione fiorentina e in primo luogo la Principessa Antonietta Strozzi, concorsero allo sviluppo materiale dell’immobile, facendone un complesso moderno e grandioso.


Ultimo istituto a Giulianova
Il fondatore in considerazione della mancanza di scuola per sordomuti nell’Abruzzo-Molise, decise di aprire in Istituto a Giulianova (Teramo), Tre suore delle Pie Sorelle, guidate da P. Ferdinando Buoni provvidero a compiere i primi passi necessari. Le tre suore erano Mezzini, Agostinelli e Musini, bisogna di aria marina. Dopo trent’anni si concluse la realizzazione dell’imponente edificio, costruito su terreno donato dalla signora Castiglione De Berardinis.
Attività didattica degli Istituti Gualandi
La “scuola” di Giulianova pubblica riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, come le altre (Bologna, Firenze e Roma), funzionò fino agli anni novanta per l’esaurimento degli alunni e delle alunne. Ma l’Opera detiene ancora la propria attività istituzionale a favore dei sordi.
Attività delle congregazioni e dell’Opera Gualandi
Le famiglie religiose hanno la loro curia generalizia a Bologna stessa: i religiosi in Via Nosadella, 55 (4) e le religiose in Via Vallescura n. 6. Le congregazione maschile (Padri della Piccola Missione per i sordomuti) gestisce in proprio l’Istituto per i sordomuti di Catania e all’estero (nelle Filippine e in Brasile) e ha una convenzione per la direzione didattica con l’Opera Pia Istituto Sordomuti di Torino-Pianezza.
Le religiose (Suore della Piccola Missione per i sordomuti) gestiscono in proprio l’Istituto di Benevento ed all’estero (Brasile e Filippine).
Inoltre l’Opera Gualandi ha aperto case di riposo per sordomuti a Bologna e a Teramo; la Piccola Missione pure a Bologna e a Molfetta (Bari), nonché ha le funzioni dei nuovi servizi formativi e progettuali sempre a favore dei Sordi.

is032 (2003) auore Franco Zatini

(1) Fondatrici del Pio Istituto Sordomute Povere in Bologna.
(2) Istituto delle Figlie della Provvidenza fondato da Severino Fabriani in Modena.
(3) Nel 2003 l’Opera Pia si è trasformata in Fondazione “Gualandi” a favore dei sordi.
(4) Di recente si è trasferita a Roma


 

Fondazione Gualandi a favore dei Sordi
Giuseppe Gualandi, diplomato all’Accademia di belle arti di Bologna, giovane creativo ed energico, persona di fede consapevole e profonda, aveva solo 22 anni ed era da poco sacerdote quando prese la decisione che orientò l’attività di tutta la sua vita.
Era l’8 luglio 1849 e il giovane sacerdote assisteva alla Messa di Prima Comunione, nella chiesa della SS.Trinità a Bologna. Fu colpito da una ragazza evidentemente più grande delle altre bambine, dal portamento un po’ sperduto e dallo sguardo attento.
In seguito gli fu spiegato che si trattava di una sordomuta di vent’anni, fortunata perchè istruita da alcune signore, fino a poter essere ammessa ai sacramenti.
Quel momento fu profondamente significativo per le scelte di don Giuseppe.
Pensò a tutti i sordi che a quei tempi restavano emarginati, senza istruzione, lontani da ogni conoscenza del messaggio e della vita cristiana.
Aveva progettato di essere missionario, e ora il Signore gli faceva notare un campo nuovo: avvicinare i sordomuti e aiutarli nella formazione umana e cristiana.
Torna a casa e manifesta ai genitori e ai fratelli la sua decisione, e poco a poco tutta la famiglia è coinvolta nel progetto, e lo sarà sempre. In particolare il fratello Cesare, di poco più giovane, anch’egli sulla via di essere sacerdote.
I due fratelli, don Giuseppe e don Cesare – che mai si erano occupati di sordomuti – viaggiano e si informano presso altri istituti, nonostante le difficoltà di spostamento allora esistenti, in un’Italia divisa in piccoli stati. Soprattutto agli Istituti di Modena e a quello di Siena afferrano a grandi linee le esigenze fondamentali per l’accoglienza e la comunicazione coi sordi, e aprono la prima piccola casa in cui ospitare due sordomuti: è il settembre 1850.
Altri fratelli che erano andati a Parigi per studio, Giovanni, Francesco e Luigi Gualandi, ne riportano le pubblicazioni sull’educazione dei sordi dell’Abate De L’Epée, di Sicard, De Gérando, Ponce de Léon ed altri…
Don Giuseppe e don Cesare visitano molti diversi Istituti, dalla Lombardia al Veneto, dalla Toscana alla Liguria e studiano e confrontano attentamente le esperienze e le teorie praticate altrove.

