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FORUM PA: Tecnologie & Accessibilità (Newsletter della Storia dei Sordi n. 495 del 17 maggio 2008)

Direttive legislative per la realizzazione di siti istituzionali
di Enza La Frazia
Attraverso profili critici, un’analisi delle direttive legislative applicate per la realizzazione di siti Web istituzionali. Parola d’ordine: accessibilità

Il diritto all’uso delle tecnologie e l’accessibilità
Il Codice dell’Amministrazione Digitale (d. lgs. 7 marzo 2005 n.82) ha introdotto nell’ordinamento italiano un nuovo diritto soggettivo, il diritto all’uso delle tecnologie: l’art. 3 del decreto, infatti, sancisce che «i cittadini e le imprese hanno diritto a richiedere ed ottenere l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei rapporti con le pubbliche amministrazioni centrali e con i gestori di pubblici servizi statali nei limiti di quanto previsto nel presente decreto». In applicazione della precedente norma, fra gli altri, gli articoli 53 e seguenti del Codice si propongono di fornire delle basilari e schematiche linee guida per la realizzazione dei siti internet istituzionali. La parola d’ordine nel campo dello sviluppo di servizi telematici è senza dubbio l’accessibilità.

La Legge Stanca
La questione era già stata affrontata dalla precedente legge del 9 gennaio 2004, n. 4 (c.d. legge Stanca), contenente una serie di disposizioni legislative volte a favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici. Tale provvedimento legislativo definisce l’accessibilità all’art. 2, come «capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari».

All’epoca della sua promulgazione, la legge Stanca fu accolta con grande entusiasmo, tanto da essere indicata, nell’ambito di un vertice tra Europa e Stati Uniti sulla disabilità, come “un esempio da seguire”. Le disposizioni contenute nel provvedimento riscossero in effetti un largo consenso in Parlamento e nelle istituzioni, per aver allargato la prospettiva della diffusione dell’informatica anche a coloro che, soffrendo di disabilità motorie o sensoriali, fossero svantaggiati nel regolare utilizzo delle risorse informatiche, ed in particolar modo di Internet. L’obiettivo che la legge si pone è quello di abbattere le “barriere virtuali” che limitano l’accesso dei disabili alla società dell’informazione e li escludono dal mondo del lavoro, quindi di realizzare l’e-democracy, permettendo anche a soggetti portatori di handicap di studiare, lavorare e partecipare attivamente alla vita sociale, di cui le Information and Commmunication Technologies sono diventate parte integrante. – Fonte: pubblicamministrazione.net (12 maggio 2008)


FORUM PA: I SITI DELL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA NON SONO PENSATI PER I DISABILI: De Vanna (CNIPA), «Risultati non soddisfacenti a tre anni dall’entrata in vigore della ‘Legge Stanca’». L’accessibilità da parte dei disabili ai siti web della Pubblica Amministrazione centrale resta ancora un’utopia”.

 

Antonio De Vanna del CNIPA, intervenendo al convegno “Accessibilità tra attuazione ed evoluzione” al Forum PA, ha infatti reso noto che «dalle ultime rilevazioni effettuate dall’Ufficio Accessibilità dei Sistemi Informatici del CNIPA sulle home page di 1.426 siti di Pubbliche Amministrazioni centrali, emerge che la conformità alle 9 caratteristiche analizzate, riconducibili a 8 dei 22 requisiti previsti dal DM 8 luglio 2005, è raggiunta solo dal 3% del totale, con alcune amministrazioni la cui conformità raggiunge il 6%».

 Insomma, ha aggiunto, «ad oltre quattro anni dall’emanazione della ‘Legge Stanca’ ed a circa tre anni dalla sua entrata in vigore non sono ancora soddisfacenti i risultati raggiunti su questo fronte dalla Pubblica Amministrazione Centrale e da quella Locale».De Vanna ha rilevato che «a fronte di un impianto normativo ben strutturato, peraltro molto apprezzato ed assunto a modello anche a livello europeo, la lentezza del processo di attuazione, il mancato utilizzo di meccanismi sanzionatori previsti dalla legge, la necessità di presidiare l’innovazione tecnologica e l’evoluzione del concetto di categoria svantaggiata ci spingono a riflettere su nuove azioni normative, culturali ed organizzative che diano nuovo slancio all’adeguamento da parte della Pubblica amministrazione e che consentano di raggiungere l’obiettivo fissato dalla Conferenza Ministeriale di Riga, ovvero la piena conformità di tutti i siti della Pubblica amministrazione entro il 2010».

Secondo l’esperto del CNIPA, pertanto, «dovranno essere avviate azioni volte ad ottenere un maggior coinvolgimento della classe dirigente responsabile dei Sistemi Informatici, della Comunicazione e dell’Accessibilità». In tal senso, ha concluso De Vanna, l’apposito forum vuole offrire spunti di riflessione per individuare un percorso che acceleri il processo di adeguamento anche attraverso le esperienze di Pubbliche Amministrazioni Centrali e Locali che hanno già realizzato attività ispirate a principi di inclusione riusabili in altri contesti e territori.

Fonte: italianinnovation.it – nw495


 

Newsletter della Storia dei Sordi n. 495 del 17 maggio 2008