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Santuario di N.S. della Pieve di Ponzone (Alessandria)

Sorge in amena posizione e un documento del 1131 parla che era amministrato dai Cistercensi. La bella leggenda vuole che la Madonna  sia apparsa ad una fanciulla muta e alla quale chiese la erezione di una Chiesetta sul luogo. La fanciulla, che, prima, era muta, seppe  così bene parlare che fu creduta da tutti. Da “Santuari Mariani legati alla storia dei Sordomuti” nel 1971.

A tre km vicino all’abitato sorge il Santuario. Non se ne conosce l’origine, però è certo che nel 1000 già esisteva, poiché a metà del secolo XI, Guido Vescovo di Acqui, elevò la chiesa a Pieve, cioè  parrocchia, tanto che questo nome poi è rimasto. La tradizione vuole che una giovinetta, muta dalla nascita, un giorno mentre pascolava, vide improvvisamente una Signora vestita da Regina e raggiante di splendore. La bellezza era celestiale e la fanciulla ne rimase meravigliata. La Signora si presentò come la Madre di Dio, le disse di riferire ai suoi genitori che convincessero i paesani a costruire, in quel luogo, una chiesa e poi sparì. La fanciulla tornata a casa per la prima volta parlò raccontando l’episodio e riferendo il messaggio di Maria. I genitori convinti che la figlia avesse ricevuto un miracolo dalla Vergine, divulgarono la notizia e la prova del miracolo era dinanzi a tutti, poiché la figlia parlava. I pochi e poveri abitanti di Ponzone, si convinsero e costruirono una piccola chiesetta nel luogo indicato. Mano a mano che la fede popolare aumentava affluivano maggiori mezzi economici tanto che più volte la chiesa fu ricostruita ogni volta più grande fino a diventare, nel 1700, il Santuario che oggi si ammira.
Sull’altare maggiore si ammira una statua rinascimentale di Maria che fu incoronata il 10 agosto 1879. Tutt’intorno al Santuario gira una piazza con piante e vi sono state costruite 14 cappelle con le  stazioni della Via Crucis dipinte dal pittore sordomuto  Pietro Ivaldi. La sistemazione delle cappelle è suggestiva facendola sembrare una navata di una chiesa la cui ultima cappella sul fondo sembra l’altare maggiore. La devozione popolare per la Madonna della Pieve è grande specie in occasione delle tre festività che ricorrono il giorno dell’Annunziata, il secondo giorno di Pasqua e l’Assunta che è la più grande delle occasioni di festa. Molti camminavano tutta la notte precedente per giungere all’alba al Santuario. Molti sono gli ex voto e gli omaggi fatti alla Vergine e la risposta certo non è mancata. Nel 1817 si ricorda che a causa della siccità che durava ormai da sei mesi, si ricorse alla Vergine della Pieve per implorare la pioggia. Il parroco don Costa, rivolto a Maria, si impegnò a non andar via se la Madonna non avesse fatto la grazia. Le preghiere di tutti si innalzarono sempre più accorate e convinte e, finalmente, mentre la processione usciva dalla chiesa, una nuvoletta appare all’orizzonte e mano a mano si avvicina e si amplia fino a scaricare un forte acquazzone. Tutti ritornarono al Santuario per i ringraziamenti e fu lasciata, a ricordo del fatto, una iscrizione ancor oggi visibile.

 

Fonte: www.santuari.it


 

Il Santuario di N.S. della Pieve di Ponzone (Alessandria)