1850-istituto-gualandi-bologna

C’è già in molti paesi confronto e discussione molto vivace su quale sia il metodo più adatto per l’educazione dei sordi alla comunicazione, e questo porta il problema dei sordomuti alla ribalta e alla presa di coscienza delle autorità civili e religiose.
Piccoli centri e grandi istituti nascono un po’ in tutti gli stati anche da noi. Al tempo della vocazione di don Giuseppe ne esistevano in Italia 38, prevalentemente nel centro-nord, quasi tutti nati ad opera di educatori-sacerdoti e di congregazioni religiose. Molti, dopo alcuni anni, si chiusero.
Nei propositi del nostro fondatore non c’era però una scuola o un convitto, ma proprio una casa di famiglia, in cui vivere insieme, comunicare, giocare, imparare, conoscere Dio. La convivenza era una delle condizioni in cui credeva, per poter abilitare alla comunicazione con continuità e quindi con profondità e durata, e anche per mettere i ragazzi a contatto con l’annuncio cristiano, conoscendolo e vivendolo nella comunità.
In brevissimo tempo le richieste sono molte, si cambia rapidamente casa, per due volte, finchè si riesce ad acquistare la sede di Via Nosadella, nel 1855, col contributo generoso di molte famiglie bolognesi che testimoniano così la loro sensibilità al progresso. I sordomuti ospiti sono già una ventina.
La grande casa, ex convento, ospiterà poi sordi e sorde, scuole, convitto, laboratori, centro audiofonologico, corsi per educatori, fino alla fine del 1995.
Per poter accogliere chiunque, don Giuseppe realizza iniziative promozionali molto avanzate per l’epoca, con la sottolineatura che non si tratta di pura carità, ma di un atto dovuto, sia dalle strutture pubbliche che dai comitati di benefattori.
Deve discutere anche con le autorità pontificie, che favorivano l’accesso all’Istituto di Roma, ampliato per accogliere sordomuti da tutte le provincie; deve vincere la diffidenza e le obiezioni di alcuni vescovi; si impegna a favorire la nascita di una casa per le ragazze sordomute, in una parte del fabbricato di Via Nosadella, contando all’inizio sull’aiuto di sua madre.
I due fratelli, entrambi laureati, devono anche sottoporsi ad esami di controllo sulle loro conoscenze a proposito dell’educazione dei sordomuti, presso l’Istituto di Tommaso Pendola, a Siena.
Lo Stato pontificio aveva riconosciuto l’Istituto Gualandi come Ente morale dal 1858.
Il nuovo Regno d’Italia lo riconoscerà con decreto firmato da Vittorio Emanuele II nel 1896, come pubblica istituzione di assistenza e beneficenza (IPAB).
Nel 1898 viene approvato lo Statuto organico dell’Istituto Gualandi, firmato dal re Umberto I.
Nella realizzazione del loro progetto i fratelli Gualandi avevano parecchi collaboratori volontari, che non davano però fondata speranza di continuità all’opera, così maturò l’idea di costituire una “famiglia religiosa” che potesse dare seguito all’impegno verso i sordomuti.
Nacque, nel 1872, la “Pia Congregazione di S.Giuseppe e S.Francesco di Sales, per i sordomuti”, in cui si prevedeva già, oltre ai “fratelli” che lavoravano coi maschi, la futura presenza di “sorelle” che si occupassero delle ragazze; queste però non c’erano ancora…
In realtà la presenza di sorelle collaboratrici cominciò solo nel 1874, con l’incontro fortuito di Orsola Mezzini con l’Istituto: Orsola, una ragazza generosa e gentile, di appena 21 anni, che fu attratta dalla necessità di educazione e di formazione delle piccole sorde che aveva osservato al Gualandi, e si offrì di collaborare.
Don Cesare la aiutò nella sua preparazione pedagogica e spirituale, ed essa fu prima maestra, poi direttrice, poi Superiora delle pie sorelle.
Madre Orsola Mezzini, Fondatrice, insieme coi fratelli Gualandi, dell’Opera che stava facendo il suo cammino.
