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L’Istituto Statale dei Sordi di Roma

La storia di una trasformazione, quella de «L’Istituto statale dei sordi di Roma», edito dalle Edizioni Kappa, 180 pagine raccolte in agevole brossura, è stato curato da Simonetta Maragna e «scritto a più mani da coloro che negli ultimi anni sono stati protagonisti e testimoni del più recente cambiamento» avvenuto nell’organizzazione di quella che è riconosciuta ufficialmente come prima scuola pubblica per sordi in Italia, l’Istituto Statale dei Sordi di Roma, fondato nel 1784 dall’abate Tommaso Silvestri, e che attualmente si identifica meglio come «Ente nazionale di supporto all’integrazione dei minorati dell’udito».

Copertina del libro L'Istituto Statale di Roma

Il volume, dopo la presentazione di Luisa Preden, ex dirigente del Ministero Pubblica Istruzione, nonché primo commissario straordinario dell’istituto, e l’ampia Introduzione di Simonetta Maragna, con esperienza didattica con gli alunni sordi e di coordinamento e ricerca presso lo stesso Istituto Statale romano, che sintetizza in diciassette pagine due secoli di avvenimenti in quella scuola, raccoglie otto capitoli di altrettanti autorevoli artefici.

Luciano Amatucci, che fu per sei anni commissario straordinario e subito dopo, dal 1996 al 2000, presidente del nuovo consiglio di amministrazione dello stesso, riferisce che già sul finire dell’Ottocento si ebbe una radicale trasformazione, con il passaggio dalla gestione pontificia, all’amministrazione dello Stato italiano, e ne elenca a passo a passo l’evoluzione, fatta di luci e di ombre nel corso del successivo secolo, quello che abbiamo da poco lasciato alle spalle.

Ida Collu e Franco Zatini, nel secondo capitolo, ripercorrono il percorso accidentato nell’educazione ed istruzione dei sordi, che era improntato all’oralismo in tutte le scuole in conseguenza delle delibere adottate nel 1880 dal Congresso di Milano e quindi pure sposato dagli istituti statali di Roma, di Milano e di Palermo, che ha poi avuto la configurazione giuridica di “Istituti atipici” per il ruolo che svolgevano. Con la promulgazione della legge 517/77, le buone intenzione dei legislatori promotori di quelle norme, si sono scontrate con la mancanza di personale competente e di attrezzature adeguate per l’insegnamento ai sordi. Ed è stato grazie alle indagini compiute dal Centro Nazionale di Ricerca che si sono potuti fare tangibili progressi anche in campo scolastico dove, «…almeno fino alla scuola media inferiore, pur essendoci realtà molto diverse tra di loro, l’impostazione interdisciplinare del lavoro alla base sembra favorire un approccio globale nei confronti dell’alunno sordo», mentre invece nella scuola superiore di secondo grado e all’università – dove la presenza di studenti sordi è aumentata, anche se non di tanto – le problematiche irrisolte sono maggiori e più scottanti. Il capitolo si chiude elencando le proposte dell’ENS per migliorare l’integrazione dei sordi nella scuola ordinaria, per razionalizzare adeguatamente l’insegnante di sostegno e per diffondere con più considerazione l’uso della LIS (Lingua dei segni Italiana), anche per il personale di segreteria ed i bidelli, informandoli sulle strategie comunicative da mettere in pratica con le persone sorde.

Gli altri sei tomi del libro, elaborati da Paolo Rossini (su «La prima scuola pubblica per sordi», da Cristina Caselli e Virginia Volterra («Le attività del Consiglio Nazionale delle Ricerche, CNR», da Augusta Scacco («1996-2000: gli anni della trasformazione»), da Angela Vecchietti e Alessandra Rossini («Le esperienze di bilinguismo nella scuola materna ed elementare», della stessa Simonetta Maragna («Il Centro di documentazione, aggiornamento e consulenza» e di Pietro Virgili («Gli aspetti architettonici»), mettono in risalto l’insieme dell’Istituto e delle sue encomiabili funzioni, che hanno saputo trasformarsi con l’evolvere del tempo, restando fedeli ai suoi fini costituzionali. rc023 (2004)


«La storia è testimonio dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita» (Cicerone)
«La storia non è utile perché in essa si legge il passato, ma perché vi si legge l’avvenire» (M.D’Azeglio)
«Bisogna ricordare il “passato” per costruire bene il “futuro”» (V.Ieralla)
Per qualsiasi segnalazione, rettifica, suggerimento, aggiornamento, inserimento dei nuovi dati o del curriculum vitae e storico nel mondo dei sordi, ecc. con la documentazione comprovata, scrivere a: info@storiadeisordi.it
“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini