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Storia dei Sordomuti dell’Alto Adige

Un agile volumetto di 64 pagine, ricco di belle foto, traccia uno zoom sulla storia, lunga 77 anni, dell’Associazione di sordi altoatesini. Nella presentazione del libro, la presidente nazionale dell’ENS, Ida Collu, desidera manifestare il suo personale “GRAZIE!” a tutti quei sordi che hanno cercato sempre di riunire i loro simili della provincia di Bolzano, pur tra le molteplici differenze linguistiche e culturali che lì coesistono. Il libro “…resta una valida testimonianza della Storia dei sordi di Bolzano, ed è un pezzo di storia di tutti noi!”. Nella prefazione, gli autori (in particolare, Rolando Boschetti e Anton Kossler) auspicano che la storia «…possa servire da stimolo per continuare con lo stesso appassionato impegno a promuovere e difendere i diritti della categoria».

Il primo documento storico conservato a Bolzano, risulta che nel 1925 si costituì l’associazione “Alpenrose”, il cui logo era rappresentato da stupende e selvatiche rose alpine.

Data la particolare situazione politica di quel periodo, l’associazione fu costretta a sciogliersi e i suoi componenti di lingua tedesca ad emigrare all’estero.

In seguito due membri, Franz Zwerger e Erwin Grosz, rifondarono l’associazione.

Nel 1830 fu istituita la prima scuola per sordomuti altoatesini a Bressanone, successivamente trasferita in Austria, mentre i sordomuti di lingua italiana vennero inviati all’Istituto Arcivescovile di Trento.

L’Associazione Sudtiroler “Genziana” – anche questo un caratteristico fiore alpino- venne fondata subito dopo la guerra, nel 1947, dal giovane sarto sordomuto Franz Zwerger, con lo scopo di sviluppare il senso di solidarietà fra i sordomuti aiutandoli a superare le difficoltà che incontravano nella vita quotidiana. Venne anche stampato un notiziario, in lingua tedesca: “Des Freund”, ossia “L’Amico”.

Nel 1952 si ebbe la prima elezione della “Sezione Provinciale ENS” di Bolzano, dove viene successivamente nominato il primo presidente provinciale, Fausto Crivelli, rimasto in carica fino al 1960, poi è subentrata, per 10 anni Anna Seifert-Gorio, seguita da Rolando Boschetti, poi da Antonio Endrizzi, quindi Rudolf Hofer, Gasser Benedikt e dall’attuale presidente, Anton Kossler.

Le pagine riportano puntigliosamente tutti i nomi e le foto dei consigli direttivi susseguitisi a dirigere quella Sezione all’estremo Nord della Penisola italica.
Solo nel 1971 la Sezione di Bolzano decise di costituire il circolo culturale e ricreativo, “…per togliere dall’isolamento i soci, organizzando gare di briscola, di scacchi, partite di calcio e gite culturali in Italia e all’estero”. Il Notiziario/Mitteilungsblatt viene stampato in due lingue, italiano e tedesco. L’unione tra i sordi delle due culture linguistiche è molto forte: basta la Lingua dei Segni per comprendersi, ma si diventa anche…trilingue.
Ci sono feste per la “Fedeltà all’ENS”, gite sulle cime… dietro l’angolo alpino (per esempio, allo Stelvio), ma anche a Postumia o a Cesenatico, feste “delle donne”, visita alla miniera di Berchtesgaden, tornei di briscola (… “per aiutarsi!”), campionati italiani FISS, “Giochi senza barriere”, e naturalmente tutti gli sport alpini, con tantissimi campioni che tutta Italia, e non solo, invidia alla piccola e fantastica Bolzano, senza contare che di queste parti sono Franz Kossler, prima marciatore favoloso e poi tiratore come il suo Maestro, quell’Endrizzi che a 60 anni, dopo una vita di trionfi, si è permesso di conquistare l’ultima medaglia in 10 Olimpiadi “silenziose” cui ha complessivamente partecipato, candidandosi al Guiness dei primati.

Il libro si chiude con le foto degli anziani, ma robusti montanari, Frej Johann e Boschetti Rolando, mentre ricevono la meritata onorificenza degli amministratori comunali per la loro lunga ed efficace attività di dirigenti a favore dell’ENS. rc002 (2002)


 

Libro “Storia dei Sordomuti dell’Alto Adige”, a cura della Sezione Provinciale ENS di Bolzano (Egna, 2002, Tip. Digital Service, pp.64). Per ordinazione rivolgersi alla Sezione Provinciale ENS di Bolzano (bolzano@ens.it)