Nel 1886 viene a mancare prematuramente don Cesare.
Don Giuseppe Gualandi viene eletto Superiore della congregazione, che assume una nuova forma organizzativa, e il nome di “Piccola Missione per i sordomuti”. E’ il 1887.
In epoca recente, la famiglia religiosa ha poi formalizzato la divisione in due congregazioni, riconosciute dallo Stato e dalla Chiesa, come Congregazione della Piccola Missione per i sordomuti e Suore della Piccola Missione per i sordomuti.
Erano sorte intanto nuove sedi dell’Istituto Gualandi, secondo le esigenze e le richieste.
A Roma, nel 1884, dove don Giuseppe aveva sempre desiderato che nascesse anche un centro di formazione di nuovi maestri dei sordomuti.
A Firenze nel 1885, su invito dell’Arcivescovo, impegnando per l’acquisto il patrimonio paterno dei due fratelli Gualandi, e con il sostegno successivo di molti benefattori.
A Giulianova (Teramo), nel 1903.
Nel 1907 don Giuseppe Gualandi lascia questa vita, compianto e onorato da grande folla di bolognesi e di ex-alunni venuti da ogni parte, che ne riconoscevano l’eccezionale personalità e l’impegno coraggioso. Si calcola che fino ad allora fossero stati accolti, educati, istruiti negli Istituti Gualandi oltre 700 sordomuti e sordomute.
Ai maestri e agli insegnanti, ai Padri e alle Suore che si avvicendarono poi nell’accoglienza e nell’insegnamento ai sordomuti, i fratelli Gualandi avevano lasciato tracce profonde delle scelte fatte e sperimentate anche attraverso errori, sofferenze, cambiamenti.
La necessità di mettere al primo posto la persona del sordo e i suoi bisogni intellettuali e morali era il punto di partenza per ogni percorso formativo, scolastico o spirituale. “Educazione personalizzata”, come si dice oggi. E poi studio, confronto, aggiornamento dei metodi.
Nel 1910 l’Istituto Gualandi aprì a Le Roveri, vicino a Bologna, una prima casa di accoglienza per sordomute anziane, tuttora esistente e gestita adesso dalle Suore della Piccola Missione.
Quanto al metodo specifico per l’educazione comunicativa, i fratelli Gualandi dichiararono sempre di aver adottato un sano eclettismo: metodo orale puro, metodo orale misto, metodo grafico, metodo mimico, a seconda delle esigenze e delle capacità di ciascuno. Nel modello educativo dei Gualandi andavano di pari passo competenza e professionalità, con familiarità e cordialità di rapporti.
I Padri e le Suore della Piccola Missione continuarono il loro impegno nell’Istituto Gualandi e fondarono anche altri centri e altre scuole, a Catania e a Benevento e poi in Brasile e nelle Filippine, ascoltando altre chiamate e altre esigenze. Viene chiesta collaborazione alla Piccola Missione anche per la direzione di altri Istituti per sordomuti. Nasce la casa di accoglienza per sorde anziane di Molfetta.
Il coraggio di intraprendere strade nuove e la capacità di aggiornamento, di studio e di fraterno impegno dei Padri e delle Suore ha portato a raggiungere metodi e strumenti giudicati molto interessanti e originali nell’educazione dei sordi, e ad aiutare migliaia di ragazzi e ragazze ad affrontare la vita.
L’impegno scolastico e formativo specifico e delicato dell’Istituto Gualandi, continuato per oltre 90 anni dopo la morte del fondatore, è stato poi frenato e fermato dalle nuove leggi per l’integrazione dei sordi nella scuola di tutti.
Dopo un periodo di riflessione e di progetti, è nata nel 2003 la Fondazione Gualandi a favore dei sordi, che sta cominciando un cammino nuovo di progetti, “secondo le esigenze intellettuali, morali, sociali e spirituali dei sordi di oggi” e con l’obiettivo di sensibilizzare e formare anche nuovi formatori. Fonte: Fondazione Gualani a favore dei Sordi (agg.2007)

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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini