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Verso il 75° anniversario della Fondazione E.N.S. (Newsletter della Storia dei Sordi n.306 del 10 settembre 2007)

In questo spirito presenta il ricordo sul movimento unitario dei Sordi italiani (Raduno) nato a Padova nei giorni 24-25-26 settembre 1932 per indiscusso merito di Antonio Magarotto con o.d.g. “che sia sollecitamente definita la pratica esistente presso l’On.le Ministro competente, riguardante la loro Organizzazione e venga provveduto allo scioglimento dei due Organismi e quindi alla costituzione dell’Ente Unico che raccolga tutti i Sordomuti italiani in una sola Organizzazione per provvedere alla loro completa tutela onde raggiungere i fini di tutte le provvidenze sociali ideate e promosse dal Governo nazionale…”.

Come venne fondato l’Ente Nazionale Sordomuti
di Vittorio Ieralla (Fonte: La Settimana del Sordo, 1982)
Nella tarda primavera del 1932 per generosa e coraggiosa iniziativa di Antonio Magarotto convennero a Padova i rappresentanti delle vecchie associazioni italiane dei sordomuti per un Convegno patriottico, religioso e civile.

Fu un avvenimento singolare, storico ed ineguagliabile dato il clima teso che disuniva l’ambiente dei sordomuti italiani dolorosamente ed ingiustamente incompreso.

Non fu quindi facile conciliare nella città del Santo (Sant’Antonio da Padova, n.d.r.) le due schiere di Associazioni diametralmente opposte e cioè la Federazione Italiana delle Associazioni dei sordomuti, presieduta dal sordomuto Giuseppe Enrico Prestini e la Unione Italiana Sordomuti presieduta dall’udente Enrico Vanni.

La generosa idea di Antonio Magarotto superò questa insormontabile barriera facendo affluire a Padova per una manifestazione patriottica e religiosa le due pari che non potevano esimersi dato il clima politico che imperversava negli anni 30.

La prima schiera, quella della Federazione Italiana Sordomuti, era composta dal rappresentanti della Cardano di Milano, della Mutua bolognese, della Patavina di Padova, della San Giusto di Trieste, del Circolo Culturale di Roma, della Palermitana di Palermo e di altre piccole Associazioni appena sorte. La seconda dalla Benefica di Milano, dalla Paolo Basso di Torino, dall’Assarotti di Genova, dalla San Marco di Venezia, la T. Silvestri di Roma, della Spezzina di La Spezia, della Mangioni di Firenze.

Come primo atto ci fu l’omaggio di un cero all’Arca di S.Antonio a nome di tutti i sordomuti d’Italia e tutti si raccolsero in devoto raccoglimento.

Avvenne il miracolo, quando i sordomuti delle due sponde si raccolsero intorno al Santo con animo felice e sereno dimenticando i loro antichi dissapori non voluti da loro e si ritrovarono fratelli tra fratelli, amici tra amici. Fu un attimo meraviglioso che fece presagire buone speranze per un domani migliore.

In un grande salone convennero tutti per discutere sui problemi che da troppo tempo travagliavano la categoria senza trovare una via d’uscita per una unione effettiva e duratura fra tutti i sordomuti italiani.

La foga, la persuasione e la bontà dei propositi per una nuova effettiva associazione nazionale, espressa da Antonio Magarotto con quella vigoria che gli era propria convinse la assemblea ed i maggiori esponenti della categoria dei sordomuti italiani a esporre i loro punti di vista ora positivi ora propri principi e quelli delle proprie associazioni. Ci vollero tre giorni di dialoghi e di scambi di vedute ed i maggiorenti come Antonio Magarotto, Giuseppe Enrico Prestini, Giuseppe Granaglia, Francesco Micheloni, Carlo Comitati, Cesare Silvestri, Ali Vincenzo, Giuseppe Ottonello e per finire i giovanissimi come Giovanni De Carlis, Francesco Rubino, Gino Brocchi e Vittorio Ieralla, furono i protagonisti dei dibattiti e rivendicarono con veemenza il diritto dei sordomuti di autogovernarsi e di unirsi tutti in una sola Associazione di carattere nazionale.

Ci fu un trionfo diremo quasi inaspettato, poiché la parte opposta, quella degli udenti non cedeva facilmente, finché tutti decisero di firmare il famoso Patto di Padova, approvando l’unità di tutti i sordomuti in un Ente solo, riconosciuto dallo Stato, analogamente a quanto in precedenza fu fatto per l’Unione Italiana Ciechi, allora presieduta da Aurelio Nicolodi.

Ci fu un tripudio di gioia per una conclusione lungamente attesa dopo tante lotte, tante amarezze, tante incomprensioni e la più bella battaglia di tutte le generazioni dei sordomuti fu vinta.

In quell’anno nasceva quindi l’Ente Nazionale Sordomuti, che era ed è tuttora la speranza, la garanzia per una vita da un lato piena di difficoltà e di sofferenze, ma dall’altro più umana e più compresa da parte dell’opinione pubblica tutta.

Quel fatidico inizio non fu che il primo periodo della storia del sordomutismo italiano, scintilla di nuove lotte da fare al sordo il giusto posto nel consorzio degli uomini nella pienezza dei suoi diritti e dei suoi doveri.

Nel 1932 ebbe inizio la vita dell’Ente Nazionale Sordomuti i cui sviluppi e la cui crescita fanno parte di un altro capitolo che dura ancora e di cui parleremo più avanti e a lungo.

 

Franco Zatini  nw306 (2007)


 Newsletter della Storia dei Sordi n.306 del 10 settembre 2007

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“Storia dei Sordi. Di Tutto e di Tutti circa il mondo della Sordità”, ideato, fondato e diretto da Franco Zatini